L’Alleanza Mediterranea dei Think Tank per il Cambiamento Climatico (MATTCCh) ha presentato un manifesto d’appello per chiedere l’adozione di un’agenda mediterranea alla COP31 di Antalya.
L’Alleanza, guidata da ECCO – il think tank italiano per il clima, il Sustainable Economic Finance Association turco (Sefia) e l’Initiative for Climate and Development del Marocco (Imal), raduna 25 organizzazioni della società civile provenienti da più di dieci paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Le priorità della COP31 secondo l’Alleanza MATTCCh
L’Alleanza propone alla Presidenza turca della COP31, ai governi del Mediterraneo e agli organi dell’UNFCCC di sviluppare un’agenda centrata su quattro priorità:
- Sostenere iniziative per lo sviluppo di rinnovabili, reti e industrie a zero emissioni;
- Rafforzare le azioni sull’adattamento come priorità connessa alla sicurezza regionale;
- Colmare il divario tra impegni finanziari e investimenti effettivi;
- Valorizzare la cooperazione regionale partendo dalle piattaforme esistenti sul modello del TeraMed.
“Con i partner del Festival di Palermo e l’Alleanza di think tank del Mediterraneo lavoriamo affinché il Mediterraneo continui a essere uno spazio di incontro e dialogo a fronte delle sfide che il cambiamento climatico impone alla regione e per cogliere al meglio le opportunità della transizione energetica. La regione ha infatti un potenziale enorme per proporre un modello di transizione nuovo, fondato su sicurezza energetica rinnovabile, crescita condivisa e stabilità per tutti i Paesi che si affacciano su questo bacino” afferma Giulia Giordano, Direttrice Strategia Mediterraneo e Globale di ECCO, il think tank italiano per il clima.

Il Manifesto è frutto del confronto con decisori politici, società civile e istituzioni della regione, partendo da analisi scientifiche e con l’obiettivo di accelerare la transizione in un’area sempre più esposta al cambiamento climatico. Il Mediterraneo combina da una parte un elevato potenziale per lo sviluppo di energie rinnovabili e industrie a basse emissioni, e dall’altra, una crescente esposizione a siccità, stress idrico, ondate di calore e degrado di ecosistemi, in un contesto di persistenti asimmetrie economiche e istituzionali tra le due sponde.
Dalla teoria ai fatti
La COP31 di Antalya rappresenta un punto di snodo per tradurre priorità politiche condivise in iniziative operative e strumenti finanziari concreti.
«Il Mediterraneo racchiude un significativo potenziale per l’azione climatica e la transizione energetica. Insieme ai nostri stakeholder all’interno della rete MATTCCh, ci impegniamo a valorizzare il potenziale di energia rinnovabile della regione mediterranea, come mezzo per abbandonare i combustibili fossili. Dimostrare una transizione riuscita in quest’area non solo metterebbe in evidenza l’importanza strategica del Mediterraneo per gli obiettivi climatici globali, ma rafforzerebbe anche in modo sostanziale la resilienza regionale in tutte le sue dimensioni,” aggiunge Bengisu Özenç, Direttrice di Sefia.

Questo rende necessaria un’azione coordinata su scala regionale sull’adattamento climatico come elemento centrale di stabilità, una priorità condivisa anche dalla Presidenza turca di COP31.
Un altro elemento critico resta la mobilitazione effettiva di capitale. Nella regione, il divario tra impegni e investimenti è accentuato da un accesso diseguale ai finanziamenti, da strumenti ancora limitati e da un insufficiente allineamento tra attori pubblici e privati.
“Per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi è necessario colmare il divario nei finanziamenti. Ciò richiede ambizione politica nelle decisioni di bilancio, come il QFP europeo (Quadro Finanziario Pluriennale), nonché decisioni volte a riformare l’architettura finanziaria internazionale su temi quali il debito sovrano e la cooperazione fiscale. La COP31 può inoltre istituire piattaforme regionali per la mobilitazione dei finanziamenti, riunendo istituzioni finanziarie e soggetti in cerca di risorse,” conclude Iskander Erzini Vernoit, Direttore Esecutivo di IMAL.
In questo quadro, la rete MATTCCh si propone come piattaforma di connessione tra analisi scientifica, proposte di politiche e attivazione di partenariati regionali, al fine di rendere la COP31 un momento di avanzamento concreto per l’agenda climatica mediterranea e per la credibilità dell’azione climatica verso il 2030.
Fonte: comunicato stampa


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