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Le centrali indiane a carbone uccidono 120.000 persone l’anno

written by Alessandro 13 marzo 2013
Le centrali indiane a carbone uccidono 120.000 persone l’anno

Le centrali indiane a carbone uccidono 120.000 persone l’anno.

Centrali indiane a carbone: gli effetti del loro inquinamento

E’ questo il report di Greenpeace che riprende un precedente studio che aveva analizzato l’effetto delle centrali indiane a carbone sull’aumento dei costi per il mantenimento delle strutture ospedaliere: la crescita di questa fonte energetica avrebbe infatti fatto lievitare in maniera consistente i costi da $3,3 miliardi a $4,6 miliardi all’anno. Le regioni di Delhi e Kolkata in particolare sono reputate come le più inquinate del paese ma non va meglio per le zone di Mumbai, Western Maharashtra e Eastern Andhra Pradesh.

Lo studio riportato da Greenpeace riporta inoltre come nelle 111 principali centrali indiane a carbone non ci sia il minimo controllo sui livelli di inquinamento nè normative e interventi per ridurne il quantitativo: “centinaia di migliaia di vite potrebbero essere salvate, milioni di attacchi di asma, problemi di cuore, ricoveri ospedalieri, costi per la società, potrebbero essere eliminati con l’implementazione di sistemi in grado di ridurre i livelli di inquinamento prodotti dalle centrali indiane a carbone” riporta Greenpeace.

L’India è del resto il secondo paese al mondo per utilizzo del carbone subito dietro alla Cina, altro paese con una grandissima densità di popolazione, ma si appresta addirittura a portarsi in testa a questa graduatoria se saranno approvati i piani per l’aumento della capacità elettrica resa disponibile dalle centrali indiane a carbone previsti per l’anno in corso. Aumento di produzione che, è evidente, porterà con sè ulteriore aumento dei livelli di inquinamento e delle conseguenze negative per la popolazione ad esso collegate.

Sarath Guttikunda, autore del report, afferma: “Migliaia di vite potrebbero essere salvate ogni anno in India se fossero introdotti limiti per sostanze inquinanti quali biossido di zolfo, ossidi di azoto e mercurio”.

Sfruttamento del carbone: gli effetti sociali

Agli effetti negativi sull’inquinamento delle centrali indiane a carbone si pone anche una questione di natura sociale:
quasi 400 milioni di persone in India non hanno accesso alla rete elettrica e, anche quando è possibile, le interruzioni di energia sono molto frequenti rendendo il servizio completamente instabile. La spinta per la creazione di nuove centrali e miniere di carbone ha portato del resto allo spostamento di decine di migliaia di persone dalle loro abitazioni.
Il processo di estrazione di carbone sta inoltre distruggendo gran parte delle foreste indiane, danneggiando comunità tribali e mettendo a rischio molte specie animali.

Servono per l’India severe regolamentazioni che riescano a ridurre fortemente i livelli di inquinamento e politiche per lo sviluppo e sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili.

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