Quando si intende utilizzare un terreno per coltivazioni o per nutrire animali che verranno poi inseriti nella catena alimentare bisogna rispettare alcuni standard di sicurezza; non si tratta solo di una regola valida per legge ma soprattutto di buonsenso per poter dare ai propri clienti prodotti sicuri e di qualità investendo sul proprio valore.
Per valutare la situazione di partenza e identificare la presenza di eventuali sostanze nocive nel terreno è opportuno richiedere il supporto di un laboratorio specializzato in analisi chimiche del terreno.
Sulla base dei risultati ottenuti e attraverso una corretta interpretazione degli stessi è possibile infatti pianificare interventi di bonifica mirati che permettono di rimuovere tutte le sostanze pericolose presenti.
Perché è importante una valutazione preliminare del terreno
Attraverso una valutazione e un esame con analisi annesse, si riesce ad avere un quadro più chiaro della situazione per comprendere come agire nell’interesse di bonificare un appezzamento. In questa fase gli esperti del laboratorio di analisi terreni raccolgono campioni in diverse aree e profondità, così da avere un’analisi completa di agenti contaminanti.
Le sostanze che possono rendere un suolo inadatto alla coltivazione sono numerose: si parte dai metalli pesanti quali piombo e mercurio, ai residui di pesticidi e diserbanti, arrivando fino a contaminanti organici che possono derivare da attività industriali o agricole passate.
Grazie ad un’attenta analisi di laboratorio approfondita si considererà il grado di contaminazione e si potrà procedere nella bonifica in modo puntuale, andando ad operare miratamente secondo l’obiettivo.
Identificare la fonte di contaminazione
A questo punto gli esperti hanno illustrato tramite risultati il nome del contaminante; non basta rimuoverlo ma bisogna identificarne la causa. Se si desidera che il proprio investimento frutti nel tempo e sia efficace non ci si può limitare a una bonifica senza analisi dell’ambiente circostante.
Aver utilizzato pesticidi, essere in presenza di discariche abusive o in prossimità di attività industriale sono fattori non trascurabili ma ci sono fonti esterne quali fiumi o falde acquifere che possono depositare scorie a nostra insaputa.
Come si fanno le bonifiche: i metodi dalle tecniche biologiche a quelle chimico-fisiche
Esistono diverse tecniche per bonificare un terreno inquinato:
- I metodi biologici. Utilizzano piante o microrganismi per degradare o immobilizzare i contaminanti. Ne è un esempio vincente la fitodepurazione che prevede l’impiego di piante capaci di assorbire metalli pesanti o altri inquinanti attraverso le radici. Richiede più tempo ma ha un basso impatto ambientale;
- Tecniche chimico-fisiche. In questo caso si usano soluzioni iniettate nel suolo che legano i contaminanti per poi poterli rimuovere attraverso un’estrazione mirata.
Non c’è un’opzione migliore di un’altra, dipende dal tipo di appezzamento, dai contaminanti presenti, dalle tempistiche e dagli obiettivi. Affidandosi ad esperti del settore si potrà pianificare un intervento ad hoc su misura rispetto al progetto.
Ripristino della fertilità
Terminata la bonifica il terreno potrebbe non avere più la stessa capacità produttiva, ecco quindi che si dovrà intervenire in modo naturalmente per contrastare l’impoverimento di nutrienti, ristabilendo il potere fertile e iniziare quindi a coltivare.
Si può ricorrere all’uso di compost o fertilizzanti naturali, oppure alla rotazione delle colture, che aiuta a ripristinare la salute del suolo oppure aggiungere microrganismi benefici, come batteri e funghi favoriscono la decomposizione della materia organica nutrendo direttamente l’appezzamento.
Quali sono i benefici della bonifica?
Sono diversi i vantaggi che si possono ottenere da una bonifica, soprattutto non a livello di un recupero immediato ma nel tempo.
Un suolo sano e privo di contaminanti produce colture di qualità, permettendo agli agricoltori di offrire prodotti sicuri ai consumatori e di soddisfare i requisiti normativi sempre più rigorosi in materia di sicurezza alimentare.
Possiamo anche considerare il valore economico maggiore che acquisisce un appezzamento bonificato; quindi, già pronto per essere coltivato qualora dovesse essere venduto. In più il tutto viene eseguito tenendo conto della biodiversità: se si mette a disposizione di insetti e animali un ambiente più green e salubre ne guadagniamo tutti.
Ora è chiara a tutti l’importanza del lavoro di bonifica che parte da un’analisi del terreno con prelievi e approfondimenti eseguiti in laboratorio. Chi desidera inserirsi nel settore dell’agricoltura deve prendere in considerazione questo investimento per rispondere agli obblighi di legge e soprattutto per garantire prodotti top quality ai propri clienti. Solo affidandosi ad esperti del settore specializzati in analisi chimiche del terreno si potrà iniziare questo importante percorso certi del risultato.
In collaborazione con Gruppo CSA

