Agrivoltaico è una parola che forse pochi conoscono ma nasce dal coniugare i vantaggi dell’energia pulita del sole all’agricoltura. Come far sì che il loro matrimonio funzioni alla grande? A darne risposta nel mese di giugno 2022 sono arrivate le linee guida del Ministero dell’Ambiente che delineano come realizzare gli impianti agri-voltaici, quali sono le caratteristiche minime e i requisiti che un impianto fotovoltaico dovrebbe possedere per essere definito agri-voltaico.
Alla luce di queste nuove informazioni, la startup 3Bee, fondata nel 2017 per proteggere la biodiversità e la qualità di vita degli impollinatori e delle api, di cui vi abbiamo già parlato in diverse occasioni, ha creato un nuovo framework: BeEnergy . Di che cosa si tratta? Cosa c’entrano le api con il potere del sole?. Abbiamo chiesto a Simone Mazzola, COO di 3Bee, di parlarcene e farci sapere di più in questa intervista.
Cos’è un impianto agrivoltaico
Un impianto agrivoltaico è sistema combinato di produzione agricola e fotovoltaica realizzato attraverso il montaggio all’interno dello stesso terreno di pannelli fotovoltaici ad un’altezza da terra che sia sufficiente per permettere di coltivare il terreno sottostante, quindi diverso dalla semplice messa a terra dei pannelli.
In cosa consiste il progetto BeEnergy e cosa c’entrano le api?
BeEnergy è un framework 3Bee finalizzato a coniugare gli impianti di produzione di energia rinnovabili con il monitoraggio e la tutela della biodiversità, sia tramite apicoltura sia tramite la protezione di impollinatori selvatici.
L’apicoltura rientra infatti nelle linee guida per l’agrivoltaico, in particolare come interventi per e sulla biodiversità.
BeEnergy è anche apicoltura e produzione agricola, che se ben progettate e con l’utilizzo della giusta tecnologia, possono portare beneficio sia agli agricoltori locali sia alla biodiversità. Infatti, per gli agricoltori locali può essere una valida alternativa per aumentare la redditività agricola del terreno, diversificando le entrate con un prodotto ad alto potenziale valore aggiunto come il miele. Il tutto va però progettato identificando il giusto quantitativo di api da miele sostenibili dall’area, per evitare la competizione con gli impollinatori selvatici, ancora più a rischio per diversi motivi, tra cui i cambiamenti climatici, il ricorso a monocolture e la sempre minor disponibilità di aree ad elevato potenziale nettarifero.
Ci racconta meglio il ruolo della tecnologia all’interno del framework 3Bee?
Le api sono il perfetto bio-marker per monitorare la biodiversità in una zona. L’utilizzo della tecnologia per rilevare lo stato di salute delle api e del territorio diventa quindi un prezioso alleato, come già dimostrato dai 2.000 apicoltori che utilizzano la tecnologia di 3Bee, in Italia e all’estero.
Gli impollinatori sono il tassello fondamentale della catena della vita e la loro protezione deve essere in cima alle priorità.
Per aiutare gli apicoltori nelle decisioni da prendere per la salute delle api, le arnie vengono dotate dei sistemi di monitoraggio 3Bee, HiveTech, che forniscono un supporto basato sull’analisi dei dati. Grazie a questa tecnologia, sviluppata nel tempo tramite collaborazioni con università e centri di ricerca, è possibile ottenere una riduzione del 30% della moria delle colonie, da cui consegue una diminuzione dei costi ed un aumento della produttività di circa il 20% per l’apicoltore.
Per quanto riguarda, invece, la biodiversità, il framework prevede la selezione e la piantumazione di essenze nettarifere per garantire un corretto apporto di nettare durante l’intero anno. I risultati in questo ambito sono monitorati sia attraverso analisi satellitari svolte in collaborazione con ESA, che calcolano il potenziale nettarifero dell’area, sia con il dispositivo IoT Bioscan, utilizzato per controllare la presenza e lo stato di salute della fauna di impollinatori selvatici locale.
Perché le aziende dovrebbero aderire al progetto?
Quando le aziende decidono di far partire una collaborazione con 3Bee sanno che saranno accompagnati nel corso dei progetti agro-voltaici sotto ogni punto di vista. 3Bee è infatti in grado di offrire le proprie competenze agronomiche e quelle di ricerca dei partner, garantendo il supporto necessario in ogni fase del progetto, da quella di progettazione a quella operativa.
Inoltre, l’iniziativa permette di comunicare l’impatto del progetto tramite reportistica ESG edi coinvolgere tutta la comunità e le istituzioni presenti sul territorio, con l’obiettivo di portare beneficio non “solo” a livello di biodiversità e sostenibilità, ma anche educativo. Grazie al piano Education rivolto alle scuole, infatti, i ragazzi sono guidati attraverso un percorso didattico alla scoperta del mondo delle api e della biodiversità.
Sono già previsti dei progetti in partenza?
Nel corso della primavera 2023 è prevista la partenza di diversi progetti, 6 nello specifico, che vedranno la forestazione di un territorio di 250 ettari con piante dall’alto potere nettarifero, selezionate per garantire un’elevata diversità e resistenti a condizioni climatiche avverse. Queste ultime diventeranno fonte di nettare per gli alveari e gli impollinatori locali, promuoveranno la biodiversità e si integreranno con l’impianto di produzione rinnovabile. Ogni ettaro così piantumato fornirà alle api più di 300 kg di nettare e assorbirà 2 tonnellate di CO2.
Intervista in collaborazione con 3Bee


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