Che vuol dire compostabile. Che differenza c’è tra compostaggio domestico e industriale

Il compost è un terriccio ricco di sostanze organiche e nutrienti che si ottiene dalla decomposizione controllata di scarti organici come resti di cibo, foglie, erba tagliata, ecc. Il compostaggio è il processo attraverso cui questi scarti organici vengono trasformati in compost.

Esistono due tipi principali di compostaggio:

Il compostaggio domestico si fa nelle compostiere domestiche ed è adatto per piccole quantità di scarti organici prodotti da giardini e cucine domestiche. Gli scarti compostabili in questo caso sono resti di frutta e verdura, fondi di caffè, gusci d’uovo, ecc. Alcuni scarti pur compostabili spesso non vengono conferiti per evitare odori sgradevoli (ad esempio carne e pesce). cuni materiali compostabili nelle compostiere domestiche sono bucce di frutta e verdura, fondi di caffè, filtri di tè, gusci d’uovo, ecc.

Il compostaggio industriale avviene in impianti su vasta scala che trattano grandi volumi di scarti organici provenienti da mense, mercati, industrie agroalimentari. Materiali per il compostaggio industriale includono scarti di cibo da mense e supermercati, imballaggio biodegradabili e compostabili, rifiuti urbani organici. Qui è possibile compostare anche scarti di carne, ossa, e grassi. I composti ottenuti vengono usati in agricoltura o giardinaggio.

Dagli impianti di compostaggio si possono produrre biogas e biometano

Dall’attività di compostaggio si può produrre biogas, una miscela di metano e anidride carbonica, e biometano, ottenuto depurando il biogas. Gli impianti di compostaggio industriale sono spesso dotati di biodigestori anaerobici dove avviene la fermentazione anaerobica che porta alla produzione di biogas. Il biogas può essere usato per produrre energia, il biometano può essere immesso nella rete del gas naturale.

Come capire se un oggetto è compostabile.

Oggi ci sono diversi prodotti biodegradabili e compostabili. Ci sono alcuni modi per capire se un oggetto è compostabile o meno:

• Controllare se sull’oggetto è presente il simbolo della compostabilità, ovvero il logo con tre frecce che formano un triangolo. Questo indica che l’oggetto è certificato come compostabile secondo gli standard europei.

• Verificare i materiali di cui è composto l’oggetto. I materiali compostabili più comuni sono:

  • Carta e cartone non patinati
  • Legno non trattato (non vanno conferiti i tappi di sughero)
  • Sciolte di cotone e lana
  • Amido di mais e di patate
  • Materiali biodegradabili come Mater-Bi (PLA biodegradabile) purché certificati perché oltre al materiale deve essere compostabile l’intero prodotto. Questi ultimi in ogni caso vanno nella raccolta organica e non nella compostiera domestica. Se non trovate indicazioni si può informarsi sul sito del produttore.

Ricordatevi di verificare che non contenga plastiche tradizionali come PE, PP, PS o PVC e additivi potenzialmente dannosi. Questi materiali non sono compostabili.

In generale, quanto più un oggetto è naturale e non trattato, tanto più facile sarà da compostare. Ma i loghi di compostabilità forniscono la certezza maggiore.

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