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Riciclo ad alta quota

written by Stefano Suzzi 30 aprile 2013
Riciclo ad alta quota

Un vecchio aneddoto ci racconta che la American Airlines nel 1987 tolse un’oliva dai suoi menù di prima classe. Le olive a disposizione di ogni cliente passarono cosi da 3 a 2, cosa che non preoccupò particolarmente i clienti di prima classe, nonostante pagassero fior di quattrini per quel biglietto e quindi anche per quell’oliva sottratta. La American Airlines, in compenso, risparmiò la bellezza di 40.000 $ in un anno.

Perché aprire un articolo sul riciclo parlando di olive e passeggeri danarosi? Semplicemente per rendere un’idea dei numeri che il traffico aereo muove.

Andiamo con ordine. Quanti sono gli aerei che volano in un anno?

Difficile dirlo con esattezza, nel 2000 fu calcolato che fossero circa 18 milioni i voli mondiali e si stima che il numero sia cresciuto ulteriormente. Un dato più recente, dell’anno scorso, ci racconta una realtà impressionante: in ogni momento sopra gli Stati Uniti ci sono circa 5000 aerei in volo. Guardate ad esempio questo video che riassume in un minuto un giorno tipo del traffico aereo mondiale.

Incredibile vero?

Ma torniamo alle olive della American Airlines.

Se un’oliva tolta dai menù di prima classe ha avuto un tale impatto sulle casse di una compagnia aerea, immaginate quale impatto avrebbe sul pianeta un serio programma di riciclo a bordo.

Fateci caso, in aereo si consumano quantità industriali di lattine, contenitori per alimenti, posate di plastica, tovaglioli di carta, confezioni di PVC dove stanno le cuffiette, la copertina e il paraocchi… Tutto questo finisce nello stesso sacco.

Non voglio dire che tutto dovrebbe essere differenziato, ricordiamoci che lo spazio in aereo è molto limitato e sarebbe impossibile. Pensiamo però a cosa potrebbe facilmente essere separato dal resto e poi riciclato. L’alluminio delle lattine, ad esempio, riciclabile al 100%.

Chi viaggia in aereo ha ben presente la quantità di lattine consumate durante un volo. A quanto pare in aereo tutto è in lattina. CocaCola, Pepsi, Fanta, birra, addirittura l’acqua frizzante. Tutto in lattina, tutto riciclabile, tutto buttato senza troppi complimenti tra carta, plastica, avanzi di cibo etc.

Oppure i bicchieri di plastica. Ne vengono utilizzati tantissimi a bordo e anche loro spesso e volentieri finiscono nel pattume generico. Basterebbe cosi poco… un sacchetto e un po’ di attenzione in più. Un solo prodotto riciclabile che venisse differenziato marcherebbe una grandissima differenza.

Con i numeri del traffico aereo che abbiamo visto prima, da un grande problema di smaltimento rifiuti, si passerebbe ad un caso di eccellenza del riciclo. Perché alla fine, ricordiamocelo…anche un’oliva ha il suo valore.

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