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Auto a idrogeno nel futuro di Toyota

written by Luca Priami 15 gennaio 2014
Auto a idrogeno nel futuro di Toyota

Auto a idrogeno per una mobilità ecologica

Quando nei primi anni del 21° secolo si parlava di auto con combustibili alternativi, le opzioni erano fondamentalmente due: elettriche e a idrogeno. Col passare degli anni e il successo che ha avuto la Prius tra le ibride, si è visto che l’elettrico, apparentemente, aveva più vantaggi rispetto a un’auto alimentata da celle a combustibile quindi i vari progetti sono stati accantonati in attesa di tempi migliori.

Stanto alle parole del presidente Toyota Takeshi Uchiyamada, la sua azienda al momento non produce altri veicoli completamente elettrici per il semplice motivo che non avrebbero mercato. Ecco quindi che torna in corsa l’idrogeno.

Non solo Toyota, anche Honda e Hyundai hanno annunciato recentemente dei progetti per realizzare veicoli destinati al normale uso urbano che saranno alimentati a idrogeno. Perché questa tecnologia è tornata a farsi sentire?

I fatti sono i seguenti: le auto elettriche, con buona pace dei sostenitori, non hanno venduto quanto avrebbero sperato; ricaricare un’elettrica porta via molto tempo, diverse ore nelle quali l’auto deve necessariamente rimanere parcheggiata; senza alcune grandi svolte, la competitività di questi veicoli rispetto agli ibridi è sempre minore. Dal lato dell’idrogeno, invece, gli sviluppi tecnologici hanno fatto calare sensibilmente i costi di realizzazione, una carica con celle a combustibile richiederebbe solo qualche minuto, la durata di un “pieno” sarebbe notevolmente superiore a quella di un veicolo elettrico (stimata dalla Toyota in più di 600 km). E le emissioni sarebbero solo vapore acqueo.

Ecco perché queste tre grandi case automobilistiche asiatiche hanno in mente di realizzare dei veicoli da commercializzare quanto prima, già nel 2015, pronti alla sfida cittadina.

Il problema, però, non sta tanto nelle auto quando nelle infrastrutture. Un’auto elettrica è facile da ricaricare, se si ha un garage in casa è possibile lasciarla collegata durante la notte, ma per quanto riguarda l’idrogeno servono delle infrastrutture apposite, costose, che non è detto saranno realizzate in breve tempo. Per dare un’idea del dislivello tra gli attuali distributori di idrogeno negli USA e le stazioni di ricarica per auto elettriche, si parla di uno schiacciante 13392 a 58 in favore di queste ultime. Senza dimenticare che la produzione di idrogeno richiede un notevole consumo energetico, sia per quanto riguarda la produzione sia per il fatto che richiede anche di essere trasportato, come gli attuali carburanti.

Considerando quindi i problemi strutturali che un’auto a idrogeno comporta, se queste ultime riusciranno a ritagliarsi uno spazio convincente sul mercato, si verranno sicuramente a creare dei mercati di prima e seconda fascia, dove sono piuttosto sicuro l’Italia si andrà a piazzare.

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