La gestione e la conservazione della salute del suolo non sono mai state così cruciali. Il nuovo studio di Salva il Suolo mette in luce come le attuali pratiche agricole stiano compromettendo questa risorsa vitale, e come le pratiche di agricoltura rigenerativa potrebbero non solo preservare, ma migliorare la capacità del suolo di agire come un importante serbatoio di carbonio. Questo cambio di paradigma potrebbe rappresentare una svolta decisiva per il nostro futuro ambientale.
I terreni europei sono un’enorme riserva di carbonio, secondo le stime ne contengono circa 75 miliardi di tonnellate solo nello strato superiore del suolo – equivalenti a 275 miliardi di tonnellate di CO2. Dato che le emissioni annuali di CO2 dell’UE sono di poco superiori a 4 miliardi di tonnellate, il rilascio nell’atmosfera anche di una minima parte del carbonio presente nel suolo avrebbe un effetto significativo sugli sforzi per combattere il cambiamento climatico.

La situazione in Europa
Il nuovo rapporto di Salva il Suolo sottolinea che lo stato di deterioramento del suolo è il risultato delle pratiche agricole convenzionali, diffuse in tutta Europa. Queste pratiche si basano su alti livelli di input sintetici come i fertilizzanti minerali, sulla meccanizzazione pesante e sull’adozione di monocolture e pascoli. L’implementazione di pratiche rigenerative (come le colture di copertura, la rotazione delle colture, la riduzione della lavorazione del terreno, e il privilegiare un’agricoltura e una copertura arborea) migliorerebbe la materia organica del suolo, un fattore decisivo per il potenziale di sequestro del carbonio dei suoli.
Il rapporto sottolinea anche il duplice impatto delle pratiche rigenerative: ridurre direttamente le emissioni dei terreni non lavorati fino al 51% e ridurre indirettamente le emissioni legate ai fertilizzanti fino all’80% entro il 2050, senza sacrificare la produttività delle colture.
Perché non assistiamo a una diffusa adozione dell’agricoltura rigenerativa
I piccoli agricoltori contribuiscono alla produzione del 30-34% del cibo mondiale, ma hanno accesso solo allo 0,8% dei finanziamenti totali per il clima, secondo l’Iniziativa per le politiche climatiche (dati disponibili più recenti, 2019/20). Sia gli esperti che gli agricoltori sottolineano che è urgente affrontare questa disparità, poiché spesso gli agricoltori non possono adottare pratiche rigenerative se non ricevono un sostegno finanziario.

Le raccomandazioni delle ONG in vista della COP29
In vista della COP29 che si sta tenendo a Baku, 36 ONG, tra cui Salva il Suolo, 4per1000 e SEKEM, hanno approvato un documento di raccomandazioni politiche che chiede all’UNFCCC di facilitare l’accesso ai finanziamenti per il clima da parte degli agricoltori per il ripristino dei suoli. Le proposte principali includono:
Rendere accessibili i finanziamenti per il clima agli agricoltori affinché adottino pratiche agroecologiche rigenerative.
Aumentare i finanziamenti per il clima a favore degli agricoltori per creare serbatoi di carbonio nei terreni agricoli.
Sviluppare infrastrutture e politiche di supporto per una gestione sostenibile del territorio.
Mobilitare gli investimenti privati nella rigenerazione del suolo.
Inserire il ripristino del suolo nelle strategie di finanziamento globale per il clima.
Fonte: comunicato stampa


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