È sbarcata oggi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la “goccia per l’ambiente” che Green Cross – l’organizzazione fondata oltre trent’anni fa dal premio Nobel Mikhail Gorbaciov e introdotta in Italia da un altro Nobel, Rita Levi Montalcini – assegna al film, tra quelli in gara nella Selezione ufficiale del festival, che interpreta meglio i valori dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e della cooperazione fra i popoli.
Il Green Drop Award, così si chiama il premio, arriva alla sua quindicesima edizione: una splendida goccia d’acqua realizzata in vetro di Murano dal maestro vetraio Simone Cenedese che al proprio interno – ogni anno – contiene un pugno di terra proveniente da un luogo significativo del pianeta. Per l’edizione 2026 ospiterà la terra del mare senza mare, risalente a 6 milioni di anni fa quando lo stretto di Gibilterra si chiuse e il Mediterraneo lentamente rimase senza una goccia d’acqua.
«La terra del “mare senza mare” assume oggi molti significati, in tempi segnati da una crisi climatica mai avvertita con tanta intensità come in questa estate – spiega Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia. «È una terra antica, fatta di gesso e zolfo, che arriva da epoche remotissime ed è stata estratta da luoghi che per anni sono stati cave e miniere, scrivendo pagine importanti della storia del nostro Paese»
La “terra” del Green Drop Award 2026 è un mix di gesso (nella sua varietà “selenite”, o “lapis specularis”), prelevato nella cava Ballarini situata nel comune Poggio Torriana (RN), zolfo, proveniente dalla storica ex miniera Ciavolotta, ubicata nella frazione di Villaggio Mosè del comune di Agrigento, e salgemma, proveniente dalla miniera di Raffo, una frazione del comune di Petralia Soprana (PA).
«La miniera Ciavolotta – spiega Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award – è stata un set cinematografico fondamentale del film “Il cammino della speranza” (1950), diretto da Pietro Germi. Ma ancora più significativa è la storia dei “carusi” che in quelle zone erano sfruttati per lavorare nelle miniere di zolfo. Si trattava di bambine e bambini sfruttati per i loro piccoli corpi per entrare negli anfratti più difficili delle miniere».

«Oggi, i “carusi” non esistono più anche se sul Pianeta esistono ancora numerosi casi di sfruttamento minorile, e soprattutto siamo ancora sordi alla responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni future alle quali stiamo consegnando un mondo preda della crisi climatica e dove le guerre sono tornate ad essere strumenti di negoziazione politica» aggiunge Pacilio.
Per sottolineare il forte legame coi giovani la cerimonia del Green Drop Award di quest’anno si svolgerà nella nuova area “Città Cinema Giovani” dell’ANEC, a fianco del Palazzo del Cinema. Alla premiazione parteciperà in veste di madrina l’attrice Donatella Finocchiaro, protagonista del recente film rivelazione per ragazzi “Greta e le favole vere”, ispirato alle gesta della giovane attivista svedese Greta Thunberg e interpretato dalla giovanissima Sara Ciocca, anche lei presente insieme al resto del cast: Darko Peric e Roberta Palumbo e il regista Berardo Carboni.
La giuria dell’edizione 2026 del Green Drop Award è presieduta da: Simone Gialdini direttore generale Associazione nazionale esercenti cinema – ANEC e presidente CINETEL.
L’appuntamento per sapere quale film di Venezia 83 sarà il vincitore della 15° edizione del Green Drop Award è per venerdì 11 settembre 2026, ore 11:30, alla Casa Cinema Giovani in via delle Quattro Fontane n. 18/A.
Fonte: comunicato stampa



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.