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Il giardino zen: la ricerca di un angolo verde tra statue e fontane

written by Redazione 25 ottobre 2017
Il giardino zen: la ricerca di un angolo verde tra statue e fontane

Il bisogno di pace e di un angolo verde e riservato non è mai stato forte come oggi, complice questo particolare periodo storico che strizza l’occhio alla tecnologia e alla globalizzazione. Con il diffondersi di quest’ultima in particolare sta nascendo una corrente importante che riguarda la decorazione di giardini e interni tramite tecniche di equilibrio derivante dai classici modelli, occidentali ed orientali. Tra le metodologie più gettonate vi sono quelle zen, apprezzate sopratutto per rimandare a quella pace interiore che i nostri tempi sembrano aver sepolto sotto un mucchio di smarphone, e ovviamente compatibile con l’ecologia e la voglia di verde.

Quali sono gli elementi che costituiscono un giardino zen?

Gli elementi base dei giardini zen sono le pietre o la sabbia, l’erba e gli equilibri ma prima di ogni altra cosa l’acqua. In un giardino zen infatti questo elemento “rigenerante” non può assolutamente mancare e deve essere facilmente notabile, possibilmente con fontane e giochi di conduttura particolari. Questa disciplina deriva certamente dalla teoria “Feng Shui”, un’antica disciplina artistica nata in Cina seguendo la corrente del Taoismo nell’architettura e nei paesaggi, per evitare di accumulare negatività negli ambienti in cui si vive.

Le leggi del Feng Shui

Il Feng Shui è un vero e proprio equilibrio ambientale fatto da acqua ed elementi di arredamento tipici dell’interno e dell’esterno, come ad esempio particolari tipi di alberi o di terreno, lavorati secondo determinate regole. Oggi il Feng Shui è molto apprezzato ma non sempre si riesce a riprodurre nei propri spazi l’equilibrio dei giardini zen: si ha molta voglia di tornare a godere di questa tradizione cinese ma gli spazi sono quelli che sono e chi vive in appartamento ad esempio non ha la possibilità di crearsi un giardino zen mozzafiato né di creare equilibri con alberi, terreno e altre decorazioni. Fortunatamente per queste persone si è trovata la soluzione nella creazione in scala di piccole zone zen all’interno della casa, veri e propri “giardini zen interni” dotati di sabbia, pietrisco, fontane zen e piccole piante.

Fontane zen, ponti, sabbia, statue e piante nei giardini zen

Di recente i modelli che mi hanno interessato di più sono quelli che trovate in questa pagina di Ilmigliorprodotto.it dedicata alle fontane zen, di solito queste fontane sono una buona sintesi di equilibrio e armoniosità che permette di rendere piacevole a tutti qualisasi tipo di ambiente. Di solito per gli interni le fontane zen sono realizzate in vari tipi di materiali, se economiche sono in poliresina, un materiale molto similie alla pietra ma più facilmente lavorabile, se invece sono più costose possono rendere grandi effetti ed essere veramente ecologiche realizzate con marmi o legni, dalle dimensioni notevoli e perfette per trasformare casa propria o il proprio giardino in un paradiso zen (sicuramente adatta a trasformare l’ambiente e stupire il visitatore).

Le fontane zen si dividono in fontane zen da tavolo, fontane zen da giardino e fontane zen da parete: le prime sono adatte a luoghi chiusi come gli uffici e le sale d’attesa (o come soprammobili in casa), le seconde spesso si trovano anche a energia solare e sono buone per chi vuole una fontana in giardino fatta con criteri armoniosi e autogestibile, da parete se dentro casa si vuole annullare la barriera di confine tra spazio esterno e spazio interno, creando effetti a dir poco entusiasmanti.

Altri elementi utili per completare un giardino zen in maniera da creare un ambiente rilassante e al tempo stesso equilibrato e creativo è quello di inserire ponti di legno, piccole statue, piante ornamentali, piccoli minerali e pietre con forme precise.

La comodità del giardino zen

Spesso la scelta del giardino zen viene accettata da chi non ha il tempo di curare un giardino ricco di piante e sceglie di fare un giardino “di pietra” proprio per l’abbondanza di questo elemento nelle composizioni di questo tipo; dal canto nostro suggeriamo di evitare assolutamente questa soluzione per perché l’equilibrio potrebbe venire sfasato rispetto alla combinazione classica di pietra, acqua e spazio verde, sia perché un giardino non può prescindere secondo noi dall’avere qualche pianta (anche poche ma comunque almeno una coppia vistosa) per definirsi tale.

Conclusioni: la fantasia è zen

Il giardino zen è un passatempo bellissimo per chi ama cimentarsi nella fantasia, scoprire i suoi spazi e provare nuove cose, confermando però allo stesso tempo l’equilibrio dentro di sé esternandolo con attenzione nel proprio ambiente esterno.

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