Cicloturismo urbano: il futuro sostenibile della mobilità in città

Il cicloturismo urbano sta vivendo un momento di grande espansione, sia in Italia che nel resto d’Europa. Un punto di svolta è stato segnato nell’aprile 2024, quando l’Unione Europea ha ufficialmente adottato la Dichiarazione europea sulla ciclabilità, un documento che eleva la bicicletta a mezzo di trasporto strategico, sostenibile e inclusivo, integrandola a pieno titolo nelle politiche di mobilità, salute e sviluppo urbano.

Il Biciplan: la strategia italiana per la mobilità ciclabile

In Italia, il quadro normativo è definito dall’articolo 6 della legge 11 gennaio 2018, che impone alle città metropolitane e ai comuni con più di 100.000 abitanti di adottare un Biciplan come piano di settore dei PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). Ad oggi, quasi la totalità delle 14 città metropolitane italiane, tra cui Roma, Milano e Venezia, ha adottato questo piano strategico. L’obiettivo è riorganizzare lo spazio per rendere la bici un mezzo di trasporto competitivo e sicuro, definendo reti di itinerari, programmando interventi di moderazione del traffico come le “zone 30”, creando parcheggi protetti (ciclostazioni) e promuovendo incentivi per il Bike to Work e il Bike to School.

Classifiche globali e fiere di settore: il cicloturismo si mette in mostra

Che le città più ciclabili offrano una migliore qualità della vita è un dato certificato dal Copenhagenize Index 2025, il rapporto che valuta la ciclabilità urbana a livello mondiale. In testa alla classifica torna Utrecht in Olanda, mentre la Francia risulta il Paese più rappresentato con ben cinque città nelle prime 14 posizioni. Per l’Italia arriva un segnale storico: Bologna è 26ª, prima città italiana a entrare nella top 30 globale. Questo trend sarà protagonista alla Fiera del Cicloturismo, che si terrà dal 27 al 29 marzo 2026 alla Fiera di Padova, con la partecipazione di numerose destinazioni italiane ed europee.

Crescita record in Italia: i dati sulla mobilità ciclabile

Secondo il 22° Rapporto ISFORT sulla mobilità (novembre 2025), l’uso della bicicletta in Italia è in forte aumento. La quota di spostamenti in bici è salita dal 4,1% del 2024 al 5,2% nel primo semestre 2025, con un incremento di quasi il 27% in un solo anno. Le regioni del Nord-Est si confermano leader con l’8,1% di utilizzo, ma è il Sud a registrare la crescita più significativa: +67% tra il 2015 e il 2023. Molti esempi virtuosi, da produttori come Brompton e Riese & Műller a tour operator specializzati, saranno presenti alla Fiera del Cicloturismo di Padova.

Le best practice italiane: da Roma a Firenze, le città a misura di bici

Molte città italiane si stanno distinguendo per progetti di eccellenza. A Roma, il GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici) è un percorso ciclabile di circa 50 km che connette centro e periferia. A Milano, AbbracciaMI è un itinerario di 70 km che si snoda tra parchi e strade secondarie. La Bicipolitana di Pesaro, nata nel 2005, è stata la prima rete strutturata come una metropolitana. Padova è la prima città italiana per chilometri di piste ciclabili in rapporto alla superficie (195 km), mentre Bologna ha introdotto dal 2019 il Biciplan. Infine, Firenze, con il progetto “Pedala, Firenze ti premia”, ha generato oltre 3,3 milioni di km pedalati, erogato 359 mila euro di incentivi e risparmiato oltre 500 tonnellate di CO₂.

Cicloturismo urbano: cos’è e come trasforma l’esperienza di viaggio

Il cicloturismo urbano è un modello di accoglienza che permette ai visitatori di esplorare il centro e i dintorni in bicicletta, spesso sfruttando l’intermodalità con altri mezzi. A differenza del turista tradizionale, il cicloturista può spingersi oltre il centro storico, a patto che le piste ciclabili siano connesse in una rete organica e sicura. Esempi di eccellenza in Europa come Valencia, Gand, Lubiana, Parigi o Berna dimostrano l’efficacia di questo approccio, basato su servizi come noleggio di biciclette, app di navigazione e parcheggi sicuri.

Più sicurezza con le “Città 30”: un modello per la convivialità urbana

In Italia si sta diffondendo il modello “Città 30”, che introduce il limite di velocità a 30 km/h per aumentare la sicurezza e la qualità dello spazio pubblico. Questa misura, come dimostra l’esperienza di Bologna e altri comuni, favorisce l’uso della bicicletta rendendo le strade percepite come più sicure. Il rapporto UNICEF “A ruote libere” conferma che una mobilità sicura è cruciale per la qualità della vita dei bambini. Vale la pena ricordare che il primo Comune italiano a diventare “Città 30” fu Cesena nel 1998.

L’ecosistema del cicloturismo: servizi, noleggio e benefici economici

Secondo The Economist, la bicicletta, soprattutto elettrica, sta trasformando le città più delle auto elettriche. A Londra, nella City, circolano ormai più bici che auto, e a Parigi le biciclette hanno superato le automobili su scala cittadina. Il 9° Rapporto nazionale sulla sharing mobility segnala una crescita del 20% dei noleggi nel 2025. Uno studio di EY stima che il bike sharing generi benefici concreti per 40 milioni di euro di risparmi sanitari e 30 milioni di euro di aumento di produttività in 150 città europee. Di pari passo con le infrastrutture, crescono i servizi dedicati, dai parcheggi sicuri alle piattaforme digitali.

Fonte: comunicato stampa

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