Fino al 13 dicembre 2026 presso i Musei Capitolini – Villa Caffarelli si tiene la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”. Si tratta di un’intensa retrospettiva dedicata agli artisti del rinascimento messicano e al celebre pittore e muralista messicano, la cui opera agisce come una cerniera tra tradizione e futuro. Rivera è stato capace di creare un linguaggio visivo autonomo e distintivo, fondamentale per l’arte moderna del suo paese.

L’esposizione offre un’ampia visione dell’arte messicana, ponendo al centro la figura di Diego Rivera e affiancandolo a un gruppo di artisti straordinari che hanno segnato un’epoca. Tra questi spiccano nomi come Frida Kahlo, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros. Il percorso è ulteriormente arricchito da elementi visivi come video e scatti fotografici suggestivi, tra cui le celebri fotografie di Rivera realizzate da Tina Modotti. Questa collettività di artisti è riuscita a creare un dialogo unico tra tradizione, avanguardia e una pluralità di linguaggi estetici, offrendo uno spaccato della modernità messicana.
La mostra permette di esplorare le genealogie della modernità messicana, mettendo in luce come la formazione accademica si sia intrecciata con la sperimentazione e una spiccata attenzione al presente sociale. Rivera è presentato come il fulcro di una complessa trama visiva e concettuale.

Gato Sabio (1943) Marìa Izquierdo
L’arte come strumento di identità nazionale
Attraverso una selezione eccezionale di oltre 140 opere (di oltre 50 artisti), di cui trenta firmate da Diego Rivera, la mostra illustra la complessità di un processo storico e culturale. Le radici di questo percorso affondano nella nascita del Messico indipendente nel 1821, un periodo in cui emerse con forza l’esigenza di forgiare una nuova identità culturale per un paese eterogeneo e in continua trasformazione. In questo scenario, l’arte divenne lo strumento privilegiato per costruire visivamente il volto del Messico e un veicolo per progetti di trasformazione che sapevano unire tradizione e modernità, proiettando sulla scena internazionale un’immagine plurale e in costante evoluzione.
Il rinascimento culturale e il muralismo

Dettaglio di opera
Durante la prima metà del Novecento, l’arte messicana ha vissuto una fase di ridefinizione, sviluppando un linguaggio e un’iconografia dal forte carattere nazionale. Gli artisti hanno rivolto il loro sguardo alla fusione tra il retaggio precolombiano, le culture popolari e le istanze sociali emerse nel periodo post-rivoluzionario. Le arti visive hanno giocato un ruolo cruciale nella ricostruzione del tessuto sociale del paese, trovando nel movimento muralista uno dei progetti più influenti a livello nazionale e internazionale. Promosso nel 1921 da José Vasconcelos e portato avanti da figure come Orozco, Siqueiros e lo stesso Rivera, il Muralismo ha contribuito a democratizzare l’arte e a creare una narrazione epica della storia messicana, in cui il popolo, gli operai e i contadini diventano i protagonisti centrali. Da qui è scaturita una nuova iconografia nazionale che ha ridisegnato il ruolo sociale dell’artista, parlando direttamente alle comunità e agli spazi pubblici.
Struttura e sezioni della mostra
Il percorso espositivo è organizzato in quattro sezioni tematiche che guidano il visitatore alla scoperta dell’arte moderna messicana:
- Accademia e tradizione – La formazione di Rivera: Questa sezione esplora le radici tecniche e culturali della modernità messicana, analizzando il confronto con l’eredità ottocentesca e la formazione accademica.
- Il contributo di Diego Rivera e del Messico alle avanguardie europee – Gli anni europei: Un focus sul dialogo con il cubismo e l’avanguardia, evidenziando l’apporto originale degli artisti messicani alla scena internazionale.
- Il Rinascimento culturale messicano: Analizza il periodo post-rivoluzionario in cui arti visive, letteratura, architettura e musica convergevano per definire una moderna identità nazionale.
- Oltre il Realismo sociale: Esamina come modelli e idee si siano diffusi oltre i canoni del muralismo, ampliando il lessico dell’arte moderna messicana e attestandone la vitalità.
Ogni sezione presenta opere emblematiche del XIX e XX secolo, accompagnate dai contributi critici di autorevoli storici dell’arte raccolti nel catalogo della mostra, edito da Gangemi Editore.
Promotori e curatori
La mostra è un’iniziativa promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. È prodotta in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e il Museo Kaluz di Città del Messico, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. L’evento gode inoltre del patrocinio dell’INBAL (Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico) e dell’Ambasciata del Messico in Italia. La curatela è affidata a Miguel Fernández Félix, direttore del Museo Kaluz, e Alberto González Torres, direttore del Museo Robert Brady.
“Siamo lieti di ospitare a Roma nei Musei Capitolini l’esposizione “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, che restituisce al pubblico la forza di una stagione artistica in cui, soprattutto dopo la Rivoluzione messicana del secondo decennio del Novecento, l’arte divenne uno strumento di ricostruzione civile, di emancipazione popolare, di riflessione collettiva e di definizione di una nuova identità messicana: profondamente radicata nella propria storia e nelle culture indigene, ma al tempo stesso pienamente moderna, internazionale e cosmopolita. Sono certo che tutti i visitatori e le visitatrici della mostra potranno riconoscere, attraverso le opere esposte, quel sentimento di emancipazione e rinascita che attraversò il Messico in quegli anni e che non ha ancora perso la sua spinta propulsiva” dichiara il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Fonte: comunicato stampa
Foto: alcune di cartella stampa altre di Letizia Palmisano


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