
Michele Rossi, Head of Innovation, Data Science & Hubgrade, Siram Veolia
Qualità dell’aria negli ambienti interni. Sapete perché è così importante, cosa va monitorato? Come si può intervenire? Per parlare di tutto ciò ma anche di come prevenire gli sprechi idrici ed energetici nelle strutture, ne abbiamo parlato con Michele Rossi, Head of Innovation, Data Science & Hubgrade, Siram Veolia.
Indoor air quality: perché è così importante parlare di qualità dell’aria negli ambienti interni?
Come emerge da diversi studi scientifici, la qualità dell’aria negli edifici è, in media, dalle tre alle cinque volte peggiore rispetto a quella esterna e ciò significa che gli ambienti interni risultano più inquinati. La situazione migliora negli immobili nei quali sono stati installati sistemi di ventilazione forzata anche se, pure in questi luoghi, potrebbe essere registrata una maggior presenza di inquinanti rispetto all’esterno. Considerato che trascorriamo nei luoghi chiusi gran parte della giornata questo non è sicuramente un problema secondario.
Da dove deriva l’inquinamento indoor?

Per determinare la qualità interna degli edifici sono necessarie attività di monitoraggio e analisi preliminari e successive per un costante controllo dei parametri © Médiathèque VEOLIA – Christophe Daguet
Una prima fonte siamo noi: respirando emettiamo CO2. Tuttavia anche gli arredi e gli oggetti presenti nelle stanze rilasciano sostanze nell’aria, altre poi possono provenire da fuori e, infine, virus e batteri possono proliferare tra le mura di ogni edificio. Prendere consapevolezza di tutto ciò è fondamentale per sensibilizzare le persone a monitorare la qualità dell’aria ed intervenire laddove serva. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea l’importanza di un’aria sana e pulita e, a tal scopo, si possono adottare, a seconda dei casi, sistemi di trattamento dell’aria o comportamenti adeguati. Innanzitutto, va preliminarmente effettuato un monitoraggio per conoscere le condizioni di partenza. È proprio con le attività di verifica e diagnosi, che iniziamo il percorso relativo ai servizi di indoor air quality con i nostri clienti. Il nostro team di esperti identifica gli inquinanti attraverso l’utilizzo di tecnologie certificate – sonde, sensori, tecnologie e soluzioni innovative – svolgendo tutte le attività utili ad analizzare la situazione iniziale e necessarie per definire la strategia migliore per garantire una corretta qualità dell’aria interna degli edifici procedendo con la gestione degli impianti attraverso un controllo continuo tramite il centro di monitoraggio Hubgrade, o nel caso in cui i parametri monitorati non siano conformi alla Normativa di riferimento, verrà proposta, in aggiunta, la fornitura e l’installazione di sistemi di trattamento dell’aria.
In un monitoraggio, quali dati/ sostanze è importante controllare? Perché?
Innanzitutto si vanno a monitorare gli inquinanti fisici come il Particulate Matter (particolato) – nelle dimensioni di 10 micrometri e 1 micrometri – ovvero i PM10 e PM1, dei quali si sente spesso parlare anche in TV, in relazione ai livelli di inquinamento atmosferico.
Vanno poi tenuti sotto controllo gli inquinanti biologici come le cariche batteriche, nonché gli inquinanti chimici come la CO2 presente nell’atmosfera. Questi sono i parametri standard che indicano se l’ambiente è pulito o meno.
Esistono poi altri inquinanti specifici di certe aree, come ad esempio il radon, che va monitorato nei piani terra in alcune regioni.
Per l’lAQ è fondamentale monitorare anche i diversi VOC (composti organici volatili) come, ad esempio, la formaldeide e il benzene. Quest’ultimo proviene principalmente dall’esterno o da vernici, pitture e colle mentre la formaldeide può essere presente negli arredi e nei disinfettanti.
Esistono infine altri inquinanti che possono essere riscontrati negli ambienti interni di industrie particolari.
A seconda delle sostanze monitorate, esistono diversi sistemi di rilevazione: PM1, PM10 o la CO2, ad esempio, sono monitorabili in continuum attraverso i sensori che vengono appositamente installati negli edifici. Per le cariche batteriche, invece, è necessario effettuare campionamenti periodici i cui risultati vengono poi analizzati con strumentazioni specifiche, consentendo di capire se è in corso una determinata proliferazione in un determinato ambiente.
Una volta che si ha il quadro della qualità dell’aria di un luogo – ad esempio di un ufficio o di un’aula universitaria – che tipo di soluzioni sono adottabili?
Innanzitutto dipende da quali sostanze superano i normali livelli di sicurezza: ad esempio, nel caso della formaldeide derivante da elementi di arredo, bisognerà intervenire sostituendo il materiale responsabile perché la purificazione, da sola, mitigherebbe la problematica non riuscendo a rimuovere la fonte dell’inquinante. Per tutti gli altri casi si parte dal verificare la presenza di un impianto di aerazione e, in caso positivo, il suo funzionamento. Di solito negli uffici e nelle università, abbiamo due opzioni: se è presente il sistema di ventilazione forzata – ovverosia l’unità di trattamento aria – si può intervenire migliorando il suo funzionamento e quindi, ad esempio, aumentando i volumi di ricambio d’aria per unità di tempo. In altri casi si può intervenire sui filtri, sostituendoli con tipologie più efficienti come quelli assoluti che non consentono a nessuna particella di introdursi dall’esterno. Ove, invece, non esistessero impianti di trattamento aria sarà possibile installare sistemi autonomi, stand alone, che si attaccano alla corrente e che posseggono filtri che fanno passare l’aria al loro interno come i filtri assoluti e/o a carboni attivi che trattengono sostanze inquinanti come VOC e particolato e permettono di migliorare la qualità dell’aria.
Dopo aver individuato i sistemi di purificazione da utilizzare è necessario verificare dove essi vadano posizionati. Inoltre l’altro elemento fondamentale è che ogni tipologia di impianto necessita di una corretta manutenzione che si sostanzia anche nella regolare pulizia e nel monitoraggio del rendimento del filtro e la sua eventuale sostituzione laddove sia saturo.
In base alla Sua esperienza, quale altra risorsa, oltre all’aria, deve essere monitorata in un edificio e perché?
Per edifici come Scuole o Università, strutture che ospitano uffici o industrie è importante monitorare più vettori, energetici e non, in maniera integrata, come l’energia termica ed elettrica, il rendimento di eventuali impianti di energia rinnovabile, i consumi di acqua e la qualità dell’aria.
Tutto ciò consente di ottimizzare ed efficientare le risorse utilizzate, individuare eventuali perdite, ridurre gli sprechi e capire come aumentare l’efficienza degli impianti, per un risparmio in termini energetici non indifferente, anche perché, spesso, queste strutture hanno i livelli di consumo pari a quelle di un piccolo quartiere.
Ecco perché è importante avere una visione d’insieme per ottimizzare le risorse: gestendo un solo edificio e un solo vettore si rischia di vedere il problema solo da un unico punto di vista, non permettendo un’ottimizzazione dei consumi e delle risorse d’insieme.
Per quanto concerne il monitoraggio idrico, ad esempio, oltre a risparmiare acqua, ciò comporta anche un risparmio energetico perché se vi è una perdita, per garantire il flusso necessario, la pompa deve consumare più energia. Individuando dove monitorare a campionamento ed intervenendo rapidamente si tagliano quindi i consumi. Tutto ciò comporta anche un risparmio dal punto di vista economico perché gli sprechi rappresentano un costo.
Grazie ad una visione olistica del sistema edificio-impianto e dell’ecosistema circostante è possibile garantire un’ottimizzazione delle risorse disponibili e ridurre gli sprechi. Questo non sarebbe possibile se si rimane in un’ottica di silos, dove i diversi sistemi, energetici e non, rimangono indipendenti.

Tecnico Siram Veolia effettua manutenzione su sonde IAQ. La manutenzione e il controllo di tutti i sistemi utilizzati per il monitoraggio della IAQ sono essenziali.
In collaborazione con Siram Veolia



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