È più sostenibile acquistare un’auto d’epoca o una elettrica? Oppure…

è più sostenibile auto storica o elettrica

Un confronto tra l’impatto ambientale di un’auto d’epoca o una elettrica può diventare occasione per una riflessione trasversale sulla mobilità sostenibile.

Nella corsa per contrastare il cambiamento climatico, quando si parla di mobilità, spesso una delle vie indicate come risposta è quella che riguarda i veicoli elettrici (EV). Indubbiamente il confronto tra due veicoli nuovi fa vincere quelli elettrici. Studiando l’intero ciclo di vita, come riportano pure i dati diffusi da Altroconsumo nel 2022, in media il risparmio ambientale è del 30%.

Tuttavia, non è detto che quando ci serva un’auto, debba per forza essere acquistata nuova e questo studio può darci qualche spunto di riflessione.

Confronto auto d’epoca e veicoli elettrici

Uno studio rivelato nel 2022 – ovvero 2022 Indicator Report Signalling the direction of the classic vehicle industry – riporta calcoli secondo i quali le auto “classiche” ovvero quelle d’epoca potrebbero avere il sopravvento nella tutela ambientale, sfidando le percezioni moderne riguardo l’impronta carbonica e l’eco-compatibilità.

“I veicoli elettrici non sono la panacea per il cambiamento climatico. Esiste già un’alternativa ecologica nel nostro garage: le auto d’epoca,” ha affermato Dominic Wyatt, esperto di motori presso l’International Drivers Association  a commento dello studio.

confronto auto d epoca con auto elettrica. Ora è pur vero che difficilmente chi acquista auto d’epoca lo fa con lo stesso spirito di una nuova elettrica. Le esigenze possono essere diverse come anche cura e manutenzione. Vi è anche chi – come il portale Riusa.eu – sottolinea – proprio a commento dello studio – che vi sono degli elementi di criticità come il fatto che potrebbe non essere “correttissimo paragonare le emissioni totali di un’auto d’epoca con quelle di una vettura media di ultima generazione, poiché quest’ultima percorre molti più km, rispetto a vetture che sono utilizzate dai proprietari soltanto nel tempo libero e poche volte l’anno”.

Ma visto che pochi mesi fa a Roma le auto d’epoca hanno rischiato di diventare fuori norma per quasi tutto il territorio della Capitale, rivedere i passi dello studio può essere interessante per capire come ad esempio, convenga che chi ha un’auto datata, continui a guidarla, se guardiamo all’intero ciclo di vita del veicolo e non solo al consumo su strada.
Con questo in mente, esploriamo come le auto d’epoca potrebbero superare i veicoli elettrici in termini di eco-sostenibilità.

Il lato verde meno noto delle auto d’epoca

In termini di carbonio incorporato, le auto d’epoca – ma questo può valere per tutte le auto “vecchie” – ottengono un punteggio elevato perché sono già state costruite. La produzione di veicoli elettrici comporta l’estrazione, l’elaborazione e il trasporto di materie prime, seguiti dai processi di produzione e assemblaggio. Queste fasi comportano un’elevata emissione di carbonio. Vi sarà poi anche da considerare lo smaltimento finale. Tanto più lontano sarà questo momento, quanto più si ridurrà l’impatto ambientale del mezzo.

Meno energia incorporata

Wyatt sottolinea: “Le auto d’epoca essenzialmente non hanno più un’impronta di produzione: è stata saldata anni fa. Il debito energetico che hanno è per la manutenzione, la benzina, ecc.” Più a lungo un veicolo viene utilizzato, più l’energia impiegata nella sua produzione viene distribuita nel corso della sua vita, riducendo così il suo impatto ambientale complessivo.

auto elettrica

Ricarica auto elettrica. Foto repertorio

Nel frattempo, i veicoli elettrici potrebbero lasciare un’impronta carbonica più elevata a causa delle loro complesse materie prime. Uno studio ha affermato che la sola batteria agli ioni di litio può emettere l’80% in più di carbonio rispetto alla produzione di un’auto a gas.

Attenzione, non stiamo dicendo che un’auto elettrica sia più impattante di un’auto a trazione fossile. Come abbiamo detto in apertura alcuni studi rivelano – a parità di acquisto e di ciclo di vita – una riduzione di circa il 30% (si parla sempre di medie). 

In relazione allo studio appena citato, si sottolinea infatti che: “Anche se le batterie delle auto elettriche le rendono più ad alta intensità di carbonio da produrre rispetto alle auto a gas, compensano ampiamente guidando in modo più pulito in quasi tutte le condizioni”.

Tornando al tema del nostro approfondimento, per fugare ogni dubbio, stiamo confrontando un’auto d’epoca (o vecchia) con una elettrica. L’ipotesi può essere quella della scelta al momento dell’acquisto o anche di comprendere se allungare la vita al veicolo che si ha o sostituirlo.

Un libro per saperne di più sulla mobilità elettrica

Per chi fosse invece interessato ad approfondire i temi dei veicoli elettrici, vi segnaliamo che è appena uscito in libreria, vi segnalo ad integrazione l’ultimo libro del prof. Ugo Bardi. In Il futuro del trasporto. Come la mobilità elettrica cambierà la nostra vita, (Lu::ce edizioni, 2024) Bardi fa luce sull’impatto ecologico ed economico che i veicoli elettrici avranno sulla nostra società: la transizione dai veicoli convenzionali a quelli elettrici non significa mantenere l’inefficiente sistema di trasporto odierno né mettere in atto un rapporto 1 a 1 di sostituzione dei veicoli elettrici con quelli a combustione interna, ma piuttosto ripensare il nostro intero sistema di mobilità per garantire che i cittadini possano spostarsi per mezzo di un sistema olistico elettrificato che serva veramente i bisogni umani. Un passo fondamentale per mitigare le sfide ambientali che dobbiamo affrontare, migliorando il tessuto sociale dei nostri centri urbani e rurali.

L’errata percezione delle emissioni dei veicoli, limitata al solo utilizzo (e alla sostituzione)

Molti ritengono che l’emissione si riferisca solo alla CO2 che un’auto produce sulla strada. Tuttavia, non prendono in considerazione il processo di produzione e lo smaltimento, anche delle singole componenti.

Detto ciò, considerando che il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto, è fondamentale allungare la vita ai veicoli ma anche utilizzarli in maniera efficiente. Un veicolo spesso fermo, ha un impatto più elevato di uno utilizzato per più ore e giorni.

Il dibattito però non dovrebbe essere tanto tra la scelta tra vecchio e nuovo, classico ed elettrico, bensì quello di portare avanti un sistema in cui i veicoli privati siano sempre meno e la mobilità ridisegnata attorno a spazi fruibili attraverso una piramide rovesciata che consenta ai cittadini di poter andare a piedi o in bicicletta, di poter utilizzare il trasporto pubblico, auto in sharing, di favorire il car pooling per i viaggi di lavoro ma anche per i lunghi tragitti.

 

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