Inaugurata ad Ascoli “Tentacolo 2”, la CER che unisce risparmio e partecipazione
Ad Ascoli l’energia rinnovabile ha messo i tentacoli riuscendo ad unire la comunità e abbattendo il costo delle bollette. L’entusiasmo era alle stelle all’inaugurazione di “Tentacolo 2“, il secondo capitolo del progetto di Comunità Energetica Rinnovabile firmato Octopus Energy. Più che un semplice impianto, è il simbolo di un patto cittadino: unirsi per produrre energia pulita condividendone i benefici, non solo ambientali ma anche economici. Un modello che promette di tessere una nuova rete sociale nella quale riscoprirsi vicini è il primo passo per un futuro più sostenibile ed un presente più leggero.
Un cielo illuminato da uno spettacolo di droni ha celebrato, lo scorso 16 aprile, la nascita di un progetto concreto che parla al futuro del nostro Paese. “Tentacolo 2” è un impianto fotovoltaico da 90 kW, composto da 108 pannelli, capace di produrre circa 120 MWh all’anno. Un dato tecnico che si traduce in qualcosa di molto più tangibile: l’equivalente del fabbisogno annuo di circa 40-45 famiglie, considerando un consumo medio di 2.700 kWh.
L’iniziativa accoglierà circa 200 famiglie locali, ma le domande di adesione sono già 300, un segnale inequivocabile, come sottolineato da Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy Italia, secondo il quale “è un segnale chiarissimo di quanto gli italiani siano pronti a sposare la transizione energetica”. Il vantaggio per i membri è immediato: un risparmio che equivale a circa una bolletta gratuita all’anno, grazie alla condivisione dell’energia e al fatto che Octopus Energy si impegna a restituire alla comunità l’intero ammontare degli incentivi statali erogati dal GSE. A beneficiarne, ovviamente, sarà soprattutto chi sarà più virtuoso e riuscirà a massimizzare i consumi durante la produzione di energia rinnovabile, ad esempio, spostando l’uso di elettrodomestici energivori nelle ore di punta dell’irradiazione solare.

Oltre il risparmio: il valore della comunità
Tuttavia il valore di una CER va oltre il pur importante vantaggio economico: è il termine “comunità” a fare la differenza. Lo ha raccontato con passione Elisa, una giovane cliente che fa parte della prima CER ascolana, inaugurata nel 2024. “Senti che fai parte di un qualcosa che non si limita all’orticello di casa tua. Senti che fai parte di qualcosa che guarda verso il futuro” racconta con entusiasmo. Le sue parole, pronunciate sul palco dell’inaugurazione, hanno catturato l’essenza del progetto: l’idea di “fare la propria parte” per un domani migliore, unendo il beneficio per l’ambiente (e la consapevolezza) a quello per il portafoglio.
Questo concetto di “cittadinanza attiva” è stato ripreso anche da Andrea Maria Antonini, Consigliere Regionale delle Marche e Presidente della Commissione Sviluppo Economico, tra gli ospiti presenti all’evento. Già cinque anni fa, ci ha raccontato, si è fatto promotore di una legge regionale per sostenere le comunità energetiche, quando ancora erano un argomento per pochi addetti ai lavori (rendendo peraltro la Regione Marche tra le prime in tal senso). “L’obiettivo era unire l’utilizzo di energia rinnovabile ad una riduzione dei costi, ma anche stimolare un approccio diverso: non sei solo un consumatore passivo che paga la bolletta, ma partecipi e produci. C’è una responsabilizzazione diversa“.
Una sfida alla burocrazia e al mercato

Realizzare tutto questo, però, non è una passeggiata. Giorgio Tomassetti non ci nasconde le difficoltà. “Ci abbiamo messo più di un anno a realizzare questo progetto. Meno di un anno è veramente dura”. La burocrazia, un “marasma tecnico incredibile“, rappresenta l’ostacolo più grande, rallentando un processo che cittadini e imprese dimostrano di volere con forza.
La visione di Octopus Energy, del resto, è quella di un “agente di cambiamento” in un mercato energetico che necessita di una scossa. Il loro manifesto italiano, presentato di recente, è una dichiarazione di intenti: chiede di superare il Prezzo Unico Nazionale (PUN) a favore di prezzi zonali che premino chi vive vicino a fonti rinnovabili, di tagliare la burocrazia, di fermare le pratiche commerciali ingannevoli e di rendere le bollette più semplici e trasparenti.
La scelta di riversare tutti gli incentivi sulla comunità è strategica. “Portiamo il mercato a doversi confrontare,” spiega Tomassetti, “alziamo l’asticella“. È un modo per dimostrare che il problema dello scarso numero di CER in Italia oggi non siano i soldi, ma le regole complesse e i tempi lunghi che frenano la transizione.
Un modello per il futuro energetico a filiera corta
Mentre in Italia si discute su come contenere i costi dell’energia che crescono a causa delle fonti fossili, l’esperienza di Ascoli Piceno, con le sue due comunità energetiche attive, dimostra che un futuro energetico diverso è possibile, non è utopistico e può portare risultati concreti in tempi brevi. Le CER, nel quadro della transizione energetica, sono uno strumento chiave non solo per aumentare la quota di rinnovabili e l’indipendenza energetica del Paese, ma anche per combattere la povertà energetica e rafforzare il tessuto sociale. Permettono anche a chi non può installare i propri pannelli, di beneficiare dell’energia pulita prodotta a livello locale. È importante inoltre ricordare che la produzione locale riduce la necessità di trasportare energia su lunghe distanze, abbattendo le perdite di rete e decongestionando le infrastrutture.




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