Nel complesso panorama delle sfide climatiche attuali, la protezione della biodiversità richiede un cambio di paradigma: passare dalla semplice osservazione alla capacità predittiva per la tutela del capitale naturale. È in questa prospettiva che si colloca il progetto CaDiT (Calich Digital Twin), un’iniziativa unica in Italia di NeMeA Sistemi in collaborazione con il Parco Naturale Regionale di Porto Conte e l’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana, per ridefinire i confini del monitoraggio ambientale attraverso la realizzazione del Gemello Digitale della Laguna del Calich (Alghero).
Il progetto realizzato da NeMeA Sistemi (con cofinanziamento dell’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU e integrato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) opera anche nel contesto del National Biodiversity Future Center (NBFC), in una cornice istituzionale che ne certifica il valore d’eccellenza nel quadro nazionale, elevando la tecnologia del Digital Twin a standard per la tutela del capitale naturale.
Un modello replicabile per prevenire le crisi ambientali
È stato, infatti, messo a punto un modello replicabile ovunque, a partire da un prototipo funzionale che può essere applicato in tutte le zone lagunari o umide italiane per evitare, fra l’altro, che questi territori soffrano di crisi ipossica notturna, con una perdita significativa di ossigeno; di acque nere che indicano processi anaerobici nei sedimenti e possibili rilasci di solfuri; di shock osmotico post-pioggia, con un brusco calo di salinità che può stressare fauna e flora lagunare; di torbidità cronica che peggiora complessivamente le condizioni dell’habitat.
Tecnologia all’avanguardia: come funziona CaDiT
CaDiT è dunque un Gemello Digitale della laguna sarda, navigabile con un geoportale, e “respira” in sincronia con un ecosistema fisico molto vivo: la laguna riceve acque dolci dai canali e acqua salata dal mare, cambia con le stagioni, con il vento e con le maree. Per misurare il suo stato di salute è necessario mettere insieme molte informazioni diverse e simularne il comportamento. Per questo motivo, a differenza di un database statico, il sistema CaDiT è alimentato da un modello cloud 3D dinamico aggiornato ogni 15 minuti, con un flusso costante di informazioni provenienti da fonti eterogenee: boe intelligenti e sensori autopulenti per il campionamento chimico-fisico; impianti di monitoraggio e immagini satellitari avanzate per la visione macroscopica; Il tutto elaborato da algoritmi sofisticati per simulare scenari futuri. Con una triangolazione perfetta, le osservazioni in situ provengono da una sonda multiparametrica, sono osservate con le immagini satellitari e rielaborate anche con l’integrazione dei dati raccolti con l’utilizzo di droni acquatici Hydra® (brevetto di NeMeA Sistemi).

Dalla raccolta dati all’azione strategica
“Il cuore dell’innovazione risiede nel superamento della raccolta dati fine a sé stessa e della fotografia del presente – spiega Michele Boella, Ceo di NeMeA Sistemi – perché con CaDiT abbiamo creato uno strumento di governo dinamico che raccoglie input complessi, li rende accessibili e li traduce in decisioni strategiche. Senza questa capacità di “traduzione”, il dato resterebbe statico; grazie a CaDiT, possiamo comprendere dinamiche complesse in tempo e prima che sia troppo tardi, avendo una base scientifica per politiche ambientali tempestive ed efficaci, con la definizione di protocolli condivisi”.
Uno strumento fondamentale per la tutela del territorio
“Quella del Calich è un’area di straordinario valore ambientale che purtroppo, negli ultimi anni, è in sofferenza a causa di molteplici fattori che mettono a rischio il fragile habitat della laguna, fondamentale per la biodiversità di tutto il sistema umido costiero – aggiunge Emiliano Orrù, Presidente Parco di Porto Conte – per questo motivo abbiamo accolto con grande interesse il progetto di NeMeA Sistemi, perché avere a disposizione un gemello digitale della laguna è fondamentale per valutare l’impatto delle attività umane e monitorare in tempo reale i cambiamenti dell’ecosistema. Siamo convinti che l’utilizzo di questo strumento innovativo potrà fornire un contributo importante nella fase di analisi del contesto e potrà supportare il nostro Ente ad individuare le diverse azioni di tutela e conservazione necessarie a preservare questo fragile gioiello ambientale”.
Il Digital Twin del Calich è molto più di una mappa: una sala operativa virtuale per la gestione sostenibile e la protezione attiva dell’area lagunare.
Fonte: comunicato stampa


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