Presentata da Perugia la 9a edizione del dossier umbro di Legambiente, che mira a porre in evidenza le criticità e le esperienze virtuose verso un’economia circolare dei rifiuti
Sono 19 i Comuni Ricicloni dell’Umbria. Quest’anno nessun Comune sopra i 20mila abitanti rientra nella speciale classifica
Indice di Riciclo regionale al 56,4% (+0,8% rispetto al 2023)
Secondo Legambiente Umbria quantità e qualità delle raccolte vanno di pari passo, altrimenti le filiere di riciclo non possono essere attivate
Sono stati annunciati giovedì 13 febbraio, dal Teatro Pavone di Perugia, i Comuni Ricicloni della nostra regione. Ad aprire la giornata l’intervento di Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria, che ha commentato come incoraggianti i dati che arrivano dalla nostra regione.
Sono 19 i Comuni Ricicloni umbri, tre in più rispetto allo scorso anno. Merito della qualità media della raccolta dell’organico, migliorata soprattutto nei piccoli comuni (molto meno in quelli più grandi, che infatti non sono presenti in classifica) in linea con il trend già avviato l’anno precedente. E questo della qualità è come noto un parametro essenziale assieme a un’alta percentuale di raccolta differenziata per essere veri Ricicloni. Elementi fondamentali per attivare i percorsi di economia circolare.
Come spiegano da Legambiente Umbria, l’Associazione organizzatrice del 9° EcoForum regionale: “Lo ripetiamo da tempo e anche in questa occasione: quantità e qualità delle raccolte vanno di pari passo, altrimenti le filiere di riciclo non possono essere attivate”.
Durante l’EcoForum sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni locali, tecnici, amministratori pubblici, dirigenti, imprese, associazioni, cittadine e cittadini.
Per entrare nella speciale classifica regionale, Legambiente ha deciso di utilizzare ancora l’obiettivo minimo di differenziata al 72% e contestualmente una qualità percentuale superiore al 95% di materiale compostabile presente nella raccolta differenziata della frazione organica, che rappresenta la quota più consistente della raccolta differenziata a livello comunale.
A riprova che il tema della qualità della raccolta resta però un fattore importante, basti pensare che l’elenco dei Comuni che avrebbero una percentuale di raccolta differenziata da Ricicloni è ben più ampio dei 19 premiati. “Per i nostri criteri – segnalano da Legambiente – fanno parte degli esclusi, proprio perché non hanno un dato di qualità della raccolta dei rifiuti organici sufficiente, altri 15 Comuni: Bastia Umbra, Perugia, Torgiano e Terni, Porano, Bettona, Avigliano Umbro, Alviano, Baschi, Castel Viscardo, Guardea, Acquasparta, Montecchio, Lisciano Niccone, Parrano”. La qualità delle raccolte è un dato fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riciclo richiesti dalla legge nazionale (55% entro il 2025, 60% nel 2030 e 65% entro 2035) che in Umbria è comunque già in linea con i target nel 2024, avendo ottenuto un ottimo Indice di Riciclo del 56,4% (+0,8% rispetto al 2023). Un dato certamente molto positivo visto che rappresenta il primo passo per ottenere quelle materie prime seconde di cui il tessuto industriale ha bisogno e che saranno previste dalle nuove normative europee, quale ad esempio il regolamento sugli imballaggi che richiede di produrre imballaggi contenenti materiali riciclati.
All’EcoForum è intervento Thomas De Luca, assessore Energia e Ambiente della Regione Umbria: “Parte proprio da qui il percorso di consultazione con i portatori di interesse, comuni, cittadini, associazioni e imprese. Come Regione Umbria stiamo lavorando su tre obiettivi: ridurre i costi per famigli e imprese, ridurre la produzione di rifiuti da discarica e creare occupazione dallo sviluppo di economie circolari. Le tempistiche sono strette e dobbiamo concludere il percorso di riforma della Legge entro il 2026. I dati che arrivano da Arpa e Legambiente Umbria sono incoraggianti, sopratutto per quanto riguarda il parametro fondamentale dell’indice di riciclo”
COMUNI RIFIUTI FREE
Come di consueto, viene considerato anche il parametro del tetto massimo di 75 kg di rifiuto indifferenziato prodotto annualmente da ogni abitante. Tale limite, adottato da Legambiente per definire i Comuni “Rifiuti Free”, consente anche la premiazione a livello nazionale. In generale, la classifica è stabilita in base al valore di rifiuto indifferenziato pro capite, dal minore al maggiore.
Per la redazione delle classifiche sono stati utilizzati i dati dell’Osservatorio rifiuti di ARPA. All’Osservatorio ogni anno arrivano i dati forniti dai Comuni come quantitativi suddivisi per EER (Elenco Europeo dei Rifiuti), che individua in maniera univoca le tipologie di rifiuto in base all’origine del processo che li ha prodotti.
Ribadiamo quindi che per essere premiati come Comuni Ricicloni umbri, i criteri selezionati da Legambiente Umbria sono quello di rispettare l’obiettivo minimo di Raccolta Differenziata del 72% e quello di produrre un rifiuto organico con una qualità media superiore o uguale al 95%, ovvero con presenza di materiale non compostabile MNC uguale o inferiore al 5%.
Un criterio, quest’ultimo, che sappiamo bene come riduca notevolmente i comuni ricicloni dell’Umbria, ma sul quale noi continuiamo a puntare perché non ci può essere effettivo riciclo se la qualità del rifiuto raccolto è bassa. C’è da dire con soddisfazione che pure quest’anno i Comuni di Calvi dell’Umbria e di Otricoli sono stati premiati anche a livello nazionale come Comune Rifiuti Free.
Con la nuova legge regionale sull’economia circolare da poco presentata saranno contestualmente rivisti e posti al rialzo gli obiettivi regionali e dei singoli comuni e di conseguenza anche Legambiente adeguerà per questo motivo i parametri per il Premio già dal prossimo anno. L’EcoForum di Legambiente è stata l’occasione anche per avviare di fatto il percorso di partecipazione e consultazione sulla nuova legge da parte dell’assessorato all’ambiente della Regione Umbria, per raccogliere informazioni e proposte da parte di tutti i soggetti interessati. I nuovi obiettivi presentati dall’assessore regionale De Luca e da Alessandra Santucci di ARPA Umbria, sono certamente più ambiziosi e sfidanti per amministrazioni comunali e gestori e sarà necessario un importante e complesso lavoro di riorganizzazione per omogeneizzare e integrare i servizi e l’impiantistica che permetteranno all’intera regione di raggiungerli.
Come si legge nel Rapporto, non dimentichiamo che il volano dell’economia circolare parte proprio dalla riprogettazione di beni e servizi in ottica di riduzione degli scarti e aumento della catena del valore del prodotti. Ciò implica anche la creazione di nuovi posti di lavoro legati all’innovazione, fondamentali per una crescita economica davvero sostenibile, sia per il Paese che per la regione. Dal rapporto di GreenItaly 2025 emerge infatti come i green jobs in Umbria sono quasi il 35% di tutti i nuovi contratti di assunzione e che 4 imprese su 10 in Umbria hanno fatto investimenti in prodotti e tecnologie green nell’ultimo quinquennio.
Tutto il lavoro di Legambiente Umbria vuole essere un contributo a questo percorso a cui finalmente dare seguito. Una visione che notiamo con piacere essere condivisa nella nuova legge regionale sull’economia circolare che la nuova amministrazione regionale ha preadottato e che predispone anche un corposo processo partecipativo di coinvolgimento a cui speriamo si riesca a dar seguito efficacemente. Per far questo servirà però partire dai numeri e dai dati, e servirà ascoltare e ragionare con le migliori competenze regionali su questo tema, assieme a tecnici della Regione, di ARPA Umbria, AURI e Università. Scarica il report completo
I COMUNI RICICLONI UMBRI 2025
COMUNI SOTTO I 5.000 ABITANTI
Calvi dell’Umbria, Otricoli, Arrone, Montefranco, Attigliano, Ferentillo, San Gemini, Montecastrilli, Penna in Teverina, Lugnano in Teverina, Giove, Valfabbrica

COMUNI TRA 5.000 E 20.000 ABITANTI
Narni, Amelia, San Giustino, Todi, Magione, Castiglione del Lago, Passignano sul Trasimeno,
COMUNI SOPRA I 20.000 ABITANTI
Nessun Comune

Sono intervenuti: Thomas De Luca, assessore regionale all’Ambiente; David Grohmann, assessore all’Ambiente del Comune di Perugia; Giuseppe Rossi, direttore AURI; Alfonso Morelli, direttore ARPA Umbria; Stefano Ciafani, presidente Legambiente Nazionale; Urbano Barelli, presidente di GESENU Spa; Alessandra Santucci di ARPA Umbria; Daniela Riganelli di Legambiente Umbria.
Albina Ambrogio, giornalista di CONFINI; Andrea Minutolo, responsabile scientifico Legambiente; Luca Piatto, CONAI; Marco Ranieri, direttore di VUS; Alessio Lutazi di TSA; Noemi De Santis, DNA Ambiente, Junker App; Martina Palmisano vicedirettrice Legambiente Umbria; Marco Gisotti, divulgatore e giornalista autore di “100 Green jobs per trovare lavoro”; Flavio Iafrate, O-I la comunità di San Gemini; Marco Giulietti, presidente di ITS Umbria Academy; Maria Rita Paggio, CGIL; Elisabetta Furin, docente di Design, Referente del Diploma Accademico in Product Design sostenibile, Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” Perugia; Laura Brambilla ed Emilio Bianco della Fondazione Legambiente Innovazione, i Sindaci e gli assessori dei Comuni premiati.
L’EcoForum è stato organizzato da Legambiente Umbria, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, della Camera di Commercio dell’Umbria e in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Perugia.
L’evento è sostenuto da: DNA Ambiente, Gesenu, TSA, SIA, CONIP, O-I, Unicoop Etruria e Verdeinmed. Partner scientifico: Arpa Umbria, partner tecnico AURI.
L’EcoForum umbro sarà anche un evento di formazione con il riconoscimento dei crediti per i professionisti partecipanti grazie alla collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri Perugia.
E-cology è media partner dell’EcoForum Umbria 2026


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