Vecchio telefono nel cassetto? È tempo di… buttarli senza sprecarli

person holding black android smartphone

Il decluttering è l’arte di liberarsi delle cose che non servono, eliminando tutto ciò che è superfluo nella propria vita e raggiungendo un livello di ordine e semplicità. Questa filosofia di vita si applica anche alla tecnologia, un settore in cui il consumismo spesso supera la necessità reale.

Secondo una ricerca di CertiDeal, più della metà degli italiani (58%) conserva il proprio vecchio smartphone invece di venderlo o riciclarlo. Questo comportamento ha portato ad un accumulo di cinque miliardi di cellulari in disuso solo nel 2022, generando un’enorme quantità di rifiuti elettro-strumentali (RAEE) che rappresenta un grave problema per l’ambiente.

Per combattere l’eccesso di tecnologia e ridurre il volume di RAEE, è necessario adottare uno stile di vita più sostenibile, in cui il decluttering diventa un’abitudine quotidiana. L’obiettivo è eliminare tutti i dispositivi non utilizzati e dare una seconda vita a quelli ancora funzionanti.

Il primo passo è aprire il cassetto e valutare il numero di dispositivi in nostro possesso, chiedendosi quanti di questi sono veramente utilizzati. Una volta identificati i dispositivi che funzionano, si possono valutare le opzioni per dar loro una seconda vita. Ad esempio, potrebbero essere utili ad altre persone in famiglia, smembrati per pezzi di ricambio, o rivenduti a un’azienda specializzata nella rigenerazione di dispositivi.

Per quanto riguarda i dispositivi che non funzionano, invece, è fondamentale seguire le corrette procedure di riciclo. È importante evitare di gettare i vecchi telefoni nella spazzatura, poiché possono contenere metalli e componenti chimici pericolosi per l’ambiente. Invece, esistono aziende specializzate nella gestione dei RAEE che offrono servizi di smaltimento ecologico e recupero di materiali.

Il decluttering è un’abitudine che richiede costanza e determinazione, ma può avere un impatto positivo sulla nostra vita e sull’ambiente. Liberarsi dei dispositivi non utilizzati e dare nuova vita a quelli ancora funzionanti è un passo importante verso uno stile di vita più sostenibile e consapevole.

Ecco, dunque, qualche consiglio per adottare uno stile di vita (anche verso la tecnologia) più sostenibile all’insegna di un decluttering anti-waste:

  1. Aprire il cassetto!

Cominciare a valutare il numero di dispositivi in nostro possesso è un buon punto di partenza. I device “dimenticati” possono diventare fonte di inquinamento ambientale e di spreco di risorse preziose come i metalli rari. Per prima cosa è importante chiedersi: quanti device servono e vengono utilizzati realmente? Quanti altri stanno prendendo polvere?

Valutando, quindi, il numero di smartphone e dispositivi in nostro possesso è possibile compiere il primo passo. Per procedere allo step 2 è importante dividere i funzionanti dai non.

  1. Valutare cosa “funziona”

Tra i dispositivi in nostro possesso che però non utilizziamo, ce ne saranno sicuramente alcuni che funzionano e altri che ahimè ci hanno abbandonato. Se alcuni funzionano, perchè non pensare di riciclarli? Potrebbero servire a qualcuno altro in famiglia? Posso essere smembrati e proposti ad un rivenditore?

Ci sono tante valutazioni che si possono fare per non abbandonare un dispositivo al suo destino!

  1. Dispositivi morti – guida al riciclo 

Tra le tante cose sciagurate che, spesso in modo inconsapevole, facciamo c’è la brutta abitudine di liberarci dei vecchi smartphone, nel modo peggiore: gettandoli semplicemente nel sacco dell’immondizia. Infatti, nonostante il 96% degli intervistati abbia dichiarato di essere a conoscenza della pericolosità nello smaltimento del proprio cellulare e della necessità di trattarlo come un rifiuto speciale, solo l’1% ha dichiarato di averlo “eliminato” gettandolo negli appositi contenitori.  Per evitare veri e propri disastri ambientali, è necessario portare i dispositivi in un centro di raccolta RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) o in un’isola ecologica comunale attrezzata per lo smaltimento dei RAEE. In alternativa (per i più pigri), possono addirittura essere consegnati in un negozio di elettronica, che sono obbligati a ritirare i vecchi apparecchi.

  1. Occhio ai nuovi acquisti 

Che la durata del ciclo di vita di un prodotto sia programmata, non è più un segreto, infatti, questi device sono destinati a durare per circa 5-7 anni. Per sfidare questa tecnica industriale è però possibile sfruttare alternative green per limitare l’inquinamento tecnologico e ridare nuova vita ai dispositivi.  Un’opportunità è rappresentata dal mercato dei Ricondizionati, che ad oggi non è più una scelta di nicchia, ma rappresenta una vera garanzia di performance e qualità pari al nuovo ad un prezzo più vantaggioso. Un approccio green con un’ottica in economia circolare dell’hi-tech.

Oggi, quindi, è possibile agire concretamente per salvaguardare il pianeta partendo proprio dal cassetto di casa.

Fonte: comunicato stampa Certideal

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