L’Europa si appresta a fare un altro significativo balzo in avanti nel campo della sostenibilità ambientale, con l’introduzione di un nuovo Regolamento Imballaggi che andrà a sostituire la Direttiva 94/62/EC sul packaging, risalente a oltre tre decenni fa. L’accordo raggiunto all’inizio di marzo 2024 si presenta come una risposta concreta (per quanto sarebbe potuta essere più ambiziosa) alla crescente produzione di rifiuti da imballaggio, un problema che vede ogni cittadino europeo produrre quasi 190 kg di detriti all’anno.
Regolamento imballaggi: ecco cosa dice la versione definitiva su riuso e riciclo
Secondo Assobioplastiche poi: “Testo riconosce pienamente il ruolo delle bioplastiche compostabili”
Innovazione e Sostenibilità
Il nuovo regolamento si concentra su misure che coprono l’intero ciclo di vita degli imballaggi, con un occhio di riguardo verso quelli in plastica bio-based. Questo nuovo testo legislativo mira a rendere gli imballaggi “più sicuri e sostenibili” nel mercato unico europeo. Esso richiede che tutti gli imballaggi siano riciclabili, minimizza la presenza di sostanze nocive come le PFAS, riduce gli imballaggi non necessari, incrementa l’uso di contenuto riciclato e migliora la raccolta e il riciclaggio.
Gli imballaggi in plastica compostabile e quelli con meno del 5% di plastica sono esentati da questi obiettivi, ma la Commissione è invitata a valutare lo sviluppo tecnologico degli imballaggi bio-based entro tre anni dall’entrata in vigore della normativa per stabilire i futuri requisiti di sostenibilità.
Perché il nuovo regolamento imballaggi è un riconoscimento del ruolo delle plastiche bio-based
“La versione del Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio approvata dai rappresentanti dei 27 Stati membri a livello di Coreper – un deciso passo avanti del quale siamo molto soddisfatti. Il testo infatti prevede a livello europeo l’obbligo di utilizzare alcune applicazioni compostabili e altre possono essere inoltre previste in autonomia dagli Stati membri. Infine le bioplastiche compostabili possono essere esentate dai divieti che colpiscono il packaging monouso in plastica, ad es. quello per ortofrutta e per il settore HORECA”.
Questa la dichiarazione di Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche, a seguito della conferma da parte dei rappresentanti permanenti degli Stati membri della Ue dell’accordo di compromesso raggiunto nel negoziato inter-istituzionale
Il nuovo testo conferma anche l’esenzione del contenuto minimo di riciclato per le bioplastiche compostabili e la possibilità di un loro riciclo non solo organico, ma anche meccanico.
“Grazie alla nuova normativa – conclude Bianconi – le applicazioni compostabili come shopper, sacchetti ortofrutta, capsule per bevande, piatti, bicchieri, vassoi, retine, potranno dispiegare tutte le loro potenzialità. Contribuiranno così ad aumentare la quantità e la qualità dell’umido domestico in tutta Europa, la cui raccolta proprio quest’anno è divenuta obbligatoria in tutta l’UE”.
Regolamento imballaggi: obiettivi di riduzione e divieti
Oltre al punto specifico relativo alle bioplatiche, è bene rivedere i punti della normativa europea. La relatrice Frédérique Ries (Renew, BE) ha affermato che “Per la prima volta in una legge ambientale, l’Ue sta fissando obiettivi per ridurre il consumo di imballaggi, indipendentemente dal materiale utilizzato.” L’accordo prevede una riduzione del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040. C’è anche la proibizione di imballaggi in plastica monouso per determinati prodotti entro il 2030, come le pellicole termoretraibili per valigie negli aeroporti e gli imballaggi miniatura per prodotti da toeletta negli alberghi.
Particolare attenzione è stata data alla salute dei consumatori con il divieto delle “sostanze chimiche eterne” negli imballaggi a contatto con gli alimenti. Tale misura prevede che le sostanze in questione che saranno bandite dal 1 gennaio 2030.
Promozione del riutilizzo e del refill (alla spina)
Il nuovo regolamento promuove attivamente il riutilizzo e la ricarica di imballaggi per i consumatori. Si punta a raggiungere un 10% di imballaggi riutilizzabili per bevande alcoliche e analcoliche (ad eccezione di latte, vino, vino aromatizzato e liquori) entro il 2030, con la possibilità di una deroga di cinque anni per alcuni Stati membri. Inoltre, i servizi di ristorazione dovranno offrire contenitori riportabili e un certo percentuale di prodotti in un formato riutilizzabile.

Obiettivi di raccolta e di riciclabilità
Il regolamento stabilisce che tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili, definendo obiettivi minimi di contenuto riciclato e di riciclaggio basati sul peso dei rifiuti di imballaggio generati. Si mira ad una raccolta separata del 90% dei contenitori per bevande monouso in plastica e metallo entro il 2029 attraverso sistemi di deposito-restituzione.
A conclusione della fase dei triloghi, il testo passa ora all’approvazione finale prima da parte della plenaria del Parlamento e successivamente del Consiglio dell’Unione europea.


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