Come le api monitorano la qualità dell’aria. Ecco il progetto del CREA

come le api possono scoprire la qualità dell'aria- foto Pexels.

Il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico è diventato sempre più importante per la salute pubblica, poiché gli effetti dell’inquinamento sulla salute umana sono ormai ben noti e riguardano problemi acuti e cronici, soprattutto per l’apparato respiratorio e cardiovascolare. Secondo le nuove linee guida dellOMS, l’inquinamento atmosferico è associato a circa 7 milioni di morti premature all’anno in tutto il mondo, di cui circa 400.000 solo in Europa.

La qualità dell’aria e il suo monitoraggio sono quindi essenziali per la nostra salute e, in questa direzione, il ruolo svolto dalle api è ormai consolidato. Per questo, sta partendo in questi giorni Bees for Integrated Air Quality Monitoring (Api per il monitoraggio integrato della qualità dell’aria), un progetto innovativo di monitoraggio integrato per valutare la qualità dell’aria in un sito industriale nella zona ovest della città di Ravenna, che coinvolge il CREA centro di Agricoltura e Ambiente.

Si tratta della prima iniziativa di questo tipo nella città romagnola, che prevede l’integrazione delle tecniche di campionamento e analisi chimica degli agenti inquinanti, dal punto di vista ambientale, sanitario e olfattivo, con il bio-monitoraggio effettuato con le api nelle aree di interesse. Le api vengono utilizzate come indicatori biologici in grado di mostrare il deterioramento dell’ambiente in cui vivono attraverso tre segnali: l’alta mortalità, i disturbi dello sviluppo demografico della colonia e i residui che si possono riscontrare nei loro corpi o nei prodotti dell’alveare.

Il progetto prevede l’utilizzo di sei alveari, tre per ogni postazione di monitoraggio individuata. I ricercatori del CREA si occuperanno di effettuare i campionamenti sia delle api bottinatrici in entrata, sia del miele di recente importazione. Il numero relativamente basso delle api prelevate non avrà alcuna conseguenza per lo sviluppo degli alveari.

I campionamenti e le analisi per determinare la presenza di inquinanti ambientali saranno effettuati quattro volte all’anno: a fine aprile-inizio maggio, a fine maggio-inizio giugno, a fine luglio-inizio agosto e, infine, a fine settembre-inizio ottobre. Parallelamente, gli stessi alveari verranno visitati per rilevare la forza in termini di quantità di api adulte, la covata, la consistenza delle scorte di cibo ed eventuali segni di patologie.

Il progetto Bees for Integrated Air Quality Monitoring ha una durata di un anno (marzo 2023-marzo 2024) ed è stato finanziato interamente dalla società chimica SECAM S.r.l. in collaborazione con CIRSA – Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Scienze Ambientali dell’Alma Mater, Università di Bologna – e il CREA.

Fonte: comunicato stampa CREA/Foto: Pexels

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