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Pubblicato il 26 ottobre, 2011 | di Luca P.

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Riciclo spaziale

Anche se noi non li vediamo, nello spazio, più precisamente in orbita geosincrona, vanno alla deriva migliaia di rottami metallici, per lo più vecchi satelliti ormai obsoleti o rotti. Il tutto per un ammontare di circa 300 miliardi di dollari di materiale.

La DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) aveva pensato ad un progetto volto al riutilizzo di questi satelliti dando loro nuova autonomia, ma l’idea è stata poi abbandonata perché infattibile. Cosa fare quindi? Grazie al programma Phoenix, sempre la DARPA si occuperà di “riciclare” i materiali in orbita per poi poterli utilizzare su nuovi apparecchi.

Per questi vecchi satelliti è già stata spesa un’enorme mole di energia per posizionarli dove si trovano, quindi riuscire a recuperare le parti ancora funzionanti per poterle utilizzare su altri nuovi satelliti, sarebbe un riciclo importante. Infatti non è da escludere l’ipotesi che sia possibile lanciare in orbita satelliti “incompleti”, quindi più leggeri e trasportabili, per poi finire l’assemblaggio una volta arrivati a destinazione, con un gran risparmio di denaro, materiali ed energia.

Fonte | BoingBoing


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Ideatore e co-fondatore di E-cology, appassionato di musica, informatica, libri, arte, natura e videogiochi. Viaggiatore per natura, blogger per hobby.



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