Le rinnovabili sono la soluzione strutturale al caro energia

La transizione energetica, e in particolare lo sviluppo delle rinnovabili, rimane la strategia più efficace per l’autonomia strategica europea e la soluzione per tutelare l’Europa dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili. È quanto emerge dalle conclusioni del Consiglio europeo, che si è tenuto il 19 marzo a Bruxelles. Nella fitta agenda dell’incontro dei 27, i temi dell’energia e delle conseguenze del conflitto in Iran sono stati al centro del confronto.

Il Consiglio ha riconosciuto la necessità di intervento nel breve periodo, chiedendo alla Commissione di presentare un insieme di strumenti temporanei e mirati, per affrontare gli aumenti dei costi energetici causati dalla crisi in Medio OrienteStrumenti che, nelle conclusioni del Consiglio, devono preservare un segnale di mercato di lungo periodo favorevole alle rinnovabili e assicurare parità di condizioni nel mercato interno. 

“Positivo il risultato del Consiglio. Da Bruxelles arriva la conferma che le misure emergenziali debbano essere allineate alla strategia di sicurezza energetica dell’Unione europea, attraverso rinnovabili e investimenti in grado di restituire competitività all’Europa,” 
afferma Matteo Leonardi, Co-fondatore e Direttore Esecutivo di ECCO, il think tank italiano per il clima.“Per l’Italia – continua Leonardi – è importante sottolineare la volontà del Consiglio di non sospendere il meccanismo ETS, confermato come strumento centrale delle politiche europee della transizione e per il quale è già prevista una revisione a luglio.” 

 

In questo senso, il Decreto bollette presentato dal Governo, che si fondava proprio sulla possibilità di annullare l’ETS nel sistema elettrico italiano, non trova supporto, in quanto andava nella direzione opposta, minando la certezza normativa per gli investimenti in rinnovabili e alterando il funzionamento del mercato interno.
“Se il Decreto bollette non verrà corretto, cogliendo le raccomandazioni che vengono da Bruxelles, ovvero una riduzione del carico fiscale e degli oneri nella bolletta elettrica, non si offrono soluzioni tangibili alla crisi, con pesanti conseguenze economiche per famiglie e imprese,” ha concluso Leonardi.
In aggiunta a strumenti di breve periodo, viene rinnovato il richiamo alla prevista revisione del meccanismo di scambio di emissioni europeo (ETS) entro luglio 2026. La revisione mira a ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e a mitigare gli impatti sul prezzo dell’elettricità, preservando però il ruolo essenziale dell’ETS nella transizione. Un segnale di prezzo di mercato che spinge investimenti e innovazione.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha infine annunciato di voler supportare le imprese nel loro processo di decarbonizzazione attraverso l’ETS investment boost, mettendo sul piatto 30 miliardi di euro finanziati con 400 milioni di quote ETS.

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Fonte: comunicato stampa

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