Non c’è più tempo: l’emergenza climatica in mostra a Milano il 19 febbraio

Il Palazzo Ducale e il Leone di San Marco nella piazza invasa dall’acqua alta a Venezia, Italia

Siccità, inondazioni, frane, ondate di calore, incendi, insicurezza alimentare, scarsità idrica, migrazioni e innalzamento del livello del mare dimostrano che non c’è più tempo da perdere per affrontare il cambiamento climatico. Le fotografie dell’Agence France-Presse (Afp) che documentano la crisi globale attuale – protagoniste della mostra “Non c’è più tempo” ospitata nel 2024 al Forte di Bard in Valle d’Aosta – giungono fino a Villa Necchi Campiglio, Bene del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano a Milano, per un racconto visivo inedito e potente in programma mercoledì 19 febbraio 2025, ore 18 (ingresso libero fino a esaurimento posti).

Un bambino attraversa correndo una secca del fiume Yamuna ad Allahabad, oggi Prayagraj, in India

An Indian street child plays in a dry river bed after flood waters receded in Allahabad on October 25, 2013. AFP PHOTO/ SANJAY KANOJIA (Photo by Sanjay Kanojia / AFP)

Gli ospiti della mostra “Non c’è più tempo” a Milano

La proiezione sarà commentata da ospiti d’eccezione: Andrea Rinaldo, ingegnere e idrologo, Stockholm Water Prize 2023; Sabrina Rossi Montegrandi, Director of Business Development for Italy Malta Turkey di Agence France-Presse; Michele Freppaz, nivologo e pedologo dell’Università di Torino; Grammenos Mastrojeni, diplomatico e Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo, che insieme offriranno una narrazione profonda e coinvolgente. L’evento, moderato dalla Direttrice Culturale del FAI Daniela Bruno, sarà aperto dal Vicepresidente del FAI Maurizio Rivolta e da Ornella Badery, Presidente Associazione Forte di Bard. Chiuderanno l’incontro Elena Grandi, Assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano, e François Bonet, Console Generale di Francia a Milano.

La centrale elettrica a lignite gestita dal gigante energetico tedesco RWE a Grevenbroich, in Germania

This picture taken on October 5, 2022 shows the lignite-fired power station operated by German energy giant RWE in Neurath, western Germany. – German energy provider RWE brought forward its exit from coal power to 2030 on October 4, 2022 amid fears the country’s plans to abandon fossil fuels are wobbling following the energy crisis caused by Russia’s war in Ukraine. (Photo by INA FASSBENDER / AFP)

Un grido d’allarme sulle emergenze ambientali mondiali

L’incontro nasce dalla volontà di dare visibilità anche a Milano alla mostra organizzata al Forte di Bard nel 2024, che a cominciare dal titolo manifesta l’urgenza della crisi: “Non c’è più tempo” è un grido d’allarme sulle emergenze ambientali mondiali, che impattano sempre più drammaticamente sulla vita di milioni di persone. Tra le fotografie proiettate, ci sarà lo scatto che dà l’immagine all’evento, realizzato da Leo Malafaia, che ritrae un ragazzo che emerge dalle acque nerastre della spiaggia di Itapuama, a Cabo de Santo Agostinho, contaminate da una fuoriuscita di petrolio che ha devastato circa 2.000 km della costa brasiliana, in particolare la regione di Abrolhos, santuario delle megattere e habitat di formazioni coralline uniche al mondo. 

Il ghiacciaio di Santa Inés nel fiordo Seno Ballena, nel sud del Cile.

View of Santa Ines glacier in Seno Ballena fjord in Punta Arenas, Magallanes region, southern Chile on December 7, 2018. – In Seno Ballena, a fjord located in the interior of the Strait of Magellan in the Chilean Patagonia, waters are shedding light on the future of climate change and its effects on marine organisms, helping to shape a great puzzle that could provide answers to scientists regarding profound changes due to the increase in the release of C02 to the atmosphere. (Photo by Martin BERNETTI / AFP)

L’Italia e il cambiamento climatico

Anche l’Italia, tuttavia, è rappresentata, con una fotografia di grande impatto che documenta l’acqua alta in Piazza San Marco a Venezia come effetto sempre più evidente dell’innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento globale. Le proiezioni scientifiche danno oggi la certezza che in cento anni il livello del mare si sarà innalzato di un metro, il che significa che la laguna sarà sommersa e la città marcirà. A parlare dell’urgenza di salvare Venezia sarà in particolare Andrea Rinaldo, veneziano, Presidente dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti, e ingegnere idrologo recentemente insignito da parte dello Stockholm International Water Institute del prestigioso Nobel dell’Acqua, lanciando la necessità di una chiamata globale alla responsabilità in un concorso di competenze strategico e indispensabile per un progetto innovativo e veramente risolutivo che possa salvare la città, patrimonio dell’umanità, per le generazioni presenti e future.

Un ragazzo emerge dalle acque invase dal petrolio davanti alla spiaggia di Itapuama, in Brasile

A boy walks out of the sea while removing oil spilled on Itapuama beach located in the city of Cabo de Santo Agostinho, Pernambuco state, Brazil, on October 21, 2019. Large blobs of oil staining more than 130 beaches in northeastern Brazil began appearing in early September and have now turned up along a 2,000km stretch of the Atlantic coastline. The source of the patches remain a mystery despite President Jair Bolsonaro’s assertions they came from outside the country and were possibly the work of criminals. (Photo by LEO MALAFAIA / AFP)

La campagna di sensibilizzazione #FAIperilclima

Infine, il FAI stesso “tocca con mano” i drammatici effetti della crisi climatica nei suoi Beni, come accaduto proprio a Villa Necchi nell’estate 2023, quando un violentissimo nubifragio si è abbattuto su Milano e raffiche di vento a quasi 100 chilometri orari hanno devastato il giardino storico e danneggiato parti della villa. A partire dall’esperienza nei suoi Beni, la Fondazione promuove la campagna di sensibilizzazione #FAIperilclima, volta a far conoscere al pubblico le conseguenze della crisi climatica e a diffondere buone pratiche per contribuire ad arginarle. La scelta di ospitare a Villa Necchi la proiezione di alcune delle fotografie più iconiche della mostra “Non c’è più tempo” e di organizzare questo incontro, va proprio in continuità con questo impegno per ribadire ancora una volta che la crisi climatica è realtà: è qui, è ora e riguarda tutti

panorama sul gruppo del catinaccio in dolomiti val di fassa trentino alto adige dopo tempesta Vaia

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