Basta plastica nelle scuole, questa la richiesta di Marevivo e Zero Waste Italy al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Se ne continua a usare troppa, all’interno delle aule, dove è attivo il “Programma Frutta e verdura nelle scuole”, introdotto proprio da questo Ministero. Il progetto coinvolge circa un milione di alunni delle scuole primarie di età compresa tra i 6 e gli 11 anni. Durante l’intero anno scolastico – e con cadenza periodica – i ragazzi ricevono confezioni monoporzione di frutta e verdura, conservate in buste e vaschette di plastica.
Al via la campagna #BastaVaschette
Marevivo e Zero Waste Italy, a gennaio hanno lanciato la campagna #BastaVaschette per chiedere la riduzione e il divieto di utilizzo di imballaggi in plastica monouso, almeno per quel che riguarda il progetto nelle scuole.
Incoraggiare e sostenere i bambini nell’adozione di abitudini alimentari sane contrasta con l’utilizzo di confezioni realizzate con un materiale non propriamente sostenibile.
“Crediamo sia veramente importante che il Ministro accolga la nostra richiesta, che non è la soluzione ma un passo in avanti verso la riduzione del monouso. Le Istituzioni hanno il compito di rendere consapevoli i cittadini sulle buone pratiche che è sempre più urgente introdurre, vista la situazione nella quale ci troviamo, che sta pericolosamente mettendo a rischio la salute umana” – dichiara Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionali Marevivo.
Ogni settimana ingeriamo 5 grammi di microplastiche
Sappiamo che la plastica è presente nel nostro sangue, nel latte materno, nel tessuto polmonare, persino nella placenta umana e che ingeriamo circa 5 grammi di microplastiche a settimana, l’equivalente in peso di una carta di credito.
“La scuola appare ormai come uno dei pochi “luoghi sacri” per la formazione delle nuovissime generazioni. Il Ministero dell’Ambiente e i poteri pubblici non possono veicolare messaggi ambigui e contraddittori – dichiara Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Italy – Se da un lato incoraggiare il consumo di frutta è sicuramente positivo dal punto di vista alimentare, quando questo avviene, però, nelle confezioni in plastica risulta veicolo che incoraggia pratiche contrarie alla “circolarità” e funzionali a un usa e getta diseducativo – conclude il Presidente – Siamo ovviamente disponibili a lavorare congiuntamente per trovare soluzioni condivise alternative”.
Fonte e foto: comunicato stampa Marevivo

