Sicurezza sismica e innovazione: la sfida della progettazione antisismica al centro di BCAD 2025

cantieri edili

Dal 19 al 21 settembre 2025, Roma ha ospitato uno degli appuntamenti più rilevanti per il mondo delle costruzioni, dell’architettura e del design: Edilsocialnetwork B-CAD, la fiera di settore che si terrà presso l’iconico Convention Center “La Nuvola”. Tra i focus principali dell’edizione di quest’anno, spicca un tema quanto mai attuale e cruciale per il nostro Paese: la progettazione antisismica.

In un’Italia attraversata da faglie e scosse ricorrenti, la sicurezza sismica non può più essere considerata una misura straordinaria, da attivare solo in risposta a emergenze. È, come sottolinea l’ingegner Massimo Cerri, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, “un’urgenza nazionale”.

“Gran parte del nostro patrimonio edilizio – spiega – è stato costruito in epoche in cui la normativa antisismica non era ancora vigente. Continuare a rimandare interventi strutturali di messa in sicurezza significa esporsi, come collettività, a rischi inaccettabili.”

Prevenzione strutturale, non solo emergenza

La progettazione antisismica assume oggi una valenza multidimensionale: è prevenzione, tutela del patrimonio, investimento nella sicurezza pubblica. ISI (Ingegneria Sismica Italiana), che sarà presente tra i protagonisti della fiera, promuove da anni una visione moderna e proattiva: la sicurezza sismica come valore aggiunto, non come onere.

“L’ingegneria sismica moderna – spiega Cerri – non è solo una risposta tecnica a un rischio, ma un atto di responsabilità civile. La sicurezza deve entrare a pieno titolo tra i criteri fondamentali del progetto, alla pari della funzionalità, della sostenibilità ambientale e del valore estetico.”

Italia: consapevole, ma ancora impreparata

Gli eventi sismici recenti, come lo sciame che ha interessato l’area dei Campi Flegrei, hanno riacceso l’attenzione pubblica, ma il sistema-Paese continua a mostrare fragilità strutturali e organizzative. Secondo Cerri, la normativa è migliorata, ma manca una strategia nazionale organica e attuabile:

“Serve un coordinamento istituzionale efficace e stabile. Senza una governance chiara e snella, la prevenzione rimane una dichiarazione d’intenti.”

Le sfide: tecnica e burocrazia

Progettare l’adeguamento o il miglioramento sismico di un edificio esistente comporta sfide complesse. Vincoli architettonici, documentazione assente o incompleta, limiti costruttivi e una burocrazia frammentata rendono ogni intervento un percorso a ostacoli.

“Gli edifici storici, spesso realizzati con murature prive di resistenza a trazione, richiedono soluzioni ingegneristiche ‘su misura’ – ricorda Cerri –. Eppure, il sistema attuale prevede iter autorizzativi lenti e spesso ridondanti. È fondamentale introdurre sportelli unici, digitalizzazione e protocolli più semplici.”

Miglioramento o adeguamento?

Due sono le strategie principali per l’intervento: adeguamento (rispetto pieno della normativa vigente) e miglioramento (incremento progressivo della capacità sismica). La scelta dipende da diversi fattori: tipo di edificio, funzione, grado di vulnerabilità, limiti economici.

“Il miglioramento sismico è spesso la scelta più sostenibile per edifici residenziali o storici – spiega il Presidente – mentre l’adeguamento è indispensabile per le strutture strategiche, come scuole e ospedali, dove la sicurezza deve essere assoluta.”

Incentivi e strumenti: tra bonus e PNRR

Non mancano gli strumenti normativi per favorire la messa in sicurezza degli edifici, ma spesso sono poco efficaci. Il Superbonus, seppur utile, ha mostrato i suoi limiti. Resta in vigore il Sismabonus, ma con aliquote ridotte al 50% (o 36% per abitazioni non principali).

“Serve un piano pluriennale, svincolato dalle logiche politiche. Il PNRR rappresenta un’opportunità, ma nei piccoli Comuni mancano le competenze per gestire procedure complesse. Senza semplificazioni reali, anche i fondi rischiano di restare inutilizzati.”

Progettazione del nuovo: oltre la normativa

Progettare edifici nuovi significa oggi puntare non solo alla conformità, ma alla resilienza reale: edifici capaci non solo di non crollare, ma di continuare a essere utilizzabili dopo un sisma.

“Dobbiamo superare la logica del minimo richiesto e progettare per la prestazione – sottolinea Cerri –. La scelta di materiali innovativi e tecniche come l’isolamento alla base, l’uso di dissipatori di energia o sistemi leggeri può fare la differenza.”

Anche l’organizzazione spaziale conta: simmetria, semplicità strutturale, percorsi chiari per le forze sismiche, coordinamento con gli impianti.

L’importanza della qualità in cantiere

Un progetto eccellente può essere compromesso da una realizzazione mediocre. È dunque essenziale investire anche nella formazione e nella qualità esecutiva.

“Un buon cantiere è parte integrante della sicurezza sismica. La qualità non è mai un accessorio.”

Buone pratiche e cultura della prevenzione

L’Italia non è priva di buoni esempi: scuole e ospedali antisismici dotati di isolamento alla base hanno dimostrato la loro efficacia, anche in occasione di scosse importanti. A livello internazionale, il Giappone resta il modello per eccellenza, con edifici progettati per essere pienamente funzionali anche dopo un sisma.

“Il nostro obiettivo non deve essere solo salvare vite, ma garantire continuità. La resilienza deve diventare un principio guida.”

Ma tutto questo richiede un cambio culturale profondo. La prevenzione deve diventare un valore diffuso, che coinvolge progettisti, committenza, pubblica amministrazione e cittadini.

“L’ingegnere ha oggi un ruolo chiave – afferma Cerri – non solo come tecnico, ma come divulgatore. Deve spiegare, coinvolgere, partecipare. La sicurezza è un diritto di cittadinanza e deve essere compresa da tutti.”

L’impegno dell’Ordine degli Ingegneri

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma è in prima linea nella promozione della formazione continua e nella diffusione della cultura tecnica.

“Promuoviamo costantemente corsi, seminari, tavoli di confronto. Ma andiamo anche nelle piazze, tra i cittadini. L’obiettivo è far capire che la buona ingegneria salva vite e migliora la qualità della vita.”

Verso BCAD 2025: l’innovazione al servizio della sicurezza

Tecnologie emergenti come l’isolamento sismico avanzato, l’uso dell’intelligenza artificiale, i digital twin, i sistemi BIM, stanno già rivoluzionando la progettazione strutturale. Monitoraggio predittivo, simulazioni dinamiche e materiali ad alte prestazioni sono oggi realtà.

“BCAD 2025 sarà l’occasione per mostrare che bellezza e sicurezza possono – e devono – convivere. Parlare di design e innovazione senza parlare di antisismica oggi è anacronistico.”

In un mondo che guarda alla sostenibilità e alla resilienza, l’ingegneria antisismica non è più solo una competenza tecnica, ma una delle leve fondamentali del progetto di futuro. E la fiera di Roma sarà il palcoscenico ideale per ribadire che la sicurezza strutturale è il primo mattone su cui costruire l’Italia che verrà.

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