L’emergenza plastica nei fiumi italiani
Nel monitoraggio nazionale condotto da ISPRA per il Ministero dell’Ambiente sui macrorifiuti galleggianti alla foce di dodici fiumi italiani, il Po risulta, insieme a Tevere e Sarno, tra i corsi d’acqua che ne trasportano di più verso il mare. Oltre l’80% di quei rifiuti è plastica, e più di un terzo è costituito da articoli monouso: bottiglie, imballaggi alimentari, contenitori.
River Cleaning, una barriera intelligente contro l’inquinamento
Da questa estate, su uno dei rami terminali del Grande Fiume, c’è un impianto che prova a fermarli. È completo e operativo sul Po di Gnocca, a poche decine di metri dal Ponte di Barche di Santa Giulia (Provincia di Rovigo), il sistema River Cleaning: 25 metri di barriera intelligente e automatizzata, alimentati a energia solare, che intercettano i rifiuti galleggianti e li convogliano in una cella di raccolta, mentre telecamere e algoritmi di intelligenza artificiale contano e classificano in tempo reale ciò che passa.

Non è un prototipo da laboratorio. È il sito dimostrativo italiano del progetto europeo Horizon Europe INSPIRE (Innovative Solutions for Plastic-free European Rivers), che riunisce imprese e centri di ricerca di più Paesi, ed è stato potenziato grazie a un co-finanziamento della Regione Veneto, erogato tramite l’associazione Venice Lagoon Plastic Free.
Oltre la raccolta dei rifiuti
Ma la ricerca guarda già oltre l’intercettazione dei rifiuti. In occasione della conferenza del 15 settembre, Vanni Covolo, fondatore di River Cleaning, presenterà alcuni dei prossimi sviluppi della tecnologia, tra cui uno studio dedicato al contrasto del cuneo salino, fenomeno che negli ultimi anni sta incidendo sempre più sull’agricoltura e sull’equilibrio ambientale del Delta del Po.
Verso un ecosistema fluviale monitorato
Tra gli ambiti di approfondimento rientra anche il monitoraggio dei fenomeni algali, sia in superficie sia negli strati più profondi dell’acqua, e delle conseguenti condizioni di ipossia. L’obiettivo è ampliare progressivamente il ruolo della tecnologia River Cleaning: non soltanto fermare i rifiuti prima che raggiungano il mare, ma trasformare il fiume in un sistema capace di monitorare le proprie condizioni e raccogliere dati utili alla tutela dell’intero ecosistema fluviale. L’impianto è progettato e realizzato da Mold S.r.l., azienda veneta con sede a Cassola (Vicenza), che ha sviluppato la tecnologia River Cleaning.

Fonte: comunicato stampa


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