Dai parchi nazionali al contrasto alla plastica in mare: così la ricerca del CURSA da 18 anni plasma il futuro dei territori

Il CURSA, Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente, raggiunge il traguardo del suo diciottesimo anno di attività. Secondo quanto sottolineato dal consorzio, questo passaggio non rappresenta una celebrazione, ma un’occasione per fare il punto sul percorso intrapreso e sul ruolo consolidato all’interno del sistema della ricerca pubblica italiana.

Fondato nel 2008 dalle Università della Tuscia, di Ferrara e del Molise, il CURSA nasce con l’obiettivo di integrare ricerca scientifica, politiche pubbliche e processi territoriali, mettendo in relazione dimensioni ambientali, sociali ed economiche. In questi anni ha accompagnato amministrazioni centrali e locali, enti di ricerca, imprese e comunità in progetti che hanno sviluppato strumenti di governance, modelli di analisi e soluzioni operative per la sostenibilità.

Gli ambiti delle attività del CURSA

Nel corso di questi 18 anni il CURSA ha sviluppato attività in tre grandi ambiti: servizi ecosistemici e pianificazione territoriale, con progetti come LIFE+ Making Good Natura, la rete delle Riserve MAB UNESCO, gli studi su Parchi nazionali e Aree Marine Protette, e interventi dedicati alla biodiversità nei territori montani; governance ambientale dell’ecosistema marino e costiero, con modelli di gestione integrata delle coste e progetti europei come AdriPlast per il contrasto dell’inquinamento da plastica, attualmente in corso; sistemi agroalimentari, sicurezza alimentare e innovazione, con progetti come Industria 4.0, che spaziano dalla filiera grano duro e olivicola-olearia alla tracciabilità delle produzioni, all’Osservatorio OIPA che analizza l’insicurezza e la povertà alimentare per la Città Metropolitana di Roma Capitale ai progetti PNRR dedicati alla governance dei sistemi alimentari come OnFoodAtlas, Agritech.

Formazione avanzata

Accanto alla ricerca applicata, il CURSA ha sviluppato negli anni una forte componente di formazione avanzata, con master, assegni di ricerca, borse di dottorato e la rete didattica nazionale DNA dedicata alla sostenibilità, alla biodiversità e alla gestione delle aree protette.

La traiettoria del Consorzio è stata guidata da tre Presidenti, le cui visioni hanno segnato fasi diverse della sua evoluzione. Davide Marino, Professore Associato di Economia ed Estimo Rurale presso il Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’Università del Molise, ha avviato il percorso, portando nel dibattito pubblico un approccio sistemico alla sostenibilità. Giuseppe Scarascia Mugnozza, già Professore ordinario di Selvicoltura ed Ecofisiologia forestale presso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, ha consolidato la struttura e ampliato le collaborazioni.

Con Umberto Simeoni, già Professore associato di Geografia fisica e Geomorfologia del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara e attuale Presidente, si è aperta la fase della maturità con progetti multidisciplinari, maggiore attenzione alla comunicazione scientifica e un investimento sul trasferimento tecnologico. “Per il prossimo futuro l’obiettivo primario del CURSA sarà quello di rafforzare le collaborazioni strategiche con le istituzioni accademiche e le amministrazioni pubbliche per attivare nuovi e innovativi progetti di ricerca, esplorare settori emergenti e rispondere con maggiore efficacia alle esigenze della società in rapida evoluzione”, dichiara Simeoni.

Accanto alla continuità della governance scientifica e istituzionale, il CURSA ha potuto contare sin dalla fondazione nel 2008 sulla direzione generale guidata da Stefano Banini, che ne ha accompagnato lo sviluppo e l’evoluzione.

I diciotto anni del CURSA ci ricordano che la ricerca non vive solo nei laboratori o nei progetti: vive nella sua capacità di generare valore pubblico. Oggi la terza missione delle università è centrale, perché significa portare conoscenza, dati e strumenti nei territori, dove si affrontano le disuguaglianze e si costruiscono politiche più eque. In un tempo segnato da classifiche, pressioni competitive e crisi economiche e di diritti, la responsabilità degli atenei è aiutare la società a orientarsi, ridurre le disparità e prendere decisioni informate” – afferma Banini -. Il CURSA continuerà a lavorare in questa direzione, mettendo la ricerca al servizio delle comunità e delle istituzioni”.

I 18 anni del Consorzio rappresentano quindi un passaggio di continuità: non un punto di arrivo, ma l’evoluzione di un lavoro che rafforza il ruolo pubblico e istituzionale del CURSA, mettendo ricerca e innovazione al servizio di politiche e pratiche orientate alla sostenibilità e allo sviluppo dei territori.

Fonte: comunicato stampa

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