Kandinsky a Roma: Palazzo Bonaparte celebra il genio dell’astrattismo con una mostra epocale

Vassily Kandinsky Gelb-Rot-Blau (Jaune-rouge-bleu) - 1925

Dopo un’attesa di oltre 25 anni, Roma riaccoglie Vassily Kandinsky (1866-1944), il padre dell’astrattismo e uno dei più grandi rivoluzionari dell’arte del Novecento. Fino al 14 febbraio 2027, le sale di Palazzo Bonaparte ospiteranno una straordinaria mostra che promette di essere uno degli eventi culturali più importanti dell’anno. L’esposizione, prodotta e organizzata da Arthemisia, ripercorre l’intera parabola umana e artistica del maestro russo, colui che liberò il colore e la forma dalla necessità di rappresentare la realtà per trasformarli in pura emozione.

La mostra, curata da Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne, vanta una collaborazione eccezionale con il Centre Pompidou di Parigi. Grazie a questa partnership, resa possibile anche dalla temporanea chiusura per restauri del museo parigino, giungono a Roma oltre settanta capolavori che difficilmente lasciano la Francia. Queste opere provengono in gran parte dal nucleo più importante e completo di lavori dell’artista al mondo, conservato al Pompidou grazie al generoso lascito della moglie, Nina Kandinsky.

L’esposizione non si limita a celebrare l’artista, ma racconta la nascita di una vera e propria rivoluzione nell’arte. Per Kandinsky, un colore poteva avere il suono di una melodia e una linea poteva esprimere un’emozione. Da questa intuizione rivoluzionaria nacque l’astrattismo, un linguaggio completamente nuovo destinato a cambiare per sempre la storia dell’arte e il nostro modo di guardare il mondo.

Vassily Kandinsky: capolavori dal Centre Pompidou di Parigi in mostra a Roma da settembre 2026

Un viaggio in cinque tappe nell’universo di Kandinsky

Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che guidano il visitatore in un viaggio straordinario attraverso la vita e la ricerca dell’artista, tracciando la sua evoluzione da avvocato a maestro dell’arte moderna.

Gli esordi: gli anni della formazione

Questa sezione iniziale esplora i primi passi di Kandinsky dopo la sua radicale decisione, presa a trent’anni, di abbandonare una promettente carriera accademica per dedicarsi alla pittura. Trasferitosi a Monaco di Baviera, centro nevralgico dello Jugendstil, apprende le tecniche pittoriche e nel 1901 fonda l’associazione Phalanx, dove incontra la giovane pittrice Gabriele Münter, che diventerà la sua compagna. Il periodo è caratterizzato da viaggi in tutta Europa e dalla produzione di studi a olio e scene ispirate a fiabe e leggende russe, in cui il suo linguaggio si apre progressivamente all’astrazione.

Sulla Riva – Una Piazza – Città vecchia II – Vassily Kandinsky

Murnau: verso l’astrazione

Nell’estate del 1908, Kandinsky e Gabriele Münter si stabiliscono a Murnau, in Baviera. Questo soggiorno segna una svolta decisiva: affascinato dai paesaggi e dall’arte popolare locale, l’artista sviluppa una nuova pittura espressiva, con ampie pennellate di colore intenso che si svincolano dalla rappresentazione mimetica. È in questi anni che nascono i presupposti per il movimento Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), fondato nel 1911 con Franz Marc e la stessa Münter, che pone al centro dell’arte la dimensione spirituale ed emotiva.

La Russia: gli anni di transizione

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Kandinsky è costretto a tornare in Russia. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, partecipa attivamente alla riorganizzazione delle istituzioni culturali. Il contatto con le avanguardie suprematista e costruttivista si riflette nelle sue opere attraverso una crescente geometrizzazione delle forme e una tavolozza più attenuata. Tuttavia, sentendosi artisticamente isolato, nel 1921 lascia nuovamente la Russia per trasferirsi in Germania.

Bauhaus: gli anni teorici

Nel 1922, Kandinsky viene chiamato a insegnare nella rivoluzionaria scuola del Bauhaus, dove approfondisce la relazione tra forma, colore e struttura compositiva. Questo periodo, che lui stesso definisce la sua “fase fredda”, è incredibilmente prolifico. Qui pubblica il suo secondo grande trattato, Punto e linea sul piano. La chiusura della scuola da parte del regime nazista nel 1933 lo costringe a un nuovo esilio.

Sala da pranzo dell’appartamento dei Kandinsky a Dessau, 1926

Parigi: gli anni della maturità

L’ultima fase della sua vita si svolge a Parigi, dove si trasferisce nel 1933. L’austerità del periodo del Bauhaus lascia il posto a una sorprendente leggerezza formale, con una tavolozza dominata da toni pastello. Il suo stile si evolve ulteriormente, unendo il rigore geometrico alla fantasia delle forme biomorfe, influenzato dal confronto con artisti surrealisti come Jean Arp e Joan Miró. La mostra espone anche una selezione di oggetti provenienti dal suo atelier parigino, per rievocare l’atmosfera degli ultimi anni della sua vita.

Studio parigino di Vassily Kandinsky

Alcuni dei capolavori in mostra

Azzurro Cielo – Vassily Kandinsky

La mostra offre al pubblico il privilegio di ammirare capolavori che hanno segnato la storia dell’arte moderna. Tra questi spiccano opere meravigliose come Alte Stadt II (Città vecchia II) del 1902, una veduta ancora legata al figurativo ma già vibrante di colore puro. Segue Murnau, Landschaft mit Turm (Murnau, paesaggio con torre) del 1908, che testimonia la svolta espressionista dell’artista. Un’opera cruciale nel cammino verso l’astrazione è Mit dem schwarzen Bogen (Con l’arco nero) del 1912, considerata una delle pietre miliari del suo percorso. Dal periodo del Bauhaus proviene la celeberrima tela Gelb-Rot-Blau (Giallo-Rosso-Blu) del 1925, uno dei massimi esempi della sua ricerca sull’equilibrio tra forme e colori primari. Sono presenti anche opere fondamentali come Im Grau (Nel grigio) del 1919, che riflette il complesso periodo russo, Composition IX (Composizione IX) del 1936, e Bleu de ciel (Azzurro cielo) del 1940, che appartiene alla sua ultima e lirica fase parigina.

 

Il ruolo delle donne nella vita di Kandinsky

Un’attenzione particolare è dedicata a due figure femminili che ebbero un ruolo fondamentale nella sua vita e nella sua affermazione. Per la prima volta in Italia, viene esposto un nucleo di opere di Gabriele Münter, compagna di Kandinsky per oltre un decennio e grande artista espressionista, a lungo rimasta nell’ombra del maestro. La mostra ne riscopre il talento, presentando opere come Gartentor in Sèvres (Cancello del giardino a Sèvres) del 1906 circa e Drachenkampf (Lotta di draghi) del 1913. L’altra figura chiave è Nina Kandinsky, sua devota moglie e custode instancabile della sua memoria. È grazie al suo generoso lascito al Centre Pompidou che oggi possiamo ammirare questo immenso patrimonio.

La collaborazione con il Centre Pompidou

Questa esposizione rappresenta un’occasione unica, resa possibile dalla sinergia con il Centre Pompidou di Parigi. Dal 1977, il museo è un centro multidisciplinare vivo e impegnato, radicato nella società e aperto al mondo. Attualmente, il Centre Pompidou ha intrapreso una metamorfosi che lo vedrà chiuso per importanti lavori di ristrutturazione fino al 2030. Durante questo periodo, grazie all’ambizioso programma culturale “Constellation”, lo spirito del museo prende vita in numerose istituzioni partner in Francia e nel mondo. Questa mostra a Roma è uno degli esempi più prestigiosi di tale programma, che permette di diffondere le collezioni e creare dialoghi tra diverse scene artistiche, rafforzando la presenza internazionale del museo.

I dettagli della mostra

  • Titolo: KANDINSKY
  • Date: dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027
  • Orari: dal lunedì al giovedì 9.00–19.30 | venerdì, sabato e domenica 9.00–21.00
  • Informazioni e prenotazioni: info@arthemisia.it | + 39 068715111

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