Sebbene l’Unione Europea sia il secondo importatore di trofei di caccia dopo gli Stati Uniti*, molti italiani potrebbero non sapere che è legale recarsi all’estero per cacciare specie minacciate e a rischio e riportarne a casa i corpi imbalsamati o parti di essi come “trofei”. L’uccisione mirata di specie iconiche come elefanti e leoni africani, rinoceronti, orsi polari, linci, trichechi, tigri allevate in cattività e orici dalle corna a scimitarra – una specie estinta in natura – sembra un problema remoto.
Anche se l’uccisione avviene in Africa, Nord America e Russia, la triste verità è che l’UE svolge un ruolo cruciale e letale quando si tratta della caccia al trofeo. Ciò che interessa ai i cacciatori europei è poter spedire i loro trofei a casa propria. Tra il 2014 e il 2020, l’Italia ha importato 437 trofei di caccia provenienti da specie protette a livello internazionale. A livello UE, il nostro paese è il primo importatore di trofei di ippopotami e il quarto importatore di trofei di leoni africani di origine selvatica. Inoltre, l’Italia ha svolto un ruolo significativo nel commercio di trofei di elefanti africani, essendo il quinto importatore UE di questa specie.
#NotInMyWorld
La campagna #NotInMyWorld di HSI/Europe vuole informare i cittadini italiani che, ancora oggi, le zampe di elefante possono essere trasformate in vasi da fiore e posacenere, i colli di giraffa in lampade da terra e gli orsi polari in scendiletto. Tutto ciò, incredibilmente, legalmente. Secondo una recente indagine commissionata da HSI/Europe** l’86% degli italiani si oppone alla caccia al trofeo di tutti gli animali selvatici.
Il ruolo dell’Italia
Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International/Europe, afferma: “L’Italiano non sarà nella posizione di fermare la raccapricciante uccisione di animali in altri paesi, ma possiamo scegliere di chiudere le nostre porte a questi trofei e chiedere alla politica di agire. Con #NotInMyWorld, esaminiamo il problema della caccia al trofeo da un’angolazione diversa, non concentrandoci su ciò che sta accadendo in altri paesi, ma dimostrando che proprio dall’UE contribuiamo al problema. L’impattante campagna parla chiaro: è eclatante il contrasto tra l’uccisione e l’importazione di animali protetti a livello internazionale e una società moderna in cui la conservazione delle specie selvatiche e la protezione della biodiversità dovrebbero essere in cima all’agenda politica. Se da un lato, l’Italia e l’UE sono parte del problema, possiamo anche essere parte della soluzione, fermando le importazioni ed esportazioni di trofei per e dal nostro paese”.
Come è stata sviluppata la campagna #NotInMyWorld
HSI/Europe ha sviluppato il concetto della campagna insieme all’agenzia creativa austriaca offroad communications, il cui soggetto principale è rappresentato da un’animazione 3D di un elefante e un di rinoceronte, completamente avvolti in carta da pacchi. Lo slogan è: Impallinati. Imbalsamati. Imballati. In consegna? L’hashtag della campagna dà la risposta diretta alla domanda provocatoria: #NotInMyWorld, perché uccidere per divertimento non dovrebbe avere posto nel cuore e nella mente delle persone.
Benjamin Remhof, responsabile del design di offroad communications, dichiara: “Le immagini della campagna mostrano la drammatica realtà: cadaveri di animali in via di estinzione spediti in tutto il mondo per profitto e intrattenimento. Insieme all’hashtag della campagna #NotInMyWorld, lanciamo un messaggio forte e inequivocabile”.
La petizione per fermare l’importazione di trofei in Italia
Insieme alla pubblicazione del rapporto “I numeri della caccia al trofeo”, HSI/Europe ha lanciato una petizione diretta al Governo italiano, chiedendo un divieto totale di importazione, esportazione e riesportazione dei trofei di caccia.
Dal 15 settembre la campagna sarà live su tutti i canali di comunicazione di HSI/Europe, sulle principali piattaforme mediatiche tradizionali e digitali e presente con azioni di mobilizzazione in luoghi chiave.
Il Governo italiano non può più chiudere gli occhi davanti a questa problematica. La caccia al trofeo non ha posto nella società moderna. L’uccisione di animali selvatici da parte di una piccola cerchia di cacciatori per ottenere trofei ha un impatto negativo sulle popolazioni di questi animali e sull’intera biodiversità, favorisce le disuguaglianze geopolitiche e non fornisce significativi vantaggi socioeconomici.
*Tra il 2014 e il 2018 l’UE ha importato quasi 15.000 trofei di caccia di 73 specie protette a livello internazionale. Di fronte a questi dati, l’uccisione per mero divertimento e il rischio d’estinzione di intere specie, sono temi che devono essere inseriti nell’agenda politica. Per sapere di più sulla caccia al trofeo e sul ruolo dell’UE, consultare il rapporto “I numeri della caccia al trofeo”.
**Un sondaggio rappresentativo, risalente al marzo 2021, dimostra che l’86% degli italiani si oppone alla caccia al trofeo di tutti gli animali selvatici e il 74% è favorevole a un divieto di esportazione e importazione dei trofei da e per l’Italia.
Fonte: comunicato stampa
Foto: HSI e Pixabay



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