I partner nel mondo della ricerca e dell’osservazione marina, tra cui la prestigiosa Marine Biological Association (MBA), hanno evidenziato profonde alterazioni ecologiche in atto nelle acque della regione nel loro ultimo report “State of South-West Seas 2025“.
Il rapporto, che raccoglie osservazioni e prove scientifiche su specie marine, habitat e condizioni ambientali in tutto il sud-ovest dell’Inghilterra e nella più ampia regione del Mar Celtico, documenta una serie di cambiamenti significativi. Questi mutamenti sono strettamente legati al riscaldamento prolungato delle temperature del mare, alle mutevoli condizioni ambientali e a una più ampia trasformazione dell’ecosistema.
Questo studio rappresenta una delle valutazioni annuali più complete delle condizioni ambientali marine nel sud-ovest e si basa sulle osservazioni di ricercatori, organizzazioni per la conservazione, scienziati cittadini (citizen scientists) e industrie marine. I capitoli sono stati redatti da esperti di organizzazioni come i Wildlife Trusts, il Plymouth Marine Laboratory, le Università di Plymouth ed Exeter, il Seal Research Trust, Natural England e la Marine Management Organisation.
L’anno del polpo e le ondate di calore
Tra i risultati più sorprendenti c’è un drammatico aumento delle popolazioni di Polpo comune (Octopus vulgaris) nelle acque del sud-ovest. Il fenomeno, descritto dagli autori come “l’Anno del Polpo”, ha avuto ampie implicazioni ecologiche ed economiche.
L’aumentata abbondanza di polpi ha avuto un impatto negativo sulla pesca di crostacei come astici, granchi e capesante, le cui nasse vengono spesso ritrovate vuote. Allo stesso tempo, i polpi sono diventati una sostanziale fonte di cibo per predatori come la Foca grigia (Halichoerus grypus), il Grampo (Grampus griseus), la Verdesca (Prionace glauca) e il Grongo (Conger conger). Questi dati emergono nel terzo anno consecutivo in cui le temperature marine primaverili ed estive nel Canale della Manica occidentale hanno raggiunto condizioni di ondata di calore marina, con il Met Office (l’ufficio meteorologico britannico) che ha avvertito di “livelli estremi” proprio in questi giorni.

2025 was dubbed ‘The Year of the Octopus’ because of dramatically higher numbers of Common Octopus sightings | Keith Hiscock MBE
Specie in movimento e altre in difficoltà
Il report evidenzia anche prove crescenti di spostamenti nella distribuzione delle specie legati al clima.
- Specie in aumento: le popolazioni di Aragosta (Palinurus elephas), Occhiata (Spondyliosoma cantharus), Sarago fasciato (Diplodus vulgaris), Pagello (Pagellus bogaraveo) e Sciarrano (Serranus cabrilla) continuano ad aumentare ed estendere il loro areale verso nord. Durante l’anno sono state documentate anche nuove e insolite segnalazioni per la Gran Bretagna, tra cui il nudibranco Spurilla neapolitana, dinoflagellati di acque più calde e potenzialmente tossici, e diversi avvistamenti di pesci rari.
- Specie sotto pressione: contemporaneamente, alcune specie sembrano essere in difficoltà. Gli avvistamenti di Squalo elefante (Cetorhinus maximus) sono rimasti a livelli storicamente bassi, le catture estive di Sgombro (Scomber scombrus) sono state di nuovo scarse e in tutta la regione persiste una riduzione del numero di alcune specie di stelle marine.

Spiny Lobster populations continue to increase | Fran Hockley
Novità tra mammiferi marini e habitat
Cambiamenti significativi sono stati osservati anche tra i mammiferi marini. I Delfini comuni (Delphinus delphis) sembrano spostarsi verso nord, gli avvistamenti di Grampi continuano ad aumentare, mentre i Tursiopi (Tursiops truncatus) costieri sono registrati meno frequentemente in alcune parti del sud-ovest durante l’estate.
In una nota positiva e curiosa, i volontari del Seals Research Trust hanno registrato quello che è probabilmente un primato mondiale: lo svezzamento riuscito di due cuccioli gemelli di foca selvatica in Cornovaglia.
Per quanto riguarda gli habitat marini, il report mostra fortune alterne. Le praterie di fanerogame marine continuano a espandersi e mostrano incoraggianti segni di ripresa. Tuttavia, periodi prolungati di alte temperature hanno causato lo sbiancamento in alcune comunità di alghe intertidali. È stata inoltre segnalata la prima registrazione ufficiale nel Regno Unito dell’ascidia non nativa Didemnum pseudovexillum, evidenziando continue preoccupazioni per la biosicurezza.
L’importanza del monitoraggio continuo
Il Dr. Keith Hiscock, Senior Research Fellow della MBA e curatore del report, ha dichiarato: “Questi risultati sottolineano il valore delle osservazioni marine sostenute a lungo termine. I cambiamenti registrati nei mari del sud-ovest illustrano come gli ecosistemi marini stiano rispondendo a una combinazione di temperature in aumento, condizioni ambientali mutevoli e pressioni umane. Il monitoraggio continuo è essenziale se vogliamo comprendere e, dove possibile, reagire efficacemente a questi cambiamenti.”
Fonte: comunicato stampa


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