L’Oman, un gioiello incastonato nella penisola arabica, non è solo una terra di antiche tradizioni e paesaggi mozzafiato, ma è anche una nazione profondamente impegnata nella costruzione di un futuro più sostenibile e amico dell’ambiente. Questi temi sono al centro della Vision 2040 del Sultanato, il piano strategico a lungo termine che guida lo sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese.
Tra i suoi pilastri fondamentali spiccano l’investimento responsabile nelle risorse naturali, la diversificazione delle fonti energetiche e, soprattutto, la ferma volontà di preservare la ricca e unica biodiversità che caratterizza l’Oman. Questo impegno si traduce in un’offerta turistica che permette di scoprire le meraviglie del paese nel pieno rispetto del suo prezioso patrimonio naturale e culturale, aprendo le porte a esperienze autentiche e indimenticabili.
Riserve naturali e aree protette
L’Oman è molto orgoglioso della sua ecologia e della diversità della flora e della fauna, che protegge attivamente attraverso l’istituzione di riserve naturali e aree protette: ne ospita infatti più di 20, dalle isole Daymaniyat nei pressi della capitale Muscat, alle montagne di Jebel Akhdar, fino alla regione del Dhofar, nel Sud.
Riserva delle Tartarughe di Ras Al Jinz
Tra le zone protette, Ras Al Jinz Turtle Reserve si configura come un progetto di ecoturismo, che ha l’obiettivo di preservare i processi di nidificazione delle tartarughe marine, tra cui la tartaruga verde, la tartaruga olivacea e la tartaruga embricata. Il centro si impegna a promuovere la responsabilità sociale, le pratiche ambientali sostenibili e la conservazione del patrimonio naturale e culturale attraverso un programma di sensibilizzazione rivolto ai visitatori: tra le varie attività, per esempio, si organizzano ogni sera escursioni guidate per osservare le tartarughe e assistere al processo di nidificazione. L’area protetta si estende su 120km2 con una costa di 45km e si prolunga per un chilometro nelle acque territoriali, rendendo la Riserva delle Tartarughe di Ras Al Jinz uno dei siti più importanti per la conservazione delle tartarughe marine in pericolo.

Riserva Naturale delle Isole Daymaniyat
Un altro esempio significativo di impegno per la conservazione ambientale è rappresentato dalla Riserva Naturale delle Isole Daymaniyat, un arcipelago di 9 isole piatte e senza vegetazione, situato a circa 18 chilometri dalla costa di Muscat. Quest’area protetta, composta da nove isole coralline, è conosciuta per la straordinaria biodiversità marina e terrestre, che ospita numerose specie di coralli, pesci tropicali, tartarughe marine e uccelli migratori. La riserva svolge inoltre un ruolo fondamentale nella protezione delle tartarughe embricate, una specie in pericolo di estinzione, e delle barriere coralline che forniscono un habitat essenziale alla vita marina.
Riserva Naturale di Al Qurum
Nel cuore di Muscat, la Riserva Naturale di Al Qurum è un’oasi di biodiversità che offre un rifugio prezioso per la fauna selvatica all’interno del contesto urbano. Questa area protetta si distingue per la sua estesa foresta di mangrovie, un ecosistema essenziale che funge da habitat per numerose specie di uccelli migratori, pesci e crostacei. Le mangrovie svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento dell’equilibrio ambientale, perché contribuiscono alla protezione della costa dall’erosione e alla purificazione delle acque. La riserva è anche una destinazione apprezzata dagli amanti della natura, che possono esplorarne la bellezza attraverso percorsi naturalistici e attività di birdwatching.
Biodiversità di flora e fauna
Il Sultanato si distingue anche per l’incredibile biodiversità di flora e fauna che ospita. Tra le specie animali: 641 tipi di uccelli e 111 di mammiferi, 125 specie di rettili e oltre 3.348 di pesci, oltre a più di 60 tipologie di farfalle. Anche la flora omanita è molto diversificata, con oltre 1.300 specie di piante, alcune delle quali endemiche, come il celebre albero di boswellia sacra dell’incenso del Dhofar, noto sin dall’antichità per la sua preziosa resina. Wadi Dawkah, nel Deserto del Rub’ al Khali, è noto per essere uno dei siti di piantagioni di incenso nel Sultanato dell’Oman, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2000. Il sito è famoso per le piante di incenso che crescono naturalmente in questa area e per la sua importanza storica nel commercio di incenso.

Anche la fauna marina è particolarmente ricca. Le acque del Mar Arabico e del Mare dell’Oman sono popolate da numerose specie di balene e delfini, facilmente avvistabili durante tutto l’anno. Tra le balene più comuni figurano la balenottera azzurra, lo squalo balena, la balena di Bryde e la megattera. Per quanto riguarda i delfini, si possono osservare il delfino di Risso, il delfino spinner e il tursiope in diverse località, tra cui Muscat, Khasab (capitale della penisola del Musandam) e Salalah (nel sud del Paese).
Inoltre, il Sultanato è anche il rifugio di una delle specie più rare al mondo: il leopardo arabico. Un tempo ampiamente diffuso nel Dhofar, nel sud del Paese, questa specie in pericolo di estinzione è stata recentemente avvistata di nuovo nelle montagne di Nejd, il che fa sperare in un segno di lento ma incoraggiante recupero.
Attività ed esperienze green
Una forma di turismo sostenibile è facilmente praticabile nel Sultanato, tramite una serie di attività ed esperienze green e a contatto con la natura e i suoi esseri viventi.
Birdwatching
Per esempio, il Paese è una destinazione privilegiata per il birdwatching, grazie alla sua posizione strategica che lo colloca all’incrocio di quattro regioni ecologiche distinte: Asia, Arabia, Africa ed Europa. Questo lo rende uno dei corridoi migratori più importante al mondo, attraversato ogni anno da milioni di uccelli che si spostano tra i continenti in cerca di climi più favorevoli.
Uno dei siti più popolari per il birdwatching nell’Oman settentrionale è il bacino di depurazione della laguna di Al Ansab, un villaggio a 20 minuti da Muscat, dove è possibile scorgere un numero notevole di rapaci come il capovaccaio, l’aquila anatraia e migliaia di altri uccelli acquatici. A sud, l’Isola di Masirah offre un habitat incontaminato per fenicotteri, pivieri e sterne, oltre a ospitare una delle più grandi colonie di tartarughe marine dell’Oceano Indiano, rendendola una meta imperdibile per gli amanti della natura.
Community-Based tourism
Il Community-Based tourism in Oman è un modello di turismo sostenibile che coinvolge attivamente le comunità locali, permettendo loro di beneficiare dei vantaggi portati dal turismo e, allo stesso tempo, preservare il patrimonio culturale e naturale del paese. Questo approccio promuove esperienze autentiche, in cui i visitatori possono immergersi nella vita quotidiana degli omaniti, contribuendo allo sviluppo economico delle aree rurali e meno turistiche. Uno degli esempi più significativi è rappresentato dai progetti ecoturistici nei villaggi montani e nei deserti. Per esempio, a Jebel Akhdar e a Jebel Shams, le comunità locali propongono ospitalità in guesthouse tradizionali, tour guidati tra i terrazzamenti coltivati e percorsi di trekking lungo gli antichi sentieri delle tribù locali. Qui, i turisti possono scoprire le tecniche agricole tradizionali, come la coltivazione delle rose per la produzione dell’acqua di rose, e partecipare ad attività culturali, come la preparazione di piatti tipici.
Turismo esperienziale
Un altro esempio importante è il turismo esperienziale nei villaggi costieri e di pescatori, come quelli della regione del Dhofar (nel sud del Paese) o della Penisola di Musandam. Qui, i visitatori possono prendere parte a escursioni in dhow (le tradizionali imbarcazioni omanite), imparare le tecniche di pesca locale o assistere alla produzione artigianale dell’incenso, una pratica millenaria radicata nella cultura del Sultanato.
Ospitalità eco-friendly
Anche il settore dell’ospitalità in Oman si sta sempre più impegnando nei confronti di un turismo responsabile; sono in crescita gli hotel, resort e campi tendati che adottano pratiche sostenibili, promuovono il rispetto per l’ambiente e valorizzano le tradizioni locali, offrendo ai viaggiatori un’esperienza autentica e a basso impatto.
Hanging Terraces
Per esempio, Hanging Terraces, nei Monti Hajar, è un progetto che nasce dall’idea di una famiglia di Jabal Akhdar, che decise di restaurare tre antiche abitazioni nel villaggio di Al Aqer, per trasformarle ora in camere accoglienti e provviste di tutti i servizi, dalle quali ammirare la splendida vista delle montagne.
Magic Camp
Nel deserto di Sharqiya, invece, il Magic Camp è un campo eco-chic che unisce la tradizione beduina con il comfort del lusso del glamping, sostenuto da un forte impegno verso la sostenibilità.
Costruito con materiali rispettosi dell’ambiente e privo di combustibili fossili, il campo dispone di 16 tende arredate, ciascuna dotata di letti di alta qualità e un bagno privato. Ogni anno il campo viene disallestito per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente del deserto.

Nomadic Desert Camp
Anche Nomadic Desert Camp è un esempio virtuoso: gestito da una famiglia beduina locale, le capanne e aree comuni sono costruite con foglie di palma e altre risorse naturali. Qui l’illuminazione è fornita da candele e energia solare, il che lo rende un rifugio unico e rispettoso dell’ambiente per vivere un’autentica esperienza nel deserto.
Fonte: comunicato stampa


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