Come migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici (e non solo). I fondi 2025

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Tra pochi giorni ci sarà una importante scadenza per chi vuole investire in efficienza energetica nel Lazio. Di cosa si tratta e come accedervi? Per dare risposte a queste domande abbiamo intervistato Vincenzo Russi, un architetto specializzato in bioarchitettura ed edilizia sostenibile e Ambassador di B-CAD 2025, la più importante Fiera Internazionale di Edilizia, Architettura e Design.

In che cosa consiste questa misura? Concretamente cosa si può incentivare e quali sono le scadenze? Chi può sfruttarla?

La misura prevista dalla Regione Lazio nell’ambito del programma “FESR Lazio 2021-2027 – Obiettivo di Policy 2” consiste in uno stanziamento di 60 milioni di euro destinato a migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici. L’obiettivo è ridurre le emissioni di gas serra e promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo.

Il finanziamento è suddiviso in due principali tipologie di interventi:

  • Riqualificazione energetica degli edifici pubblici esistenti, attraverso miglioramenti dell’isolamento termico, sostituzione di impianti obsoleti con soluzioni più efficienti e interventi su illuminazione e sistemi di climatizzazione.
  • Installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo, come impianti fotovoltaici, solare termico, pompe di calore e sistemi di accumulo energetico.

Per accedere ai fondi, i progetti devono includere una diagnosi energetica e garantire una riduzione minima del 30% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli precedenti.

Le domande di partecipazione devono essere presentate entro il 24 febbraio 2025. È fondamentale rispettare questa scadenza per poter accedere ai fondi disponibili.

La misura è rivolta ai Comuni della Regione Lazio con più di 20.000 abitanti (esclusa Roma Capitale, che beneficia di altre risorse specifiche) e Enti pubblici proprietari o gestori di edifici pubblici che intendano migliorare l’efficienza energetica del proprio patrimonio edilizio.

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Se si volesse accedere e rispettare la scadenza cogente, cosa si dovrebbe fare per non perdere questa opportunità?

Per accedere al finanziamento, bisogna prima di tutto effettuare una diagnosi energetica per identificare gli interventi necessari e quantificare il potenziale risparmio energetico. Successivamente elaborare un progetto dettagliato che dimostri il raggiungimento di almeno il 30% di riduzione delle emissioni e infine presentare la domanda entro la scadenza del 24 febbraio 2025, seguendo le linee guida fornite dalla Regione Lazio.

Cosa è una diagnosi energetica?

Una diagnosi energetica è un’analisi approfondita dei consumi energetici di un edificio, impianto o processo produttivo. L’obiettivo principale di questa valutazione è identificare le inefficienze energetiche, ovvero le aree in cui si possono ridurre i consumi e migliorare le performance energetiche.

A cosa serve?

La diagnosi aiuta a individuare quali sono i principali fattori che causano sprechi di energia, come impianti obsoleti, scarsa coibentazione o sistemi poco efficienti. Una volta identificate le inefficienze, la diagnosi fornisce una serie di interventi e soluzioni per ottimizzare i consumi, come la sostituzione di impianti, l’adozione di tecnologie rinnovabili, o miglioramenti nell’isolamento termico, inoltre consente di abbattere i costi energetici attraverso soluzioni più efficienti, riducendo al contempo le emissioni di gas serra, contribuendo così a un impatto ambientale minore. In molti casi, la diagnosi energetica è richiesta proprio per accedere a incentivi o finanziamenti pubblici, come quelli previsti dalla Regione Lazio per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici. La diagnosi energetica è un passo fondamentale per sapere dove intervenire ed attuare interventi di riqualificazione energetica e raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale e risparmio energetico.

È possibile ipotizzare che questa misura possa essere utile per poter mettere in campo un approccio progettuale innovativo, che integri nuove tecnologie e valorizzi il patrimonio culturale e naturale e l’identità dei territori?

L’adozione della diagnosi energetica come misura strategica, sostenuta dai finanziamenti disponibili, consente di sviluppare un approccio progettuale innovativo attraverso l’uso di materiali ecocompatibili, il design bioclimatico e l’integrazione con il contesto urbano, è possibile individuare soluzioni che riducono il consumo energetico, migliorano il comfort abitativo e minimizzano l’impatto ambientale degli edifici.

Il supporto finanziario favorisce l’accessibilità a queste tecnologie e metodologie, incentivando l’impiego di materiali a basso impatto e soluzioni energeticamente efficienti. Ciò permette di garantire edifici più performanti dal punto di vista economico ed energetico, bilanciando innovazione e sostenibilità. In questo modo, si promuove uno sviluppo che tutela l’identità culturale e naturale senza rinunciare al progresso tecnologico e al risparmio delle risorse.

Esistono fondi simili in altre regioni o altri fondi nazionali sfruttabili? 

Sì, il Programma Regionale FESR rientra in una strategia più ampia di finanziamenti europei e nazionali dedicati alla transizione ecologica e alla sostenibilità. Oltre a questo, esistono diverse misure di sostegno per la bioarchitettura e l’efficienza energetica.

Tra queste, i fondi per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) incentivano la produzione e la condivisione di energia rinnovabile, offrendo contributi a fondo perduto per l’installazione di impianti fotovoltaici, soprattutto nelle PMI situate in piccoli comuni.

Inoltre, gli incentivi per l’efficienza energetica nelle PMI previsti dal PNRR sostengono le imprese nell’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale, finanziando fino al 40% degli investimenti in impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e diagnosi energetiche.

Un’altra misura rilevante è il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica, gestito da Invitalia, che offre agevolazioni fino al 55% per interventi di efficienza energetica su edifici e impianti produttivi, e fino al 75% per progetti specifici legati alla conservazione della biodiversità e alla sostenibilità ambientale.

La bioarchitettura oggi rimane una eccezione o i principi e le tecniche stanno diventando di uso comune?

La bioarchitettura sta guadagnando sempre più spazio grazie alla crescente consapevolezza ambientale e ai finanziamenti pubblici. Tuttavia, è ancora necessario superare ostacoli economici e culturali per una diffusione su larga scala, ma soprattutto burocratica che letteralmente ostacola le nuove idee, le nuove tecnologie.

Negli ultimi anni, però, la bioarchitettura è diventata una presenza costante negli eventi di architettura e nel settore delle costruzioni, poiché sempre più professionisti e aziende riconoscono i vantaggi in termini di efficienza energetica, benessere abitativo e riduzione dell’impatto ambientale. Inoltre, l’evoluzione delle normative e l’innovazione nei materiali e nelle tecniche costruttive stanno rendendo la bioedilizia un’opzione sempre più accessibile e competitiva rispetto ai metodi tradizionali.

Se è una eccezione… cosa manca perché si abbia maggiore consapevolezza del valore della bioarchitettura?

Per aumentare la consapevolezza sul valore della bioarchitettura, è fondamentale promuovere una maggiore sensibilizzazione e adottare politiche di incentivo più strutturate. Eventi come B-CAD 2025 giocano un ruolo cruciale nella diffusione della conoscenza e nella promozione di nuove soluzioni progettuali per un’edilizia più sostenibile.

Come verrà affrontato il tema durante BCAD 2025

Durante l’evento, che si terrà al Roma Convention Centre La Nuvola dal 19 al 21 settembre 2025, saranno organizzate una serie di conferenze ed esposizioni dedicate a tecniche comunemente utilizzate in architettura che possono essere applicate alla bioedilizia. L’obiettivo è dimostrare come strumenti semplici e di facile accesso possano offrire risultati ottimali in termini di risparmio energetico e sostenibilità, pur essendo ancora poco conosciuti. Il nostro impegno sarà quello di far conoscere queste tecniche ed esplorare la bioarchitettura da diverse prospettive. La bioarchitettura rappresenta il futuro dell’edilizia.

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