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Piattaforme petrolifere rinnovate con Poseidon

written by Redazione News 27 novembre 2015
Piattaforme petrolifere rinnovate con Poseidon

Piattaforme petrolifere che rinascono con Poseidon

Trasformare piattaforme petrolifere, strutture che rappresentano, per alcuni, un simbolo di pericolo per l’ecosistema marino in una risorsa per conoscere meglio e proteggere i tesori ambientali che si nascondono in fondo al mare: da questa sfida nasce Poseidon il primo progetto di parco marino in Europa che utilizzerà, a scopo scientifico e pubblico, strutture offshore un tempo utilizzate per la trivellazione, ma ormai dismesse.

Poseidon per riqualificare piattaforme petrolifere

Come dimostrato da varie pubblicazioni scientifiche, opera soprattutto di ricercatori americani, nel corso dei decenni infatti, le profondità degli impianti off shore si sono trasformate in vere e proprie oasi di ripopolamento del mondo sottomarino e di protezione della biodiversità. A tal riguardo studiosi come Jeremy Claisse e il suo gruppo di ricerca dell’Università della California, Santa Barbara, e del team dell’Occidental College di Los Angeles hanno dichiarato che la fauna marina presente nelle profondità delle piattaforme marine è maggiore di quella che popola le normali zone costiere.

Poseidon: come recuperare le piattaforme petrolifere

Il programma Poseidon, promosso da ENI in collaborazione con il CNR, l’ISMAR (Istituto Scienze Marine) e la Fondazione CETACEA, mira a sfruttare l’alto contenuto tecnologico, la dislocazione e la grande capillarità di ricezione e trasmissione dei dati ambientali marini delle piattaforme offshore installate nel Mar Adriatico non più per scopi estrattivi, ma per tutelare la biodiversità marina dell’area e creando un vero e proprio parco scientifico.

A dispetto di quanto si possa erroneamente credere il Mar Adriatico non è uno stagno allargato dove c’è solo acqua, molte alghe e, di contorno, qualche pesciolino, ma, anzi, nei suoi fondali tipicamente sabbiosi, vive e prospera un ecosistema assai ricco dove brulicano varietà di pesci e animali marini fra loro diversissimi e che trovano il loro habitat ideale nella parte sommersa delle piattaforme.

Poseidon si articola in tre sottoprogetti correlati tra di loro: “EFOS” che riguarderà piattaforme petrolifere che, debitamente attrezzate, diventeranno stazioni di trasmissione di segnali, “EBI” dedicato al monitoraggio della fauna marina in transito attraverso sistemi sonar e “CTC” finalizzato alla raccolta e allo studio dei segnali inviati dagli animali portatori di ricetrasmittenti.

Piattaforme petrolifere

La prima fase del progetto Poseidon è in corso e consiste nell’avvistamento delle specie marine in transito nell’area. Attualmente si discute sul progetto di creare un parco marino: le prime piattaforme petrolifere si stanno trasformando in isolotti e la breve distanza che li separa dalla costa che divide Rimini da Bellaria (appena 16 km) la renderebbe un luogo ideale per i turisti, italiani e stranieri, appassionati di immersioni subacque o anche semplicemente sensibili al tema della protezione dell’ambiente marino.

Grazie alle ricerche si potrà consentire a molte specie protette di evitare l’estinzione e far rinascere la vita dove meno ce lo si aspetta, ovvero attorno a una piattaforma petrolifera.

Per maggiori dettagli sul Progetto Poseidon e sulle specie a rischio nel Mare Adriatico potrete consultare i seguenti siti:

http://www.eni.com/newsletterinfografiche/adriatico_specie_ita/adriatico_specie.html

http://www.eni.com/newsletter-infografiche/efos_ebi_ctc_ita/efos_ebi_ctc.html

 

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Poseidon: piattaforme petrolifere rinnovate
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Poseidon: piattaforme petrolifere rinnovate
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Descrizione progetto Poseidon per il recupero di piattaforme petrolifere off shore
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