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Ecolamp: la seconda vita delle lampadine a basso consumo

written by Redazione 21 novembre 2013

Le lampadine a basso consumo fanno ormai parte della nostra quotidianità. Sono presenti nelle nostre case e nei luoghi di lavoro e ci aiutano, ogni giorno, a risparmiare energia. Svolgono un’attività fondamentale, “illuminando” le nostre giornate.

Alla fine del loro ciclo di vita, però, cosa rimane? Principalmente vetro, plastica, metalli, ma anche sostanze pericolose come, per esempio, il mercurio. Per fortuna le lampadine a basso consumo possono essere  riciclate al 95% e oltre, ma per farlo in maniera corretta è necessario un maggiore impegno da parte di tutti gli attori in campo – cittadini, professionisti e istituzioni – e un’informazione più capillare.

Questa tipologia di rifiuti si definisce RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), la cui gestione è stata definita dal Decreto Legislativo 151/2005, in recepimento delle specifiche direttive dell’Unione Europea finalizzate a prevenire la produzione di RAEE e promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento.

In Italia, della raccolta e del trattamento di questa tipologia di sorgenti luminose a basso consumo si occupa Ecolamp, un consorzio senza scopo di lucro fondato nell’ottobre del 2004 grazie alle principali aziende che operano nel settore della illuminotecnica come, per esempio, Osram, Philips, General Electric, HavellsSylvania, La Filometallica e Leuci.

Attualmente con l’adesione di circa 140 produttori di apparecchiature di illuminazione, che detengono globalmente una quota del mercato delle sorgenti luminose di circa il 65%, Ecolamp è riuscita a creare un  sistema efficiente di gestione dell’intero ciclo di smaltimento: ritiro, trasporto, recupero e trattamento delle apparecchiature di illuminazione esauste.

Inoltre, tutta la filiera, dal luogo di conferimento all’impianto di trattamento, è completamente tracciata.

ECOLAMP (Hill & Knowlton Gaia Srl - Roma)

Infatti Ecolamp, che è responsabile della gestione e della supervisione dell’intero processo,  si avvale della collaborazione, per le singole attività di stoccaggio, trasporto e trattamento, di operatori selezionati e qualificati. Aziende distribuite su tutto il territorio nazionale e dotate delle necessarie autorizzazioni per la gestione di questi specifici rifiuti speciali. L’intero ciclo si completa con il trasporto presso uno degli 8 impianti di riciclo specializzati, ove avviene la separazione delle diverse componenti e il recupero del mercurio contenuto nelle sorgenti luminose.

E noi cittadini, cosa dobbiamo fare?

Il consumatore non deve fare altro che restituire al proprio negoziante la lampadina a basso consumo esausta nel momento in cui ne acquista una nuova (ritiro 1 contro 1), oppure gettarla negli appositi contenitori Ecolamp presso le isole ecologiche della propria città. È infatti fondamentale che le lampadine giunte a fine vita non vengano gettate nell’indifferenziata o nel vetro, proprio perché inquinanti.ECOLAMP (Hill & Knowlton Gaia Srl - Roma)

I numeri della raccolta sono i migliori testimoni del successo dell’attività del Consorzio:  1.640 sono le tonnellate di lampade esauste gestite nel 2012 da Ecolamp – registrando un + 12% rispetto ai volumi dell’anno anno precedente  – con un recupero di circa 1.535 tonnellate di materie come vetro, plastiche e metalli e soprattutto impedendo la dispersione nell’ambiente di circa 90 tonnellate di polveri fluorescenti a contenuto di mercurio. E per il 2013 Ecolamp conta di raggiungere le 2.000 tonnellate di sorgenti luminose esauste correttamente riciclate!

Un risultato raggiunto anche grazie alle attività di educazione e di sensibilizzazione portate avanti da Ecolamp sul territorio, come per esempio la recente iniziativa Happylamp, che coinvolge i parchi divertimento e i musei italiani.

Altro progetto tuttora in corso è Nuova luce al recupero, nato dalla collaborazione tra il Comune di Milano e Amsa, che prevede il periodico posizionamento su strada di un furgone, al fine di raccogliere le lampade a basso consumo esauste.

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Per maggiori informazioni sulle attività di Ecolamp potrete visitare il sito – sempre aggiornato e ricco di informazioni per consumatori, professionisti, distributori e produttori – o i principali canali social del Consorzio (Facebook, Twitter e YouTube).

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