Dallo scarto alla risorsa: come la zootecnia diventa motore di moda, farmaceutica ed energia

economia circolare settore zootecnico moda energia farmaceutica

Da millenni, l’umanità si è avvalsa delle risorse naturali per sopravvivere e prosperare, imparando a non sprecare nulla di quanto la natura offrisse. Già nelle antiche civiltà, ad esempio, veniva utilizzata ogni parte di un animale ucciso per fini alimentari: le ossa erano trasformate in utensili, le pelli in vestiario e perfino gli organi interni erano destinati a specifici usi. Questa pratica antica è un esempio primordiale di economia circolare, un concetto che oggi sta riacquistando importanza nel contesto della sostenibilità ambientale. Nel settore zootecnico moderno, questa visione circolare è proseguita e, grazie alle moderne tecnologie, si è ampliata in diversi usi. Oggi dagli animali allevati non si ricavano solo carne, uova, latte e derivati a uso alimentare, ma si valorizzano anche i cosiddetti “co-prodotti” e “sotto-prpdptti” della carne. Questi ultimi trovano impiego in diverse industrie, dalla cosmetica alla farmaceutica, dalla pelletteria ai tessuti, fino all’energia rinnovabile… alla produzione di colle. Insomma, la nota frase “del maiale non si butta via nulla” trova davvero ampia applicazione – anche in altre specie (come la vacca)

La filosofia della circolarità e la valorizzazione dei sottoprodotti

Il concetto di economia circolare anche nel settore zootecnico si basa sulla premessa che nulla va sprecato. Questa filosofia non va analizzata solo nella pur importante ottica di ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale, ma anche in relazione all’ aumento di efficienza e di sostenibilità (anche economica) dell’intera catena di produzione. 

Gli scarti generati dalla produzione di carne, uova e latte vengono ampiamente trasformati in nuovi prodotti o servizi. Ad esempio, il letame può essere trasformato in compost per l’agricoltura o in biogas per la produzione di energia. Questa trasformazione di ciò che sarebbe altrimenti considerato scarto rappresenta un passo fondamentale verso un modello di produzione più sostenibile, ma non finisce qui. 

Il sangue, ad esempio, è ricco di proteine e viene spesso trasformato in mangimi per animali o additivi per l’industria alimentare. Le ossa sono processate per estrarre collagene, una sostanza molto richiesta nell’industria cosmetica e farmaceutica. 

Impatti nella cosmetica e farmaceutica 

I co-prodotti del settore zootecnico trovano ampio impiego nelle industrie della cosmetica e della farmaceutica. Il collagene estratto dalle ossa e dalla pelle degli animali è utilizzato per la produzione di creme, integratori e trattamenti estetici. Gli acidi grassi derivati dal grasso animale, come il sego, sono impiegati nella produzione di saponi, creme, rossetti e anche unguenti e altre preparazioni mediche.

Innovazioni nel settore della pelletteria e dei tessuti

La pelletteria è un altro esempio di come i co-prodotti zootecnici possano essere valorizzati. La pelle, trattata attraverso processi che rispettano l’ambiente, diventa materia prima per la moda e altri settori del lusso. Allo stesso modo, le fibre proteiche come la lana [che però non è da ritenersi co-prodotto bensì prodotto principale delle razze merinizzate allevate in Oceania e in sud America], ricca di cheratina, possono essere trasformate in filati per l’industria tessile o avere diversi usi (come anche imbottiture). Ricordiamo poi che gli scarti di lavorazione della pelletteria possono essere recuperati per creare nuovi materiali non-tessuti con impieghi nell’automotive, nell’edilizia e nella valigeria.

Energia rinnovabile e riduzione dell’impronta di carbonio

Un aspetto cruciale dell’economia circolare nel settore zootecnico è la produzione di energia rinnovabile. Il biogas, prodotto dalla fermentazione anaerobica di sottoprodotti come il letame e i liquami, può rappresentare una fonte significativa di energia pulita. Questo processo aiuta infatti a ridurre l’uso di combustibili fossili e contribuisce anche a diminuire l’impronta di carbonio dei siti nei quali trova utilizzo, mitigando le emissioni di metano e altri gas serra. La trasformazione di rifiuti organici in energia, che può essere usata per produrre elettricità e calore in loco o immessa in rete come biometano, è un esempio eccellente di come le pratiche circolari possano avere un impatto positivo sull’ambiente.

Sfide e opportunità future

Gli esempi riportati sono la dimostrazione di come la zootecnia sia in grado di trasformare ciò che è in eccesso o scarto in risorse preziose. Nonostante i notevoli progressi, il settore zootecnico fronteggia ancora sfide significative nella piena implementazione dell’economia circolare. Questi ostacoli includono la necessità di tecnologie più efficienti, la gestione sostenibile dei residui, una divulgazione ancora insufficiente dei risultati della ricerca e una regolamentazione a volte non uniforme. Tuttavia, queste sfide rappresentano anche opportunità per l’innovazione e il costante miglioramento del settore delle produzioni animali. L’adozione di tecnologie avanzate, un approccio integrato tra agricoltura e zootecnia e pratiche sostenibili possono accelerare la transizione verso un modello completamente circolare.

Inoltre, promuovere una maggiore consapevolezza e supporto per queste pratiche, come la valorizzazione dei sottoprodotti agroindustriali nell’alimentazione animale, può accelerare il passaggio ad un’economia globale più circolare e resiliente, indispensabile per il futuro del nostro pianeta.

E-cology.it