Ogni anno, l’industria globale delle calzature produce miliardi di paia di scarpe, lasciando un’impronta ecologica devastante sul nostro pianeta che non può più essere ignorata.
In generale acquistiamo talmente tanti capi che l’intero sistema è da ritenersi insostenibile. La prima grande misura che ognuno di noi dovrebbe adottare è limitare, quindi, il numero di capi a sua disposizione. Un recente autorevole documento pone addirittura ad un massimo di cinque nuovi acquisti all’anno – scarpe incluse – il numero da fissare per compensare quanto acquistato fino ad ora. Il dato shock emerge dal report “Unfit, Unfair, Unfashionable” pubblicato dal think tank Hot or Cool Institute. Questo studio ha infatti calcolato l’impatto ambientale del nostro guardaroba per capire come allinearlo agli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi.
I ricercatori hanno infatti analizzato l’intero ciclo di vita dei vestiti — dalla produzione delle fibre allo smaltimento, passando per i trasporti e i lavaggi domestici — giungendo alla conclusione che, per contenere il riscaldamento globale entro la soglia critica di 1,5°C, l’impronta di carbonio annuale legata all’abbigliamento di ogni singola persona non dovrebbe superare i 128,7 Kg di CO2.
Come ridurre impatto ambientale produzione sneakers
Si tratta di un traguardo ambizioso, soprattutto se confrontato con le abitudini attuali dei paesi del G20 dove la media degli acquisti oscilla tra i 30 e i 50 capi all’anno per cittadino.
L’altro elemento sul quale si dovrà lavorare è comprendere come – tra i pochi capi nuovi che dovremmo inserire nell’armadio – si può incidere attraverso la nostra selezione degli acquisti.
Ciò dipende dai complessi processi di estrazione delle materie prime, della lavorazione ad alte temperature di plastiche e materiali sintetici e delle lunghissime catene di approvvigionamento globali che spesso coinvolgono fabbriche asiatiche alimentate a carbone.
Tuttavia se ormai la transizione ecologica è da ritenersi vitale per le risorse del Pianeta e quindi anche il nostro futuro, laddove sia necessario un capo o un accessorio nuovo, è fondamentale cercare alternative con un ridotto peso ambientale.
Nuovi brand puntano a scarpe contemporanee e a ridotto impatto ambientale
In questo ambito, negli ultimi anni, diversi fashion designer si stanno affacciando sul mercato con idee decisamente innovative e contemporanee.
Tra i brand interessanti in Europa vi è, ad esempio, VAER, un’innovativa azienda danese fondata nel 2019. La sua missione è ridurre l’impronta dell’industria delle sneaker attraverso un percorso virtuoso di opportunità circolari.Dopo un’attenta analisi del ciclo di vita (LCA), VAER ha infatti lavorato per abbattere in maniera rilevante le emissioni dichiarando di poter produrre scarpe con soli 3 kg di CO2 equivalente. Come? Attraverso l’arte dell’upcycling, ovverosia il recupero creativo di materiali di scarto destinati alle discariche, dimostrando che l’economia circolare può essere applicata con successo anche al mondo del fashion, spesso sotto accusa.
Esempio di sneaker realizzate riutilizzando stoffe e materiali
Da scarto a risorsa: come nasce una sneaker da riciclo e la filiera etica
L’aspetto di rilievo del processo produttivo di VAER risiede nella capacità di scovare valore dove altri vedono solo rifiuti.
Le sneaker VAER sono realizzate recuperando vecchi jeans, abiti da lavoro dismessi e persino tovaglie sbiadite provenienti dal settore alberghiero.
Per la collezione primavera 2026, ad esempio, VAER ha stretto partnership strategiche per recuperare il denim del brand WHY7 Jeans e l’abbigliamento da lavoro dell’azienda Kentaur.
Come lo scarto diviene materiale per produrre scarpe
Questi materiali vengono accuratamente selezionati e trasformati nella tomaia delle calzature. Tuttavia la sostenibilità di un prodotto non si misura solo dai materiali, bensì anche dall’etica della sua filiera produttiva.Per questo motivo, VAER ha scelto di mantenere la produzione interamente all’interno dell’Unione Europea, affidandosi ad una fabbrica a conduzione familiare situata vicino a Porto, in Portogallo. Questa scelta garantisce una riduzione delle emissioni legate ai trasporti e assicura – ci spiegano – anche standard lavorativi di livello: orari massimi di 40 ore settimanali, salari superiori al minimo sindacale portoghese, assistenza sanitaria e congedi di maternità.
Come trasformare dei vecchi Jeans in sneaker VAER Upcycled
I numeri del risparmio ecologico e il design circolare del programma take-back
Fino ad oggi, grazie al recupero di tessuti scartati e all’ottimizzazione dei processi, VAER ha dichiarato di aver risparmiato oltre 4.640 kg di anidride carbonica equivalente a ben 210.000 litri di acqua ovverosia quanto sarebbe stato consumato per la produzione e la tintura di tessuti vergini (processi notoriamente idrovori per alcune tipologie di filati).
Le sneaker VAER, oltre ad essere completamente vegane, integrano materiali naturali come il cotone riciclato e la gomma naturale, limitando al massimo l’uso di plastiche e sostanze chimiche tossiche tipiche delle calzature convenzionali.
Phoenix Black – VAER sneaker
Tuttavia, la vera innovazione risiede nel concetto di “fine vita” del prodotto. L’azienda ha progettato le proprie scarpe con una visione totalmente circolare, introducendo un efficiente programma di take-back. Quando le sneaker VAER avranno percorso i loro ultimi chilometri e non potranno più essere riparate dal calzolaio di fiducia, non dovranno essere gettate nell’indifferenziata. I clienti infatti possono rispedirle all’azienda che, in collaborazione con il produttore delle suole, si occuperà di triturare l’intera scarpa per trasformarla in materiale di base per le suole della generazione successiva di sneaker. Questo processo può chiudere virtualmente il cerchio, evitando la creazione di nuovi rifiuti e premiando il consumatore virtuoso con un voucher per i futuri acquisti. È la perfetta applicazione del principio “cradle-to-cradle” (dalla culla alla culla).
La visione di Lili Dreyer e l’impatto sociale della nuova collezione 2026
VAER Co-Founder Lili che trasforma scarti di tessuti in nuove scarpe alla moda
Dietro a questa straordinaria realtà imprenditoriale, premiata con riconoscimenti prestigiosi come il Visa She’s Next nel 2024 e l’SDG Tech Awards nel 2020, c’è la determinazione della fondatrice e CEO, Lili Dreyer. Nata come progetto di ricerca durante i suoi studi magistrali alla Brunel University nel Regno Unito, l’idea di rendere scalabile l’upcycling è diventata rapidamente una missione di vita. “Non penso che possiamo cambiare il mondo da soli, ma ovviamente è quello che vogliamo fare”, racconta, con passione, Lili nelle sue interviste. “Ciò che mi rende orgogliosa è andare a lavorare ogni giorno sapendo che sto facendo qualcosa per il bene comune. Non è solo un marchio, ma il simbolo che possiamo utilizzare ciò che già esiste per creare qualcosa di nuovo e meraviglioso“.
Quando ecosostenibilità fa rima con unicità
Ogni paio di scarpe racconta una storia unica: quella di un jeans che ha vissuto mille avventure o di una tovaglia che ha ospitato innumerevoli cene, ora pronti a percorrere nuove strade sotto forma di calzature alla moda, resistenti e, soprattutto, amiche del nostro fragile ecosistema.
Codice sconto VAER: come acquistare le tue sneakers ecosostenibili a prezzo ridotto
Se siete alla ricerca di calzature che uniscano stile, comfort ed un profondo rispetto per l’ambiente, le creazioni di questa startup danese rappresentano senza dubbio la scelta ideale per il vostro guardaroba consapevole. Per incentivare la transizione verso una moda più etica e circolare, ho il piacere di condividere con la mia community un’opportunità esclusiva e vantaggiosa. Chiunque desideri provare queste straordinarie scarpe upcycled può usufruire di un codice sconto VAER dedicato. Inserendo il coupon promozionale GreenEX10 al momento del checkout sul sito ufficiale dell’azienda, avrete diritto ad una riduzione del 10% su tutti i prodotti a catalogo ai quali non sono già stati applicati altri sconti o promozioni.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.