Raccolta differenziata in Umbria al 69,6%. Indice di Riciclo è al 56,4% / Attesa per i Comuni Ricicloni che saranno annunciati da Legambiente il 13 febbraio

Venerdì 13 febbraio 2026, dalle 9.30, a Perugia (Teatro Pavone), è in programma il nono EcoForum regionale sull’economia circolare, promosso da Legambiente Umbria

Poggiodomo il comune umbro con la percentuale di differenziata più bassa e il costo comunale pro capite più alto dell’Umbria. Legambiente Umbria anticipa i numeri relativi al ciclo dei rifiuti nella nostra regione.

Cresce l’indice di riciclo, ma non solo luci, anche diverse ombre nel ciclo integrato dei rifiuti”

Il 2024 è stato segnato da un ulteriore progresso ed estensione delle raccolte differenziate in alcuni Comuni umbri, mentre segna il passo, senza segnali incoraggianti, in quei Comuni che già negli scorsi anni erano stati più volte ammoniti nel non saper o voler progredire. Questo resta il motivo della lentezza nel raggiungimento anticipato degli obiettivi di Raccolta Differenziata che nel Piano Regionale Gestione Rifiuti, approvato dalla passata amministrazione regionale, erano stati comunque posti al ribasso e molto distanziati nel tempo, ovvero al 75% entro il 2035Obiettivi che in base alle indicazioni della nuova giunta regionale saranno però rivisti in ottica più performante rispetto al passato”. È così che si apre così il dossier Comuni Ricicloni, realizzato da Legambiente Umbria, con un occhio critico al passato e una ampia discussione sulle prospettive future. Partendo dai dati consolidati del 2024 passando dall’andamento della raccolta differenziata nel corso del 2025, venerdì 13 febbraio 2026, dalle 9.30, a Perugia, presso il Teatro Pavone saranno illustrate luci e ombre del ciclo integrato dei rifiuti in Umbria.

INTANTO ECCO I NUMERI / ANTICIPAZIONI DAL DOSSIER

I dati ufficiali pubblicati sul portale di ARPA relativi alla produzione e raccolta differenziata dei rifiuti del 2024, ultimi dati certificati disponibili, dimostrano chiaramente che, sebbene la raccolta differenziata in Umbria sia oggi al 69,6%un dato che ci colloca di poco sopra la media nazionale che è invece al 67,7%. “Il percorso di transizione dell’economia circolare regionale è già a buon punto e ha buone premesse, sia in termini raccolta differenziata sia in termini di indice di riciclo, ma per una ulteriore crescita serve una strategia comune e condivisa in tutta la regione. Purtroppo invece ci sono ancora segnali di volontà di arretramento, un po’ come accade anche in Europa tra le tipiche richieste di deroghe e proroghe, così in Umbria c’è anche chi, tra amministratori e rappresentanti di pezzi di economia, anela di tornare al passato, di rinunciare a differenziata e riciclo. C’è chi nei media descrive i rifiuti ancora come “mondezza” e ne auspica la magica sparizione per combustione – commenta Maurizio Zara presidente di Legambiente Umbria  ma si tratta di mere perdite di tempo che mischiano ignoranza ad arroganza, il processo non si arresterà e di fatto selezionerà le aziende e le amministrazioni che decideranno di accettare la sfida di questa complessità per migliorare e per migliorarsi”.

Come al solito il quadro regionale è molto vario: ci sono Comuni che viaggiano stabilmente su percentuali di differenziata vicine al 90% come Calvi dell’Umbria e Otricoli, ed altri comunque superiori all’80% come Montefranco, Arrone, Porano, Bettona e Lisciano Niccone; dall’altro lato abbiamo Comuni importanti come Nocera Umbra, Valtopina e Norcia che sono inchiodati su percentuali mediocri tra il 20% e 40%, comuni che, di fatto, non hanno un sistema di raccolta differenziata adeguato al raggiungimento degli obiettivi.

In totale sono 34 i Comuni che hanno già centrato l’obiettivo minimo del 72% posto al 2028 dal piano rifiuti umbro attualmente in vigore ed in fase di revisione. Sono invece 32 i Comuni che non raggiungono nemmeno il 65%, di cui ben 9 non superano il 35%, per di più associati ad elevati valori di produzione rifiuti pro capite, con uno, Poggiodomo, che fa segnare un misero 1,2% di raccolta differenziata e contestualmente, come certifica ISPRA, il costo comunale pro capite più alto dell’Umbria. I comuni con le performance peggiori appartengono tutti al sub-ambito 3 ed in particolare all’area della Valnerina che sono, di fatto, tuttora sprovvisti di una raccolta differenziata; oggi, a quasi 10 anni dal terremoto del 2016 che bloccò le raccolte, questo non è più accettabile.

Ci sono poi Comuni che hanno intrapreso un percorso di cambiamento che in molti casi ha dato subito risultati e che li ha portati a percentuali elevate di differenziata. Parliamo, nello specifico, dei comuni della zona del Trasimeno che rappresentano i principali protagonisti dei più marcati miglioramenti recenti registrati anche a livello regionale. Ottime le performance anche di Perugia e Terni con un 72,4% e addirittura 78% rispettivamente. Segno evidente che il modello porta a porta con domiciliazione della frazione organica funziona e si raffina se si aggiunge la tariffazione puntuale come a Terni. Un modello certamente non ottimizzato né a Foligno (terza città dell’Umbria) che non raggiunge nemmeno il 65% né tantomeno a Spoleto che ha anche una raccolta della frazione organica di bassa qualità.

I dati complessivi ci dicono che nella nostra Regione la produzione di rifiuti urbani (RU) nel 2024 è stata di 458.796 tonnellate, di cui 319.239 tonnellate raccolte in modo differenziato. La produzione complessiva risulta in crescita rispetto all’anno precedente di 12.548 tonnellate, (+2,8%) a fronte anche di una sempre più evidente diminuzione della popolazione residente che è diminuita di altre 3.339 unità). Rimangono quindi circa 140.000 tonnellate di rifiuto non ancora differenziato, in cui c’è ancora carta, plastica, rifiuti tessili e altro da recuperare e su cui sarà necessario lavorare per incrementare la percentuale di raccolta, e ridurre contestualmente anche i rifiuti in discarica.

Complessivamente in Umbria nel 2024 il dato aggiornato dell’Indice di Riciclo è al 56,4% (+0,8% rispetto al 2023 e sopra la media nazionale), un dato certamente molto positivo visto che ha già centrato l’obiettivo nazionale del 55% che doveva essere raggiunto entro il 2025 così come stabilito nel Testo Unico Ambientale.  L’indice di riciclo rappresenta infatti l’indicatore finale della corretta gestione, che deve essere finalizzata a massimizzare il riciclo e il recupero di materie e risorse, e di cui un elevato livello di raccolta differenziata di buona qualità costituisce il primo indispensabile passo.

Occorre anche dire che la legge nuova regionale sull’economia circolare pone obiettivi di raccolta differenziate e in particolare riciclo anche più stringenti di quelli posti dalla legge nazionale. Servirà quindi proseguire con convinzione il cammino, migliorando nella prevenzione, nella qualità e quantità delle raccolte differenziate e nell’impiantistica di riciclo.

La chiusura dell’EcoForum di venerdì 13 febbraio sarà dedicata all’attesa presentazione del dossier e alla premiazione dei Comuni Ricicloni Umbria 2025, insigniti del riconoscimento dal presidente di Legambiente Umbria Maurizio Zara, con Laura Brambilla ed Emilio Bianco, della Fondazione Legambiente Innovazione, e con protagonisti i sindaci e gli assessori dei Comuni premiati.

L’EcoForum è organizzato da Legambiente Umbria, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria e in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Perugia.

L’evento è sostenuto da: DNA Ambiente, Gesenu, TSA, SIA, CONIP, O-I e Verdeinmed.

Partner scientifico: Arpa Umbria. Partner tecnico: AURI.

L’EcoForum umbro sarà anche un evento di formazione con il riconoscimento dei crediti per i professionisti partecipanti grazie alla collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri Perugia.

E-cology è media partner dell’Ecoforum Umbria 2026

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