Il microsensore fotovoltaico
Sviluppato presso l’Università del Michigan in Usa il sistema misura 2,5 x 3,5 x 1 mm, circa 1000 volte più piccolo della più piccola controparte al momento presente sul mercato, e in modalità riposo consumerà 2000 volte meno della versione più efficiente sul mercato. Il micro sensore misura 9 millimetri cubici e, dato che richiede per funzionare soltanto mezzo volt, se non fosse che la batteria prima o poi esaurisce il suo ciclo vitale, potrebbe avere una durata quasi perpetua, considerando che per il suo corretto funzionamento sta quasi sempre in standby, “svegliandosi” a brevi intervalli regolari per monitorare ciò per cui è stato programmato e consumando, in questo modo, solo un nanowatt di energia, ovvero un milionesimo di watt.
Probabilmente non lo troveremo presto sugli scaffali dei negozi, ma già sono allo studio una serie di possibili applicazioni mediche – per esempio, si potrebbero monitorare i cambiamenti della pressione negli occhi per i pazienti con glaucoma o tumori vari. Il sensore può essere alimentato dal calore o dal movimento e utilizzato addirittura all’interno del corpo. L’Università del Michigan ha già diverse organizzazioni che sostengono il progetto, tra cui National Science Foundation, la Defense Advanced Research Projects Agency, del National Institute of Standards and Technology, il Focus Center Research Program. Non vediamo l’ora di vedere cosa ne verrà fuori.
Fonte | Physorg







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