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Classe Energetica Edifici e Incentivi

written by Alessandro 21 giugno 2017
classe energetica edifici

La crescente esigenza di risparmio e di riduzione dell’impatto ambientale ha posto l’attenzione sul tema della bioedilizia e soprattutto dell’efficientamento energetico degli edifici. Fra le misure volte alla tutela dell’ambiente rientra la certificazione energetica degli edifici. La classe energetica può essere di tipo A+, A, B, C, D, E, F o G, dove la classe A+ ricomprende le abitazioni più efficienti sotto il profilo del risparmio energetico e la G le meno efficienti. Le classi energetiche sono ordinate in base al consumo di energia, cioè alla quantità di combustibile necessario per riscaldare 1 mq di superficie: a titolo di esempio si prenda una casa in classe A e una casa in classe G: la prima consuma circa 30 Kwh l’anno, la seconda oltre 150 kWh.

Gli edifici con classe energetica ottimale sotto il profilo del risparmio, si caratterizzano per lo sfruttamento di energia da fonti rinnovabili (con installazione di un impianto fotovoltaico ad esempio), per la presenza di un impianto di riscaldamento sostenibile (caldaia a condensazione abbinata magari ai pannelli solari, o impianto a pavimento) e per l’adeguato isolamento termico.

É importante quindi in sede di acquisto o locazione di un immobile, conoscere la qualità delle prestazioni energetiche, e preferire gli edifici in classe A+ i cui consumi sono quasi azzerati, oltre ad avere un impatto sull’ambiente inferiore. Sono molte le caratteristiche di questo tipo di edifici che incidono sulla riduzione dei costi. Tutti questi aspetti, insieme ai dettagli sull’Ecobonus previsto dall’Agenzia delle Entrate, vengono approfonditi nella guida sugli appartamenti classe energetica A+ di Facile.it, un utile strumento di informazione sul tema messo a disposizione dal noto comparatore di tariffe online.

Gli incentivi per risparmio energetico sono agevolazioni fiscali concesse dallo Stato per interventi di riqualificazione energetica. L’ultima Legge di Stabilità ha prorogato le detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici (c.d. Ecobonus) fino al 31 dicembre 2017. Nella specifico per le opere di efficientamento che riguardano parti comuni degli condomini, o che interessano tutte le unità immobiliari di cui il condominio si compone, l’agevolazione rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2021 e potrà arrivare anche al 75% del totale delle spese.

In virtù dell’Ecobonus gli edifici che a motivo degli interventi hanno raggiunto una classe energetica ottimale, possono detrarre spese pari a 40mila euro per ogni unità immobiliare, ma solo presentando in sede di detrazione la certificazione energetica.

Ecco alcuni fra le opere incentivate:

  • integrale riqualificazione dell’edificio (detrazione ammessa fino a 100mila euro, cioè il 65% di circa 154mila euro);
  • installazione di impianto fotovoltaico (detrazione ammessa fino a 60mila euro);
  • sostituzione della caldaia con un modello a condensazione (detrazione ammessa fino a 60mila euro);
  • coibentazione di soffitti, pareti e sostituzione di finestre e serramenti con elementi che migliorano l’isolamento termico.

In alcuni casi come in sede di compravendita, donazione e affitto è obbligatorio munirsi della certificazione energetica APE, quel documento rilasciato da un tecnico abilitato certificatore energetico che descrive le caratteristiche energetiche delle abitazioni. Come spiegato nella guida fornita da Certificato-Energetico.it, principale portale dedicato al tema, la certificazione energetica APE, oltre a rappresentare uno strumento per valutare la convenienza economica del possesso dell’immobile in termini energetici, permette di fare richiesta di incentivi per risparmio energetico. Obbligatorio al momento dell’acquisto o della locazione di un immobile, può risultare utile nel futuro con l’aumento del valore delle abitazioni con bassi consumi energetici in caso di vendita o affitto. L’attestato di prestazione energetica non va però confuso con l’AQE, ossia l’attestato di qualificazione energetica. Quest’ultimo può essere redatto da chi dirige i lavori o comunque un tecnico che si è occupato dei lavori e non vi è specificata la classe energetica dell’edificio.

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