Mostre a Roma nel 2026 da non perdere

mostre roma 2026

Roma, la Città Eterna, si prepara a vivere un 2026 straordinario, un nuovo anno in cui l’arte e la cultura torneranno a essere protagoniste assolute della scena cittadina. La nostra guida completa alle mostre a Roma 2026 è lo strumento indispensabile per orientarvi in un calendario di mostre che spaziano dai grandi maestri del passato fino ai linguaggi più innovativi del contemporaneo e della fotografia.

L’elenco delle mostre a Roma 2026 è in costante aggiornamento e raccoglie sia le grandi esposizioni che proseguono dal 2025, sia tutte le nuove proposte in arrivo durante il 2026. Salvate la pagina per scoprire tutti gli appuntamenti imperdibili da segnare in agenda.

Quali sono i musei sempre gratis a Roma

Gauguin – Il diario di Noa Noa e altre avventure. Fino al 25 gennaio 2026

La mostra Gauguin – Il diario di Noa Noa e altre avventure, curata da Vincenzo Sanfo, si tiene a Roma al Museo Storico della Fanteria dal 6 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 ed è incentrata sul libro intitolato “Il diario di Noa Noa”, scritto da Paul Gauguin dopo il suo primo viaggio a Tahiti. Arricchito da splendide xilografie stampate dal suo amico Daniel de Monfreid, il libro è stato realizzato in occasione del suo rientro a Parigi, e racconta la vita nelle isole polinesiane, i miti e le credenze ancestrali che scandivano i ritmi della vita quotidiana. Unendo i racconti di Tehuana, la giovane compagna tahitiana, con fonti e notizie attinte da alcuni libri di viaggi, Gauguin riuscì a realizzare un’opera che fece scalpore, ponendolo all’attenzione del mondo parigino dell’epoca. Ad arricchire l’esposizione anche opere significative di artisti come Van Gogh ed Émile Bernard.

Picasso. Il linguaggio delle idee. Fino al 25 gennaio 2026

Dal 4 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026 il Museo Storico della Fanteria di Roma ospita una mostra su Pablo Picasso, celebre pittore e scultore, fondatore del Cubismo. La sua arte ha rivoluzionato il panorama artistico del XX secolo, esplorando stili diversi e innovativi. Presto maggiori informazioni.

Tesori dei Faraoni. Fino al 3 maggio 2026

Alle Scuderie del Quirinale si tiene la mostra Tesori dei Faraoni, un viaggio straordinario nel cuore dell’antica civiltà egizia. Il progetto espositivo è un’occasione imperdibile per poter osservare 130 capolavori provenienti dai più importanti musei dell’Egitto. Le opere in mostra regaleranno al pubblico la possibilità di scoprire questa storia incredibile: dalle origini della civiltà faraonica fino allo splendore dei grandi sovrani del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio, fino ad arrivare alle scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni.

Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione. Fino all’8 marzo 2026

Roma ospita uno degli appuntamenti più attesi: la mostra “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione”. Palazzo Bonaparte, sede ormai imprescindibile per le mostre d’arte in Italia, si trasforma nel tempio dell’Art Nouveau, presentando non solo la mostra più ampia e completa mai realizzata su Mucha, ma allargando il panorama ai grandi artisti di ogni tempo che si sono confrontati con il tema della bellezza e della seduzione femminile. Ospite d’onore della mostra sarà la Venere di Botticelli dei Musei Reali di Torino, icona e testimonial mondiale della bellezza senza tempo.

In mostra vi sono oltre 150 capolavori di Alphonse Mucha, a ripercorrere tutta la sua storia, e anche opere di Giovanni Boldini, Cesare Saccaggi, statue antiche, opere rinascimentali, arredi e oggetti Art Nouveau e tantissimo altro.

Castel Sant’Angelo. L’alba di un museo. Fino al 15 febbraio 2026

Si svolge nelle sale monumentali di Castel Sant’Angelo, la mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’alba di un museopromossa e realizzata dall’istituto del Ministero della Cultura Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma – diretto ad interim da Luca Mercuri – in occasione del centenario dell’istituzione del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, avvenuta con Regio Decreto del 4 maggio 1925. 

Si tratta di una tappa fondamentale nella lunga e complessa storia di questo straordinario edificio, nato come mausoleo imperiale e divenuto, nei secoli, fortificazione, residenza papale, carcere e caserma. La nascita del museo segna il momento in cui il monumento viene restituito a una dimensione prettamente culturale: una istituzione pubblica che, da allora come ancora oggi, si impegna a valorizzare l’edificio e le collezioni che custodisce, rivolgendosi a tutti i pubblici, nazionali e internazionali.

panorama dalla terrazza di castel sant'angelo a Roma su Tevere, Cupola e Basilica di San Pietro al tramonto

Ville e giardini di Roma: una corona di delizie. Fino al 12 aprile 2026

Roma vanta un patrimonio di giardini storici ineguagliabile, che comprende ben quaranta complessi, tra antiche ville nobiliari divenute pubbliche, passeggiate e giardini eclettici di inizi Novecento. A ripercorrere per la prima volta lo sviluppo dell’arte dei giardini, dal XVI alla seconda metà del XX secolo, la mostra “Ville e giardini di Roma: una corona di delizie”, dal 21 novembre al 12 aprile 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.

In mostra, oltre a numerose opere dalle collezioni capitoline, sono esposti prestiti da prestigiosi musei italiani e internazionali, tra i quali il Musée d’Orsay di Parigi, il Musée national du Château de Fontainebleau, lo Statens Museum for Kunst di Copenhagen, la Národní Galerie di Praga, il Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna, i Musées royaux des Beaux-Arts di Bruxellesi Musei e la Biblioteca Vaticani, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli, l’Archivio di Stato di Roma, l’Accademia dei Lincei, l’Accademia di San Luca e altre collezioni pubbliche e private.

vista da finestra di palazzo braschi su piazza navona, museo di roma

Bernini e i Barberini. Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026

Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presenteranno nelle sale di Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi: un’indagine sul rapporto straordinario tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.

La mostra offrirà un’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo artistico, politico e personale tra Bernini e Papa Urbano VIII, figure chiave nell’affermazione del linguaggio barocco. L’esposizione si colloca, inoltre, in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana.

Biglietti in prevendita dal 4 dicembre 2025 sul sito.

[Articolo in continuo aggiornamento]

Fonte: comunicati stampa

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