Più verde, meno cemento: ecco cosa chiedono gli Italiani per la transizione ecologica delle città

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I cittadini italiani hanno le idee chiare: vogliono città più verdi, più resilienti e meno schiave del cemento. La richiesta di una svolta ecologica non è più un desiderio di nicchia, ma un’esigenza sentita dalla stragrande maggioranza della popolazione. A confermarlo sono i risultati di una recente indagine IPSOS-Legacoop, presentata a Roma durante l’incontro nazionale dell’Osservatorio sulla transizione ecologica nelle città.

L’evento ha riunito oltre 100 rappresentanti istituzionali, amministratori, accademici e imprese per condividere le buone pratiche e tracciare la rotta verso un futuro urbano più sostenibile.

La voce dei cittadini: i risultati dell’indagine

L’indagine IPSOS-Legacoop rivela un consenso quasi unanime su quali debbano essere le priorità. I cittadini chiedono con forza:

  • Più verde e meno consumo di suolo (89%).
  • Più circolarità nella produzione e nel consumo, favorendo il riuso del patrimonio edilizio esistente e riducendo gli sprechi (89%).
  • Misure di adattamento climatico per mitigare gli impatti di ondate di calore e allagamenti (85%).
  • Riduzione delle emissioni di gas serra per la mitigazione del cambiamento climatico (82%).

Tuttavia, emerge un evidente “gap di soddisfazione”: se l’importanza di questi temi è massima, la soddisfazione per quanto realizzato finora nelle proprie città è decisamente più bassa. Solo il 47% si dichiara soddisfatto per la gestione delle aree verdi, e la percentuale scende al 38% per le iniziative di adattamento e mitigazione climatica.

L’osservatorio: un motore per il cambiamento

Nato nel 2025 su iniziativa di ENEA, ISPRA, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Green City Network, Agenzia del Demanio e Cassa Depositi e Prestiti, l’Osservatorio ha l’obiettivo di supportare le politiche pubbliche con basi scientifiche e operative. Come ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, l’incontro ha messo in luce “le buone pratiche, anche eccellenti, realizzate in numerose città italiane” che hanno generato benefici non solo ambientali, ma anche sociali ed economici. La condivisione di queste pratiche è fondamentale per “ridurre lo scarto, ancora troppo ampio, tra la gravità delle crisi climatica e ambientale e una sua percezione che tende a sottovalutarla”.

Le priorità per una transizione efficace

Cosa serve, secondo i cittadini, per trasformare le intenzioni in azioni concrete? Oltre il 90% degli intervistati ritiene cruciali norme chiare, obiettivi stabili nel tempo, finanziamenti pubblici e competenze tecniche adeguate. Ma non solo: è fondamentale anche informare i cittadini, coinvolgere le imprese e avere una chiara capacità di indirizzo da parte dei governi a ogni livello.

Ecco le misure più apprezzate dagli italiani per i quattro pilastri della transizione:

1. Adattamento e mitigazione climatica
I cittadini considerano molto importanti la riqualificazione degli spazi pubblici con soluzioni naturali per ridurre l’impermeabilizzazione del suolo. Le misure più gettonate per ridurre gli effetti del cambiamento climatico sono:

  • La diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
  • Le ristrutturazioni profonde e la costruzione di edifici a zero emissioni.
  • La creazione di condomini energeticamente autosufficienti con fotovoltaico e pompe di calore.

2. Economia circolare
Più della metà degli intervistati ritiene “molto importante” migliorare la gestione dei rifiuti urbani. Le azioni più sentite includono:

  • La riduzione degli sprechi, come il recupero delle eccedenze alimentari.
  • L’aumento della raccolta dei piccoli rifiuti elettronici (RAEE) tramite eco-punti dedicati.

3. Capitale naturale e verde urbano
Il consenso è altissimo anche sulle misure per promuovere il verde in città. I cittadini vorrebbero vedere:

  • La trasformazione di aree dismesse in nuovi parchi e spazi ecologici per la comunità.
  • La piantumazione di boschi nelle aree periurbane.

Un appello chiaro per il futuro delle nostre città

I dati parlano chiaro: la transizione ecologica non è più un’opzione, ma una necessità impellente richiesta a gran voce dai cittadini. L’incontro dell’Osservatorio e i risultati dell’indagine dimostrano che le soluzioni esistono e che la volontà di agire è diffusa. Ora spetta alle amministrazioni, alle imprese e alle istituzioni raccogliere questo appello e accelerare il passo verso città finalmente a misura d’uomo e d’ambiente.

Fonte: comunicato stampa

E-cology.it