La trasparenza nella gestione dei servizi ambientali e idrici non è solo un obiettivo previsto, a livello normativo, dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), ma anche una precisa richiesta che arriva da coloro che di quei servizi usufruiscono ogni giorno: i cittadini. Rispondendo a un sondaggio sulla popolare app Junker, l’82% degli oltre 10mila utenti partecipanti si è dichiarato interessato a ricevere via app informazioni, servizi e consigli sull’uso consapevole dell’acqua.
Proprio per rispondere a questa esigenza, Junker, l’app che da oltre 10 anni supporta 4 milioni di nuclei familiari e 3.500 Comuni per una raccolta differenziata più spinta e accurata, ha deciso di applicare il suo modello anche a un’altra risorsa preziosa: l’acqua.
Integrare in un’unica app due servizi pubblici essenziali
Grazie a questa innovazione, adesso il cittadino potrà da un’unica applicazione accedere ai servizi ambientali – quindi, ad esempio, consultare le mappe dei punti di raccolta, sapere come differenziare ogni rifiuto rispettando le regole del Comune in cui si trova, richiedere il ritiro a domicilio di un ingombrante o sbloccare l’accesso ai bidoni collegati alla propria utenza –, ma anche essere informato in tempo reale su guasti, disservizi, sospensioni e razionamenti dell’acqua nella sua zona, monitorare consumi e bollette, inviare auto-letture e segnalazioni e conoscere nuove buone pratiche. Su Junker gli utenti potranno anche verificare i parametri chimico-fisici dell’acqua nel proprio Comune, in modo da essere più incentivati a consumare l’acqua pubblica, sia quella del rubinetto sia quella erogata dalle “casette” mappate in app.

“Portare in app anche i servizi e le informazioni legati all’idrico ci è sembrata un’evoluzione del tutto naturale nel nostro percorso di empowerment dei cittadini” – spiega Noemi De Santis, responsabile comunicazione di Junker. “Non solo perché l’acqua e i rifiuti sono due servizi pubblici essenziali, entrambi fondamentali per il benessere delle persone e dell’ambiente, ma anche perché le gestioni ambientale e idrica sono di fatto già integrate in molti territori, serviti da multiutility”.
Gli italiani sono pronti a usare servizi pubblici digitali?
Nel 2024, il 70% dei cittadini dell’UE ha utilizzato servizi pubblici online tramite siti web o app. In Italia, la percentuale di utenti che hanno utilizzato servizi pubblici digitali è stata del 55% (Fonte: Eurostat).
“Nonostante questo ritardo – fa presente De Santis – l’esperienza di Junker app dimostra che gli italiani non solo sono disposti, ma sono anche pronti per essere coinvolti attivamente nella transizione digitale dei servizi pubblici, a patto naturalmente di dotarli di strumenti davvero inclusivi e funzionali”.
Di recente Junker ha lanciato la sua quarta versione, che è stata progettata per potenziare ulteriormente l’usabilità anche per non nativi digitali e utenti anziani, l’82% dei quali ormai utilizza giornalmente lo smartphone (Fonte: indagine “Nonni digitali”). L’app è stata collaudata in modo da essere accessibile a non vedenti e ipovedenti ed è disponibile in 14 lingue, per essere pienamente fruibile anche dagli oltre 5 milioni di stranieri residenti in Italia.

Transizione digitale ed ecologica
L’introduzione in app di una sezione dedicata al servizio idrico punta adesso a creare un nuovo standard nei rapporti tra cittadino e amministrazione pubblica, che, favorendo il coinvolgimento attivo e informato degli utenti, contribuisca al raggiungimento congiunto di due importanti obiettivi di sviluppo sostenibile: l’obiettivo 6 (“Acqua pulita e igiene“) e l’obiettivo 12 (“Consumo e produzione responsabili”).
“Il nostro auspicio – conclude Noemi De Santis – è che, grazie a questo nuovo servizio, i cittadini possano avere un controllo più completo e consapevole dei propri consumi idrici e dunque siano ulteriormente incentivati a gestire responsabilmente la risorsa acqua”.
Fonte: comunicato stampa


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