La decarbonizzazione dell’economia italiana può seguire due traiettorie: una incrementale, che riduce progressivamente le emissioni mantenendo invariati i modelli produttivi e di consumo, e una trasformativa, che integra efficienza energetica e fonti rinnovabili ripensando strutturalmente domanda e offerta di energia.
È questo il quadro che emerge dallo studio “Il ruolo dell’efficienza energetica all’interno del percorso di decarbonizzazione italiana”, realizzato da AGICI per KEY – The Energy Transition Expo.
Secondo l’analisi, l’approccio incrementale – oggi prevalente – risponde a logiche di breve periodo e a vincoli economico-finanziari immediati. Nel tempo, tuttavia, la riduzione progressiva delle emissioni comporta costi marginali crescenti. L’approccio trasformativo, fondato sull’integrazione tra efficienza energetica e fonti rinnovabili, consente invece di coniugare decarbonizzazione e creazione di valore.
Lo studio analizza innanzitutto la domanda nei diversi settori – residenziale, terziario/PA e industria – per fotografarne caratteristiche e limiti attuali; passa poi all’esame dell’offerta, rappresentata dalle ESCo, e si concentra infine sulla dimostrazione quantitativa dei benefici ambientali ed economici derivanti dall’integrazione tra efficienza e rinnovabili.
Il residenziale: patrimonio vetusto e proprietà diffusa
Il patrimonio edilizio italiano è composto in larga parte da edifici costruiti prima del 1980. Secondo i dati sulle attestazioni di prestazione energetica (APE), il 50% delle abitazioni rientra nelle classi energetiche peggiori (F e G), mentre il 73% è posseduto dall’occupante.
La riqualificazione energetica dipende quindi in larga misura dalle scelte delle famiglie proprietarie, spesso con orizzonti di investimento di breve periodo. Nei prossimi anni, dinamiche demografiche e climatiche – tra cui l’aumento dei gradi giorno di raffrescamento previsto al 2050 – modificheranno i fabbisogni energetici, spingendo verso una maggiore elettrificazione dei consumi domestici.

Il terziario e la PA: massa critica e lentezza di riqualificazione
Il patrimonio terziario italiano conta circa 1,3 milioni di edifici (10% del totale nazionale). Nel settore privato prevalgono commercio (69%), uffici (15%) e strutture ricettive (7%).
La Pubblica Amministrazione possiede oltre 770 mila unità immobiliari, di cui circa 130 mila dedicate a servizi non residenziali. Pur essendo previsto un obbligo di riqualificazione del 3% annuo, il processo procede lentamente.
L’industria: investimenti difensivi e orizzonte breve
Dalla survey condotta presso gli energy manager di imprese manifatturiere energivore emerge una domanda orientata al breve periodo. Gli investimenti si concentrano su fotovoltaico e soluzioni standard di efficienza energetica.
I principali driver sono la riduzione dei costi energetici e la compliance al sistema ETS (European Emissions Trading System). Il tempo di ritorno dell’investimento rappresenta il criterio decisivo nelle scelte, delineando una strategia prevalentemente incrementale.
Le ESCo: offerta frammentata e dipendenza dagli incentivi
Il campione di 449 ESCo (Energy Service Company, società specializzate nella progettazione e realizzazione di interventi di efficienza energetica) nel 2024 ha generato un fatturato complessivo di 11 miliardi di euro – in calo rispetto all’anno precedente, anche per effetto della fine del Superbonus.
Il 75% dei ricavi è concentrato nelle imprese di maggiore dimensione. Il settore resta fortemente influenzato dai meccanismi di incentivo pubblico e tende a seguire la domanda più che ad anticiparla.

L’integrazione tra efficienza e rinnovabili: la leva trasformativa
La modellazione condotta nello studio confronta interventi realizzati separatamente con interventi progettati in modo integrato. I risultati mostrano che l’integrazione consente una maggiore riduzione della CO₂ a un costo unitario inferiore, grazie alle sinergie generate da una progettazione coordinata e dal corretto dimensionamento degli impianti.
Anche sotto il profilo economico-finanziario, l’integrazione si dimostra più efficace: il Valore Attuale Netto (VAN) risulta superiore rispetto alla somma degli interventi separati. Il VAN cresce fino al +29% negli edifici pubblici, al +11% nei condomini, al +9% nelle abitazioni unifamiliari e al +10% nell’industria energivora.
«La decarbonizzazione richiede oggi un’evoluzione del modello con cui affrontiamo il tema energetico», ha commentato Stefano Clerici, Amministratore Delegato di AGICI. «L’approccio incrementale ha consentito progressi significativi, ma i dati mostrano che per raggiungere gli obiettivi al 2050 e costruire nuova competitività industriale è necessario integrare efficienza e rinnovabili in una logica di creazione di valore. Questo passaggio riguarda domanda, offerta e istituzioni. Solo un’evoluzione condivisa del sistema permetterà di intercettare pienamente i benefici economici e ambientali dell’approccio trasformativo».
fonte: comunicato stampa


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