L’autunno non porta con sé solo il fascino del foliage e le temperature più miti, ma anche il tanto atteso ritorno all’ora solare. Se a marzo “perdiamo” un’ora di sonno, a ottobre la natura ci restituisce il favore, regalandoci 60 minuti in più sotto le coperte. Ma cosa significa esattamente questo cambiamento e quali sono le sue implicazioni per la nostra vita quotidiana, la nostra salute e i consumi energetici del Paese?
Scopriamo insieme quando dovremo spostare le lancette nel 2025, i pro e i contro di tale sistema e perché il dibattito sulla sua abolizione è più attuale che mai.
Quando torna l’ora solare nel 2025?
Segnate la data sul calendario: il ritorno all’ora solare per il 2025 è fissato per la notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre.
Come da tradizione, alle ore 3:00 del mattino di domenica, gli orologi dovranno essere spostati un’ora indietro, tornando alle ore 2:00. Questo significa che quella notte durerà 25 ore, regalandoci un’ora di sonno in più. La maggior parte dei dispositivi elettronici connessi a Internet, come smartphone, smartwatch e computer, si aggiornerà automaticamente. Per orologi da polso, sveglie tradizionali e orologi a muro, sarà invece necessario l’intervento manuale.
L’ora solare ci accompagnerà per circa cinque mesi, fino all’ultima domenica di marzo 2026.
Che differenza c’è tra ora solare e ora legale?
L’ora solare è l’orario “naturale” del fuso orario di appartenenza di un Paese. È sincronizzata con il ciclo solare e, per questo, considerata da molti scienziati più allineata ai nostri ritmi biologici interni. Durante l’ora solare, il mezzogiorno corrisponde più fedelmente al momento in cui il sole è al suo punto più alto nel cielo.
L’ora legale è una convenzione adottata per sfruttare al meglio la luce solare durante i mesi più caldi. Spostando le lancette un’ora in avanti, si “ritarda” il tramonto, ottenendo un’ora di luce in più nel tardo pomeriggio e in serata.
In sintesi, con il ritorno all’ora solare avremo mattine più luminose e pomeriggi che si accorciano più rapidamente.

Vantaggi e svantaggi del ritorno all’ora solare
Il cambio d’ora non è solo una questione di lancette. Porta con sé conseguenze tangibili che alimentano un acceso dibattito.
I vantaggi (pro)
- Allineamento con il ritmo circadiano: molti studi indicano che l’ora solare è più in sintonia con il nostro orologio biologico. Avere più luce al mattino aiuta a sincronizzare il ciclo sonno-veglia, facilitando il risveglio e migliorando l’umore. Per tale motivo, i Paesi del Nord Europa sono i principali sostenitori del mantenimento dell’ora solare tutto l’anno.
- L’ora di sonno guadagnata: il passaggio all’ora solare è generalmente meno traumatico di quello all’ora legale. Quell’ora di sonno in più aiuta l’organismo ad adattarsi più dolcemente al nuovo orario.
- Maggiore sicurezza mattutina: con l’alba che arriva prima, le strade sono più illuminate nelle ore di punta del mattino, aumentando la sicurezza per pendolari, studenti e chiunque si metta in viaggio nelle prime ore della giornata.
Gli svantaggi (contro)
- Aumento dei consumi energetici: questo è il punto più critico dal punto di vista ecologico ed economico. Il buio anticipato nel pomeriggio costringe ad accendere l’illuminazione artificiale prima, sia nelle case che nelle attività commerciali. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, i sette mesi di ora legale consentono un risparmio energetico significativo per l’Italia, stimato in centinaia di milioni di euro e una riduzione di circa 200.000 tonnellate di emissioni di CO₂ all’anno. Il ritorno all’ora solare, di fatto, annulla questo beneficio.
- Meno tempo per attività all’aperto: le giornate più corte riducono le opportunità di praticare sport, passeggiare o dedicarsi ad attività all’aperto dopo il lavoro o la scuola, con un potenziale impatto sullo stile di vita e sul benessere psicofisico.
Come prepararsi al cambio d’ora per non subire lo stress
Sebbene il passaggio all’ora solare sia meno impattante, alcune persone più sensibili possono comunque avvertire stanchezza o irritabilità. Ecco qualche consiglio per un adattamento senza traumi:
- Adattamento graduale: nei giorni precedenti al cambio, prova ad andare a dormire e a svegliarti 15-20 minuti più tardi ogni giorno per abituare gradualmente il tuo corpo.
- Sfrutta la luce mattutina: appena sveglio, esponiti alla luce naturale. Apri le finestre o fai una breve passeggiata. Ciò aiuterà a “resettare” il tuo orologio biologico.
- Mantieni una routine stabile: cerca di mantenere costanti gli orari dei pasti e delle altre attività quotidiane per dare al tuo corpo dei punti di riferimento stabili.
- Attenzione a caffeina e alcool: evita stimolanti come la caffeina e l’alcol nelle ore serali, specialmente nei giorni a cavallo del cambio d’ora.

Il futuro dell’ora legale: verso un’abolizione?
Da anni si discute in sede di Unione Europea della possibile abolizione del cambio d’ora semestrale. Nel 2019, il Parlamento Europeo si era espresso a favore della fine di questa pratica, lasciando ai singoli Stati membri la facoltà di scegliere se adottare permanentemente l’ora solare o quella legale. Tuttavia, la proposta si è arenata per la mancanza di un accordo tra i Paesi.
L’Europa è spaccata in due:
- Paesi del Sud (come l’Italia): favorevoli a mantenere l’ora legale tutto l’anno per massimizzare i benefici economici legati al turismo e al risparmio energetico.
- Paesi del Nord: propensi a mantenere l’ora solare per non avere albe troppo tardive durante i bui mesi invernali.
Finché non verrà presa una decisione definitiva a livello comunitario, continueremo a spostare le nostre lancette due volte l’anno. Per ora, godiamoci quell’ora di riposo in più che l’autunno 2025 ci regalerà.


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