Come comportarsi se si avvista una foca monaca in natura

Le ultime ricerche hanno fornito una nuova visione della distribuzione della foca monaca nel Mediterraneo, il mammifero marino considerato fino a qualche decennio fa una specie condannata all’estinzione. Gli avvistamenti di questo affascinante e raro animale diventano sempre più frequenti e possibili lungo le nostre coste, specie nel periodo in cui si concentrano le attività turistiche: per questo il WWF lancia un Vademecum per diffondere un comportamento corretto in caso di avvistamento. Tra gli obiettivi: non creare disturbo alla specie e informare tempestivamente i ricercatori con gli elementi necessari all’identificazione.

Come riconoscere una foca monaca

La foca monaca è un animale che da sempre ha accompagnato la storia dell’uomo nel Mediterraneo: nell’Odissea viene descritta mentre riposa distesa sulla spiaggia e raffigurazioni di foche sono presenti in medaglioni, monete, mosaici. Spesso chiamata Bue marino, i segnali della sua presenza storica sono dati dai numerosi toponimi costieri che riportano questo nome. Le osservazioni di foca monaca, ai nostri giorni, sono principalmente di singoli individui o femmine con il cucciolo. Questo perché la sua vita si svolge prevalentemente in mare e sott’acqua. Nel Mediterraneo la foca è diffusa in tanti piccoli nuclei familiari con una consistenza stimata in circa 400 individui nel Mare Egeo e stime incerte di presenza in tutto il resto del bacino. Esiste una sola colonia di circa 300 individui concentrata in un breve tratto di costa atlantica tra Mauritania e Marocco. La foca raggiunge la sua maturità sessuale a circa 5-6 anni di età e a partire da questa età può dare alla luce il suo primo piccolo, in genere nel periodo autunnale. La femmina partorisce un unico cucciolo una volta l’anno e per farlo sceglie una grotta ben riparata dal moto ondoso. La dieta della foca monaca è composta da una gran varietà di pesci, come anguille, sardine, triglie e piccoli tonni, ma anche da crostacei e cefalopodi. Riesce a cibarsi sia di giorno che nelle ore notturne. Questo animale ha un comportamento particolare per riposarsi, studiato di recente: lunghi cicli di sonno composti da immersioni di alcuni minuti alternate a brevi emersioni in dormiveglia, una tecnica che le permette di riposarsi anche in mare aperto. Una foca può vivere oltre i 30 anni. Come tutti i predatori, può soffrire dell’impoverimento del mare causato dalla pesca intensiva. Per questa specie è importante avere tratti costieri adeguati a riprodursi e allevare i cuccioli e grandi spazi di mare liberi da reti e altri attrezzi da pesca in cui può finire intrappolata. In passato la specie è stata decimata soprattutto dall’uccisione diretta favorita dalla sua scarsa diffidenza nei confronti dell’uomo e per questo avvicinata con facilità. Uccisioni a colpi di fucile o di arpione su foche gravide o neonati erano all’ordine del giorno a fine 800 e nei primi decenni del 900. Tra i motivi, oltre all’utilizzo della pelle per cosciali e cinturoni, la presunta competizione con i pescatori, quando tutte le persone munite di fucile avevano il ‘diritto’ di eliminare ogni creatura impropriamente definita ‘nociva’.

Per fortuna, grazie all’avvento di una maggiore sensibilità veicolata anche dal WWF, le cose sono molto cambiate. Alcune di queste minacce persistono ancora, ma ci sono segnali incoraggianti di presenza della specie dati da crescenti segnalazioni anche nel Mediterraneo centrale.

Il Vademecum del WWF

  1. Mantieni una distanza minima di almeno 50 metri: le foche monache sono animali selvatici e sensibili agli intrusi. Rispetta la loro tranquillità e osservali da lontano.
  2. Se incontri una foca monaca a terra, osservala senza mai interrompere il collegamento tra l’animale e il mare: è importante non frapporsi tra la foca e il suo ambiente naturale. Questo potrebbe causare stress e disagio all’animale.
  3. Tieni lontano gli animali domestici. Evita che il tuo cane o quello di altri curiosi si avvicini all’animale. Questo potrebbe spaventare la foca ma anche trasmetterle malattie pericolose. Suggerisci lo stesso comportamento a chi si avvicina con lo stesso scopo.
  4. Non intervenire direttamente: anche se vedi una foca monaca ferita o in difficoltà, evita di intervenire autonomamente. È importante lasciare le operazioni di soccorso agli esperti competenti, come i veterinari del centro di recupero della fauna selvatica locale. Segnala immediatamente la situazione e attendi il loro arrivo.
  5. Non avvicinarti o toccare le foche monache: anche se possono sembrare amichevoli o curiose, evita di avvicinarti o toccare le foche monache. Questo può causare loro stress e interferire con il loro comportamento naturale.
  6. Riduci al minimo il rumore e i movimenti bruschi: le foche monache sono sensibili al rumore e ai movimenti improvvisi. Cerca di mantenere un tono di voce basso e fai movimenti lenti e delicati per non disturbare l’animale.
  7. Non gettare cibo o rifiuti nelle vicinanze: è importante mantenere l’ambiente circostante pulito e privo di rifiuti. Non gettare cibo o rifiuti vicino alle foche monache, in quanto potrebbe alterare il loro comportamento alimentare e avere effetti negativi sulla loro salute.
  8. Documenta fotograficamente eventuali ferite: se noti che la foca monaca presenta ferite o lesioni evidenti, cerca di documentarle fotograficamente senza avvicinarti troppo. Queste informazioni possono essere utili per gli esperti nell’analisi e nella cura dell’animale.
  9. Informa immediatamente gli esperti del Gruppo Foca Monaca (GFM): se incontri una foca monaca o noti qualcosa di insolito nel suo comportamento, contatta gli esperti del GFM o un centro di recupero della fauna selvatica. Fornisci loro tutte le informazioni rilevanti e segui le loro istruzioni.
  10. Contribuisci alla conservazione: puoi sostenere la conservazione delle foche monache partecipando a programmi di monitoraggio del WWF Italia e del Gruppo Foca Monaca dedite alla protezione di questa specie. Educa anche gli altri sulla loro importanza e sulle migliori pratiche per interagire responsabilmente con le foche monache.

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