La gestione sostenibile di terreni agricoli e pascoli può contribuire al sequestro di carbonio

pascolo natura

In un mondo sempre più minacciato dai cambiamenti climatici, gestire in modo sostenibile i suoli agricoli non è più una semplice opzione, ma una strategia essenziale per mitigare l’aumento delle temperature globali. Oggi però l’importanza del prendersi cura del suolo è inversamente proporzionale alla conoscenza del problema. Nonostante sia stata istituita una giornata mondiale dedicata a ciò (che ricorre ogni 5 dicembre), se ne parla poco e i non addetti ai lavori ne sanno ancora meno. Per questo noi continuiamo a scriverne e ad approfondire come fatto anche in un recente articolo pubblicato sul portale Carni Sostenibili dal titolo “I pascoli per il sequestro di carbonio”

Vi è infatti veramente tanto da sapere. Negli ultimi anni, ricerche e iniziative internazionali hanno  messo sotto i riflettori il ruolo fondamentale dei suoli sani per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità globale. E non parliamo solo di foreste: anche i pascoli possono fare la loro parte, contribuendo a sequestrare il carbonio atmosferico e migliorare la qualità del suolo.

Terreni agricoli e pascoli ben gestiti non sono solo una risorsa per la produzione alimentare, ma veri e propri alleati nella lotta al cambiamento climatico. Adottare pratiche sostenibili, valorizzare questi territori e promuovere politiche dedicate al ripristino del suolo sono passi fondamentali per garantire un pianeta più sano per le generazioni future.

Perché fermare il degrado del suolo è così importante

Come si legge nell’articolo citato, suoli sani sono la base della vita sulla Terra e un elemento chiave per raggiungere almeno 12 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Ma non è tutto: i terreni agricoli e i pascoli, se ben gestiti, possono contribuire a ridurre e sequestrare il carbonio atmosferico, un passo fondamentale per mantenere l’aumento delle temperature globali sotto i 2°C, come previsto dagli Accordi di Parigi.

La situazione attuale, però, è preoccupante. Secondo il movimento Save Soil, il 60-70% dei suoli europei è in condizioni malsane, e ogni anno, a livello globale, si perdono circa 24 miliardi di tonnellate di terra fertile. Questo fenomeno non solo peggiora l’insicurezza alimentare, ma alimenta problemi come il debito agricolo, la migrazione climatica e persino i tassi di suicidio tra gli agricoltori.

La FAO avverte che, se non si interviene, entro il 2050 il 90% del suolo superficiale potrebbe essere degradato. Con una popolazione che cresce e una domanda alimentare globale destinata a salire del 60% entro il 2050, investire nella salute del suolo diventa cruciale non solo per la sicurezza alimentare, ma anche per combattere inondazioni, siccità e la perdita di biodiversità.

La gestione sostenibile di agricoltura e pascoli: una soluzione concreta

Sapevi che i terreni agricoli coprono circa il 38% della superficie terrestre globale? Di questa, un terzo è dedicato alle coltivazioni, mentre i restanti due terzi sono prati e pascoli utilizzati per l’allevamento del bestiame. Secondo la FAO, queste aree rappresentano quasi un quinto delle riserve globali di carbonio e giocano un ruolo chiave nel suo sequestro.

Studi recenti, come riportato nell’articolo su Carni sostenibili,  hanno stimato che, adottando pratiche di gestione sostenibile, si potrebbero rimuovere tra 0,79 e 1,54 gigatonnellate di carbonio all’anno dall’atmosfera. Tra queste pratiche troviamo:

  • Rotazione dei pascoli, che permette al terreno di rigenerarsi.
  • Uso del letame animale, che migliora la fertilità del suolo.
  • Agroforestazione, cioè l’integrazione di alberi nelle aree agricole.

Queste tecniche aumentano il cosiddetto SOC (Soil Organic Carbon), ovvero il carbonio organico immagazzinato nel suolo. Questo non solo contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra, ma migliora anche la qualità del terreno, rendendolo più fertile e resiliente.

Quanto carbonio possono sequestrare i suoli con la gestione sostenibile di terreni agricoli e pascoli

Secondo un’analisi del movimento Save Soil, se tutti i terreni coltivabili e i pascoli fossero gestiti in maniera sostenibile, si potrebbe sequestrare fino al 27% del carbonio necessario per mantenere l’aumento delle temperature globali sotto i 2°C. In particolare:

  • I terreni coltivabili potrebbero contribuire per il 10%.
  • I prati e pascoli, grazie alla loro estensione e alla capacità di immagazzinare carbonio, arriverebbero al 17%.

Questi numeri dimostrano quanto sia importante includere la gestione sostenibile dei suoli agricoli nelle strategie globali per il clima.

montagne val gardena

Pascoli: più di un semplice spazio per il bestiame

Spesso si pensa che i pascoli siano spazi “sprecati” o poco produttivi, ma quanto scritto finora dimostra che  non è affatto così. La maggior parte dei terreni dedicati alla zootecnia non è adatta alla coltivazione a causa di condizioni come l’aridità o la pendenza del terreno. Eppure, questi stessi terreni possono essere utilizzati per il pascolo, una pratica che:

  • Previene l’erosione del suolo.
  • Migliora la fertilità del terreno.
  • Contribuisce al sequestro del carbonio.

Gestire i pascoli in modo sostenibile è quindi una soluzione win-win: protegge il suolo e, al contempo, sostiene la produzione alimentare globale.

E ricordiamoci: un suolo sano significa un mondo più sano!

Articolo in collaborazione

E-cology.it