La terza edizione del Sustainability Day Acea, tenutasi a Roma e in streaming ha avuto come focus l’importanza di avere una transizione ecologica equa che possa contemplare, oltre agli aspetti ambientali, anche quelli economici e sociali. Per far ciò è fondamentale che al centro si mettano le persone, da un lato attrici della transizione e del cambiamento, dall’altro quali beneficiari degli effetti di tali misure.
Come ripensare i modelli di produzione per una transizione ecologica equa e sostenibile
Interrogarsi oggi su come impostare la transizione ecologica in corso che rimetta al centro la persona per puntare a risultati etici e sostenibili richiede un cambio anche di come immaginiamo gli scenari del prossimo futuro: istituzioni e mercati, imprese e società civile sono chiamati a ripensare i modelli di produzione per coniugare crescita economica e sviluppo sostenibile nel perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e del Green Deal UE.
Questo quanto emerso dai panel del Sustainability Day Acea 2021.
Interessanti feedback sono arrivati anche dagli utenti che hanno potuto dire la loro attraverso due survey online che hanno mostrato come nei fatti si reputino fondamentali sia un cambio di valori che i modi di produzione per poter realizzare una transizione ecologica, sociale oltre che economica.
Green e circular economy al centro della politica industriale di Acea
Le multiutility come #AceaGruppo possono svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’#economiacircolare. Ne è un esempio il progetto di integrazione industriale tra la centrale di Tor di Valle e il depuratore di Roma Sud.
Filippo Stefanelli all’#AceaSustainabilityDay 2021 pic.twitter.com/lRU7XxXmPe— Acea Gruppo (@AceaGruppo) November 26, 2021
Il report di Ambrosetti ha analizzato l’attività del Gruppo nel 2020. Grazie alle politiche di sostenibilità messe in campo, l’azienda si è posizionata al terzo posto del segmento MID CAP di Borsa Italiana nell’Indice di Eccellenza della Governance di The European House – Ambrosetti, che valuta cinque aree: tra queste è l’azienda numero uno nel sotto-segmento della governance della sostenibilità”.
Il percorso intrapreso dal Gruppo è un importante pilastro su cui costruire un Piano di transizione ecologica dell’Azienda che sarà alla base del prossimo piano industriale e che avrà come scopo il raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo previsti dalla Agenda 2030. Tra questi, la riduzione del 55% delle emissioni di gas serra costituisce una delle priorità. In tal senso, il Gruppo sta avviando nuovi tavoli di lavoro denominati “working group innosostenibili”, in collaborazione con partner accademici e tecnologici,al fine di attuare questo Piano di transizione ecologica con interventi e iniziative legate ai grandi macro-temi della sostenibilità: dalla decarbonizzazione alla mobilità sostenibile, dalla tutela delle risorse idriche all’economia circolare.
👉 Per approfondire #Gasiforming, cosa che farò dato il mio interesse per l’@economiacircola ♻️ vi è a disposizione questa pagina 💡 https://t.co/HlT1SGzlim#AceaSustainabilityDay @AceaGruppo
— Letizia Palmisano (@leti_palmisano) November 26, 2021
Politiche energetiche, settore idrico e trattamento dei rifiuti: gli asset della lotta al climate change
Nel settore idrico, la società, primo player nazionale per numero di abitanti serviti (9 milioni dislocati in 5 regioni), per investimenti (1,7 miliardi di Euro negli ultimi 5 anni) e per chilometri di rete di distribuzione (oltre 53 mila km, quattro volte la distanza andata e ritorno tra Roma e New York), è impegnata in una gestione sostenibile dell’acqua attraverso la tutela della risorsa idrica. Sul fronte del trattamento dei rifiuti, nel 2020, Acea ha lavorato circa 1,45 milioni di tonnellate di rifiuti, posizionandosi quale operatore di riferimento per l’Italia Centrale.
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