Oltre 3,7 milioni di lavoratori: è questo l’imponente fabbisogno che il sistema produttivo italiano dovrà soddisfare tra il 2025 e il 2029, a causa sia della creazione di nuova occupazione sia del turnover generazionale. Una sfida che evidenzia come la doppia transizione, energetica e digitale, sia prima di tutto una questione di competenze. Proprio di questo si è discusso durante l’incontro “Nuove energie per il lavoro di domani: fabbisogni, formazione e imprese”, svoltosi nell’ambito del progetto “Green Jobs & Skills” a KEY – The Energy Transition Expo. L’evento è stato l’occasione per presentare le proiezioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, che hanno messo in luce come il capitale umano sia la vera infrastruttura del cambiamento nel settore energetico.
Per soddisfare questa domanda complessiva serviranno 1,55 milioni di lavoratori per i quali sarà richiesto un livello intermedio di competenze nella gestione di prodotti e tecnologie green (circa il 43% del fabbisogno) e circa 760 mila con un livello elevato di queste competenze.
La transizione ecologica e digitale trasformerà profondamente filiere come le costruzioni, la meccatronica, la mobilità e l’ICT. In particolare, per la filiera delle costruzioni e infrastrutture si prevede un fabbisogno tra 226 mila e 271 mila lavoratori, mentre la meccatronica richiederà tra 149 mila e 164 mila figure professionali. Anche la mobilità e logistica vedranno una forte domanda, stimata tra 139 mila e 151 mila unità nel periodo considerato.
“Quando parliamo di nuove energie per il lavoro di domani non parliamo solo di kilowatt, ma di capitale umano” ha dichiarato Riccardo Cuomo, Responsabile Area politiche del lavoro di Unioncamere. “La vera infrastruttura della transizione energetica non sono solo le tecnologie, ma le competenze. I dati ci dicono che le imprese di settori chiave come la meccatronica e le costruzioni devono assumere decine di migliaia di persone: la nostra sfida è mettere in atto strategie di upskilling e reskilling, dentro e fuori le aziende, per colmare questo fabbisogno.”

Parallelamente, la domanda di competenze digitali coinvolgerà 2,2 milioni di lavoratori, con oltre 910 mila professionisti chiamati a possedere un “e-skill mix” avanzato.
“Siamo orgogliosi di ospitare all’interno di KEY un momento di riflessione così strategico,” ha sottolineato Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director, Green & Tech Division di IEG. “Con l’Innovation District e il progetto Green Jobs & Skills, Italian Exhibition Group vuole essere il catalizzatore di questo cambiamento, offrendo alle aziende e ai giovani uno spazio di incontro concreto dove la domanda di innovazione incontra l’offerta di competenze specialistiche.”
L’incontro ha visto la partecipazione di un parterre di esperti di altissimo profilo. Al tavolo dei relatori si sono confrontati Marco Damiano (Unioncamere-Dintec), Giulia Monteleone (ENEA), Umberto Naviglia (GSE), Domenico Repetto (MASE) e Claudia Greco (Ispra). Il dibattito è stato arricchito dai contributi di Patrizia Lombardi (Politecnico di Torino e RUS), Luigi Di Marco (Asvis), Stefano Armenia (Osservatorio formazione green), Giampiero Monetti (IT ACADEMY dell’energia -ITS ITALY) e Claudio Cavallotto (Rete di scuole per la mobilità sostenibile).
“La transizione energetica sta creando lavoro, ma non un lavoro qualsiasi,” ha concluso Marco Gisotti, coordinatore di Green Jobs & Skills. “Sta nascendo una domanda di professioni che mescolano energia, digitale e sostenibilità. Il tema dei prossimi anni non sarà ‘se’ ci sarà lavoro, ma se sapremo formare abbastanza persone con le competenze giuste. Percorsi come il SAFTE e la sinergia con le Università e gli ITS sono fondamentali per tradurre i dati in opportunità reali per i giovani.”
GREEN JOBS & SKILLS è un’iniziativa firmata Italian Exhibition Group e che si estende sulle fiere di Ecomondo e KEY – The Energy Transition Expo. Il coordinatore è Marco Gisotti, giornalista e divulgatore (Gigawatt focus, La7) e direttore scientifico dell’agenzia Green Factor.
Inserito nel più ampio progetto dedicato all’innovazione, che comprende il coinvolgimento di giovani imprese con Start-Up & Scale-Up e il premio Lorenzo Cagnoni, Green Jobs & Skills vuole essere il luogo di incontro tra domanda e offerta di competenze e lavoro ma anche una preziosa occasione di orientamento, offrendo orientamento e supporto per aiutare imprese e territori a governare con successo la transizione ecologica.

I dati di sintesi presentati a KEY – The Energy Transition Expo
Il Sistema Informativo Excelsior di UNIONCAMERE, nel rapporto previsionale 2025 2029, ci dice che nei prossimi cinque anni il sistema produttivo italiano esprimerà oltre 3,7 milioni di fabbisogni occupazionali, tra nuova occupazione e sostituzione di chi uscirà dal mercato del lavoro.
Questo numero contiene una componente molto importante che attiene al settore “energia”: sono i fabbisogni che nascono dalla transizione ecologica e digitale, che stanno trasformando costruzioni, meccatronica, mobilità, ICT, servizi alle imprese, cioè tutte le filiere che usano, producono o gestiscono energia.”
La transizione energetica sta creando lavoro, ma non lavoro qualsiasi: sta creando domanda di professioni e competenze che mescolano energia, digitale e sostenibilità.
Quante competenze green
Le imprese chiedono in modo crescente:
- competenze specifiche per la gestione di prodotti e tecnologie green;
- competenze digitali, dalle basi fino all’e‑skill mix avanzato.
Nello scenario positivo 2025‑2029, parliamo di:
- 1,55 milioni di lavoratori per i quali servirà un livello intermedio di competenze nella gestione di prodotti e tecnologie green (circa il 43% del fabbisogno);
- circa 760 mila con un livello elevato di queste competenze.
Per le competenze digitali, Excelsior stima 2,2 milioni di lavoratori che dovranno possederle (circa il 59% del fabbisogno), con più di 910 mila professionisti chiamati ad avere un e‑skill mix, cioè almeno due tra competenze digitali di base, uso di metodi matematici/informatici, gestione di soluzioni innovative.
Fabbisogni professionali nei settori “energia”
Costruzioni e infrastrutture
Filiera chiave per l’energia, che è quella di costruzioni e infrastrutture: efficientamento degli edifici, rigenerazione urbana, grandi opere, comunità energetiche, reti.
Excelsior stima per questa filiera un fabbisogno tra 226 mila e 271 mila lavoratori nel periodo 2025‑2029. Parliamo soprattutto di operai specializzati nelle costruzioni, nel mantenimento e nelle rifiniture, ma anche di ingegneri civili e tecnici di cantiere.
Qui l’elemento nuovo è che a questi profili tradizionali si chiede sempre di più un doppio set di competenze:
- digitali, perché la progettazione e gestione passa da strumenti come BIM, modellazione 3D, software avanzati di calcolo strutturale;
- green, perché entrano in gioco efficientamento energetico, fonti rinnovabili, protocolli ambientali, norme su prestazioni energetiche e sostenibilità.
Quindi non è solo quante persone serviranno, ma quanto diverse dovranno essere rispetto al passato.

Meccatronica e robotica
Un secondo blocco molto legato all’energia è la filiera meccatronica e robotica: macchinari, automazione, componentistica, impianti industriali.
Nel quinquennio si stimano tra 149 e 164 mila fabbisogni in questa filiera, tra operai specializzati, meccanici, ingegneri e tecnici meccanici, elettrotecnici ed elettronici.
Qui la spinta viene da due lati:
- la digitalizzazione dei sistemi produttivi (automazione, controllo da remoto, sensori, IoT);
- l’integrazione di tecnologie per l’efficienza energetica e le rinnovabili nei macchinari, nei veicoli, nelle linee di produzione.
Per restare competitivi e accompagnare la transizione green serviranno percorsi formativi che uniscano ingegneria, automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità, generando figure ibride in grado di gestire progetti complessi.
Mobilità e logistica
Terzo tassello, mobilità e logistica: elettrificazione dei trasporti, gestione efficiente delle flotte e dei flussi, intermodalità.
Per questa filiera Excelsior prevede tra 139 e 151 mila fabbisogni nel 2025‑2029. Le imprese cercano figure capaci di lavorare in una logistica sempre più digitalizzata, in cui le competenze analitiche, tecnologiche e gestionali si mescolano: supply chain manager, operations supervisor, specialisti ICT che portano soluzioni digitali nella gestione dei flussi.
Qui l’energia entra nel modo in cui progettiamo la logistica, scegliamo i mezzi, ottimizziamo i percorsi, combiniamo trasporto fisico e dati.
ICT e servizi avanzati
Infine, c’è una filiera che non è “energia” in senso stretto, ma di fatto è il motore della gestione intelligente dell’energia: informatica e telecomunicazioni.
Il report la segnala tra i comparti più dinamici, con un fabbisogno trasversale di analisti e specialisti di applicazioni, reti, database, data scientist, esperti di cybersecurity, tecnici IoT. Sono le figure che poi abilitano sistemi di monitoraggio, smart grid, building automation, analisi dei consumi, manutenzione predittiva degli impianti.

Formazione
La transizione energetica sta creando lavoro, ma non lavoro qualsiasi: sta creando domanda di professioni e competenze che mescolano energia, digitale e sostenibilità.
Il tema dei prossimi anni non sarà tanto “ci sarà lavoro?”, ma “sapremo formare abbastanza persone, con le competenze giuste, per coprire questi fabbisogni?”.
Formazione, quindi, non come blocco monolitico, ma come percorso continuo di upskilling e reskilling lungo tutte queste filiere.
Che tipo di formazione cercano le imprese collegate alla tematica “energia”?
Se le imprese di costruzioni, meccatronica, mobilità e ICT devono assumere decine di migliaia di persone, il tema è: come le formiamo?
Dal report emergono alcune direzioni molto chiare:
- nelle costruzioni: competenze su BIM (Building Information Modeling), modellazione digitale, efficientamento energetico, fonti rinnovabili negli edifici, normative e protocolli ambientali;
- nella meccatronica: saper combinare meccanica, elettronica, software, con focus su energie rinnovabili, elettrificazione, gestione dell’energia e dei rifiuti;
- nella mobilità e logistica: competenze analitiche e digitali per gestire supply chain complesse, ottimizzare percorsi, integrare strumenti ICT nelle operazioni;
- nell’ICT: data analytics, AI, cybersecurity, gestione dei big data e del cloud, che diventano la base anche per sistemi di energy management avanzato.
Fonte: comunicato stampa


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