Sapevate che quasi il 40% del territorio italiano è costituito da foreste? E che tagliare un albero non equivale sempre a fargli del male? E se vi dicessi anche che non è vero che le foreste servono solo a ricavarne carta e legno? Alcuni di voi saranno probabilmente rimasti sorpresi da queste affermazioni a causa dei molteplici falsi miti che ruotano attorno ai nostri boschi da anni. Spesso se ne parla con superficialità o, noi “normali cittadini”, non abbiamo modo di capire quanto effettivamente ci sia di vero dietro le informazioni che ci arrivano in merito.
Per comprendere con più chiarezza il valore del nostro patrimonio verde e per cercare di contrastare la cattiva informazione che gira intorno a questo argomento, FSC Italia ha deciso di raccogliere i 10 miti più comuni riguardanti gli alberi e le foreste d’Italia e, dati alla mano, di sfatarli. Eccoli:
I boschi italiani sono in pericolo
I boschi italiani in realtà sono in espansione continua. Dalla fine della Prima Guerra Mondiale ad oggi la loro superficie è addirittura triplicata (siamo passati da 4 milioni di ettari di boschi a più di 11 milioni). In particolare negli ultimi 10 anni c’è stato un aumento di superficie del 5,8% pari, pensate, a più o meno 77mila campi da calcio.
Bosco significa solo legname
Il legname è solo uno dei tanti doni che i boschi ci forniscono. Gli alberi e le piante proteggono infatti il suolo dall’erosione e dal dissesto idrogeologico, ma sono importanti anche ai fini della regolazione del ciclo dell’acqua e fissazione del carbonio e ci offrono inoltre habitat per la biodiversità e spazi per attività sportive, educative, terapeutiche e ricreative. L’insieme di questi prodotti è stato ribattezzato “servizi ecosistemici”. Alla luce di ciò, direi proprio che “solo legno” sia molto riduttivo, non credete anche voi?
I boschi italiani sono tutti naturali
In realtà i boschi italiani sono anche il risultato dell’azione dell’uomo che nel corso dei secoli li ha modellati. Ad oggi l’88% delle nostre foreste sono antropizzate e di origine seminaturale.
I boschi non vanno toccati dall’uomo
La verità è che una buona gestione dei boschi da parte dell’uomo permette di valorizzarne i prodotti e servizi, senza creare alcun danno. La gestione attiva è l’unico strumento che abbiamo per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, dell’instabilità idrogeologica, degli incendi, della diffusione di patogeni e di specie invasive.
Chi pianta è buono – Chi taglia è cattivo
Non è corretto ridurre tutto in questi termini: tagliare gli alberi non è un crimine se fatto secondo piani di gestione responsabile. Questo significa che il taglio, che deve necessariamente essere effettuato da operatori specializzati, deve avere una pianificazione precisa, applicando un approccio di “selvicoltura naturalistica”, cioè mirando ad imitare le dinamiche naturali di rigenerazione del bosco.
Più legno e carta vuol dire meno boschi
La verità è che, sulla Terra, il legno è il materiale di origine biologica, rinnovabile e riciclabile, più importante a disposizione dell’uomo. Possiamo quindi usarlo in maniera sostenibile, come per esempio effettuando tagli che, come accennato al punto 5, imitino i ritmi naturali di rigenerazione del bosco. Non è poi da sottovalutare il fatto che usare legno spesso significa evitare l’uso plastica o altri materiali derivanti da fonti fossili inquinanti. Ancor meglio se la foresta di origine è certificata secondo gli standard di gestione forestale come quella rilasciata da FSC®.
I boschi italiani sono di tutti
Nulla di più falso perchè il 63% dei boschi d’Italia è di proprietà privata, individuale o familiare. Il 34% è invece di proprietà pubblica, come ad esempio dei Comuni, mentre solo il restante 3% non ha proprietario (o esso risulta sconosciuto).
Il fuoco è nemico dei boschi
Il fuoco ha un suo ruolo negli ecosistemi forestali, in particolare quelli mediterranei. Purtroppo però gli incendi di origine naturale in italia sono rari. Il vero nemico dei boschi è l’abbandono dei terreni e la negligenza dell’uomo che, se sommati ai cambiamenti climatici, hanno come conseguenza l’aumento degli incendi e della loro capacità distruttiva.
Le nostre foreste non valgono nulla
E se vi dicessimo che il valore economico prodotto dalle foreste italiane è di 450 euro per ettaro all’anno? Il suo valore però va ben oltre quello appena citato, perché i boschi inoltre proteggono le nostre case da fenomeni come l’erosione del suolo e le alluvioni, ci assicurano acqua pulita e, cosa fondamentale, producono l’ossigeno che respiriamo. Portafoglio e salute ringraziano, ve l’assicuriamo.
I boschi italiani stanno bene
Come sottolineato da FSC Italia, la situazione nel nostro Stato è purtroppo lontana dal principio della gestione forestale sostenibile. Nonostante i boschi ricoprano circa il 40% del territorio nazionale è solo una minima parte quella che viene utilizzata. Questa situazione di abbandono è un’occasione mancata di sviluppo e ci porta ad essere tra i principali importatori di legname in Europa, oltre che esporci a rischi sempre maggiori a causa del dissesto idrogeologico e degli incendi.
Fonte: FSC Italia
Articolo a cura di Ludovica Nati


