Il 75% delle città segnala meno morti e feriti sulla strada dopo la riduzione dei limiti di velocità

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La riduzione dei limiti di velocità nelle aree urbane sta rendendo le strade cittadine più sicure in tutta Europa, riducendo morti e feriti senza aumentare la congestione o i tempi di percorrenza. È quanto emerge da un nuovo sondaggio di Eurocities, la rete che riunisce le principali città europee.

Il sondaggio, basato sulle risposte di 38 città in 19 paesi, mostra che molte amministrazioni locali hanno introdotto limiti di 30 km/h in aree mirate, dando priorità ai quartieri residenziali e alle zone scolastiche.

Più sicurezza, meno incidenti: i risultati del sondaggio Eurocities

I dati raccolti sono inequivocabili. Il 75% delle città segnala risultati chiaramente positivi, con una diminuzione di morti e feriti sulla strada. Addirittura il 91% riporta almeno un impatto positivo sulla vita urbana, come una riduzione del numero di incidenti e vittime, un calo dell’inquinamento atmosferico e acustico e un aumento delle forme di mobilità attiva (come ciclismo e pedonalità).

Le città registrano una riduzione degli incidenti, delle vittime e dei feriti gravi per tutti gli utenti della strada, insieme a velocità dei veicoli più basse. È importante sottolineare che questi benefici non comportano effetti negativi di rilievo: i rispondenti non segnalano impatti negativi su congestione, volumi di traffico o tempi di percorrenza, e solo effetti limitati e gestibili sul trasporto pubblico.

Michele Campaniello, Vicesindaco di Bologna e Presidente del Gruppo di Lavoro Eurocities sulla velocità di 30 km/h, commenta così l’esperienza della sua città: “Da tempo Bologna è impegnata a migliorare la sicurezza e la vivibilità delle sue strade. Sebbene inizialmente vi siano state difficoltà e scetticismo, i risultati sono chiari: strade più sicure, traffico più tranquillo e un ambiente urbano migliore per tutti. Queste misure stanno producendo una differenza concreta e le città possono imparare le une dalle altre per accelerare i progressi verso Vision Zero.”

pedoni camminano in città attraversano la strada

Le sfide dell’implementazione: opposizione politica e pubblica

Sebbene i risultati siano chiari, il percorso di attuazione non è stato sempre semplice. Durante la fase di pianificazione, il 45% delle città ha segnalato opposizione politica, mentre il 37% ha incontrato resistenze da parte del pubblico. Ostacoli legali e regolatori hanno interessato il 40% delle città e quasi un terzo ha citato una capacità amministrativa limitata.

Gergely Karácsony, Sindaco di Budapest e Vice-Presidente del Gruppo di Lavoro Eurocities, sottolinea l’impegno della sua città nonostante le difficoltà: “Nonostante il restringimento dello spazio democratico, la riduzione della sussidiarietà e i crescenti tagli di bilancio e le tasse imposti dal regime di Orbán, Budapest resta impegnata a dimezzare gli incidenti stradali mortali entro il 2030 e a raggiungere Vision Zero entro il 2050.”

Dopo l’implementazione, l’opposizione svanisce

Tuttavia, queste difficoltà diminuiscono nettamente una volta che le misure sono in vigore. L’opposizione politica scende dal 45% durante l’attuazione ad appena il 18% successivamente, mentre l’opposizione pubblica cala dal 37% al 21%. Gli ostacoli legali si riducono drasticamente, passando dal 40% ad appena il 5%. “Una volta che le persone sperimentano i benefici di strade più sicure e più tranquille, il sostegno cresce rapidamente e le resistenze svaniscono”, spiega Campaniello.

Una strategia graduale e mirata per il successo

Il sondaggio mostra che l’approccio delle città è in genere graduale e mirato, piuttosto che uniforme. La maggior parte ha introdotto limiti più bassi nel tempo, partendo da quartieri residenziali (53%), centri storici (45%) e zone scolastiche (42%), mantenendo limiti più elevati sugli assi principali. Una comunicazione chiara, il coinvolgimento degli stakeholder e una forte leadership politica sono stati individuati come fattori decisivi di successo.

Oggi, il 57% delle città intervistate riferisce che oltre la metà della propria rete stradale opera con limiti di velocità inferiori a 50 km/h.

“Dobbiamo riprogettare le strade per la sicurezza, abbassare i limiti di velocità, promuovere una guida cooperativa e veicoli più sicuri, e rafforzare le tutele per gli utenti vulnerabili della strada”, afferma Karácsony. “A Budapest, le nuove telecamere di controllo della velocità hanno ridotto gli eccessi di velocità e gli incidenti mortali sono diminuiti del 37% in un solo anno.”

Verso Vision Zero: un appello all’azione europea

Questi risultati arrivano in un momento cruciale, mentre la Commissione europea si prepara alla revisione del quadro strategico dell’UE per la sicurezza stradale verso l’obiettivo Vision Zero. Le evidenze mostrano che limiti di velocità più bassi sono efficaci, scalabili e accettati una volta introdotti. Tuttavia, la sola azione locale non basta.

“Creare un ambiente più vivibile non può aspettare”, conclude Karácsony. “I governi nazionali e le istituzioni dell’UE possono accelerare i progressi offrendo ai comuni poteri giuridici più chiari, un orientamento tecnico più solido, un migliore accesso a modelli di attuazione già collaudati e, soprattutto, finanziamenti dedicati.”

Fonte: comunicato stampa

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